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SPECIALE | DRS
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Chi legge da tempo EconomiaCircolare.com ha imparato a familiarizzare con l’acronimo DRS, cioè il Deposit Return System, vale a dire il deposito su cauzione. Nonostante le analisi, i dati e un interesse sempre maggiore, il DRS ha faticato ad attecchire nel dibattito pubblico. Ora, però, potrebbe essere la volta buona. Il deposito su cauzione, infatti, si appresta finalmente – dopo anni di rallentamenti e ostacoli – a essere introdotto in Italia.

Attualmente in Parlamento ci sono tre proposte di legge. E l’auspicio è che entro questa legislatura, che “scade” nel 2027, si possa ottenere l’agognato risultato. Col nostro giornale abbiamo seguito l’iter normativo, grazie soprattutto al supporto della campagna “A buon rendere – Molto più di un vuoto” che ricorda come già 19 Paesi europei si sono dotati del DRS e da qui a pochi mesi arriveremo a 21.

Ma facciamo un passo indietro. 

Il deposito su cauzione, o DRS per usare la lingua inglese, è un sistema di raccolta selettiva (cioè dedicata a tipologie specifiche di rifiuti) degli imballaggi per bevande monouso (bottiglie, lattine) che prevede il pagamento di una piccola cauzione al momento dell’acquisto di una bevanda. Viene ampiamente riconosciuto come il sistema migliore per la raccolta del PET (imballaggi e contenitori in plastica). Eppure l’Italia arriva in ritardo, nonostante i vari solleciti dell’UE. Davvero, però, non è più possibile rinviarne l’adozione.

Anche gli obiettivi del regolamento imballaggi, infatti, spingono affinché i Paesi si dotino di sistemi di raccolta sempre più efficienti. Ecco perché abbiamo voluto dedicare uno Speciale al DRS. Siamo sicuri che da qui a breve il deposito su cauzione diventerà una realtà anche in Italia. Ed ecco perché serve farsi trovare preparati

In questo Speciale troverete dunque le analisi e i confronti con gli altri Paesi che hanno già adottato sistemi DRS, ma anche, in egual misura, interviste e soluzioni.  Come sempre, rinnoviamo l’invito a inoltrarci contributi, spunti, suggerimenti, critiche. Buona lettura.

Andrea Turco

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