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Andrea Turco

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Giornalista glocal, ha collaborato per anni con diverse testate giornalistiche siciliane per poi specializzarsi su ambiente, energia ed economia circolare. Redattore di EconomiaCircolare.com. Per l'associazione A Sud cura l'Osservatorio Eni

Nell’UE calano le emissioni dei trasporti ma per l’elettrico servono ingenti investimenti

Nell’analisi “State of European Transport” Transport & Environment segnala che per la prima volta dal 1990 il settore dei trasporti ha ridotto il proprio impatto climatico. Grazie all’elettrico, la cui penetrazione è comunque ancora lenta. Per gli obiettivi UE sui trasporti al 2030 servirebbero 310 miliardi di euro all’anno

Riparte il confronto per un regolamento sul deep sea mining entro il 2025

A Kingston, in Giamaica, è cominciata la 30esima sessione del Consiglio dell’Autorità internazionale per i fondali marini. L'obiettivo è di arrivare entro la fine dell'anno a un regolamento sul deep sea mining, cioè l'estrazione dai fondali marini. Un'azienda minaccia di partire anche senza un regolamento. Ma per Greenpeace, che spinge per una moratoria globale, si tratta di un bluff

Sull’energia l’UE ha poche e confuse idee

Il Consiglio dei ministri dell’Energia dell’Unione Europea non ha sciolto il nodo principale che da anni mette in difficoltà persone e imprese, vale a dire gli alti costi. Le posizioni tra i 27 Stati membri restano divergenti. L’Italia chiede interventi nel breve periodo e promette di presentare “proposte concrete”

Shrinkflation, sulle etichette italiane la Commissione avvia una procedura d’infrazione

Dall’1 aprile le aziende dovranno apporre un’etichetta sui propri prodotti per segnalare la cosiddetta shrinkflation, cioè quando si riduce la quantità nella confezione mantenendone però invariato il prezzo. Ma per la Commissione la scelta del governo Meloni viola le norme europee sul libero mercato

Il passo di lato della Commissione sullo stop alle auto termiche dal 2035

Il piano d’azione sull’auto lanciato dalla Commissione Europea prova a supportare uno dei settori industriali più in difficoltà. Lo fa tra luci e ombre: spostando le scadenze sulle emissioni, fornendo 1,8 miliardi di euro per creare una filiera sicura sulle batterie e chiedendo agli Stati di ritornare a fornire incentivi economici. Mentre l’Italia sorride per la parziale apertura ai biocarburanti

Non chiamatele terre rare: sull’Ucraina il giornalismo si gioca la propria credibilità

Il dibattito attorno alle terre rare dell’Ucraina non analizza un dato di fatto cruciale: di terre rare, in Ucraina, non è certa neppure la presenza, figurarsi una quantità così enorme da poter generare un valore economico di 500 miliardi di dollari, la cifra pretesa da Trump. Invece il giornalismo italiano va dietro alle intemerate del presidente USA

Perché l’Italia ha bisogno di una legge quadro sul clima (e non solo)

Tre anni fa le modifiche alla Costituzione, precisamente agli art.9 e 41, hanno introdotto “la tutela dell’ambiente, della biodiversità e degli ecosistemi, anche nell’interesse delle future generazioni”. Ma come è possibile dare seguito a tali propositi? Lo spiega il report congiunto di ASviS ed ECCO

EU ETS, l’Italia spende solo il 9% dei fondi destinati al clima

Un’analisi di ECCO, il think tank italiano per il clima, denuncia le opacità sull’utilizzo dei proventi generati dalle aste dell’EU Emission Trading System (EU ETS), vale a dire il sistema europeo per lo scambio di quote di emissione di gas serra. Per WWF, Legambiente e Greenpeace “l’Italia non può permettersi di sprecare i soldi per la transizione energetica”

Eni e le altre: così le aziende preferiscono gli azionisti alla transizione energetica

Il rapporto pubblicato dal centro di ricerca SOMO, in collaborazione con l’ong Friends of the Earth Europe, ha analizzato i bilanci dal 2010 al 2023 di 841 società quotate in borsa. In Italia è Eni a fare scuola in questo modello finanziario che dà priorità alla ricchezza di pochi a scapito del pianeta

La Commissione europea, gli aiuti di Stato e la democrazia ambientale

Sugli aiuti di Stato la Commissione europea è abbastanza trasparente? Si tratta di una dinamica non di poco conto, e che si trascina da anni. Adesso la Commissione lancia una consultazione pubblica per raccogliere contributi utili a una revisione delle norme, nel rispetto della Convenzione di Aarhus