Contenuto in abbonamento
Bentrovate e bentrovati alla rassegna internazionale numero 26 di EconomiaCircolare.com. Dopo la pausa estiva, riprendiamo oggi il nostro resoconto delle notizie ambientali dalla stampa e dalle pubblicazioni internazionali raccontando di come Exxon abbia fatto causa allo stato della California. Il motivo? Il riciclo della plastica. Parliamo ancora di plastica con un’esperienza di passaporto digitale. Poi di inquinamento da PFAS in Francia e di contaminazione da attività minerarie nello Zambia, di cattura e stoccaggio di carbonio in Norvegia e dei 20 anni dall’uragano Katrina cha ha devastato New Orleans.
Buona lettura
EXXON CONTRO CALIFORNIA: BATTAGLIA LEGALE SUL RICICLO DELLA PLASTICA”
Exxon Mobil ha citato in giudizio il procuratore generale della California e quattro ONG per diffamazione, accusandoli di voler sabotare la sua attività di riciclo avanzato. La causa è una risposta a un’azione legale dello Stato e delle organizzazioni, che accusano Exxon di aver ingannato i cittadini sui benefici del riciclo della plastica.
Leggi il resoconto sul New York Times
PASSAPORTO DIGITALE PER LA PLASTICA: SINGAPORE LANCIA UNA RIVOLUZIONE NEL RICICLOSingapore ha avviato un progetto pionieristico per creare un “passaporto digitale” per la plastica. La tecnologia, basata su marcatori molecolari e blockchain, permetterà di tracciare l’intero ciclo di vita della plastica per migliorarne il riciclo. L’iniziativa punta a ridurre i rifiuti destinati all’unica discarica dell’isola, Semakau, destinata a esaurirsi entro il 2035.
Leggi su The Straits Times |
NEW ORLEANS AFFONDA: 20 ANNI DOPO KATRINA, LA CITTÀ ANCORA A RISCHIOVent’anni dopo Katrina, il sistema di dighe da 14 miliardi di dollari che protegge New Orleans è minacciato dall’innalzamento del mare, dal cedimento del terreno e dai tagli ai fondi federali e statali. Le dighe affondano più velocemente del previsto e la manutenzione è a rischio. Il sistema funziona, ma senza investimenti continui, la città potrebbe non reggere alla prossima grande tempesta.
Leggi la notizia su Grist |
CARBONIO SOTTO IL FIORDO: PARTE LA CATTURA E STOCCAGGIO DI CO₂ IN NORVEGIAIn Norvegia è ufficialmente partito il progetto Northern Lights, il primo impianto operativo su scala industriale in Europa per la cattura e lo stoccaggio della CO₂ (CCS). Le prime tonnellate sono state iniettate in un giacimento sottomarino del Mare del Nord, a 2.600 metri di profondità. Il progetto, guidato da Equinor, Shell e TotalEnergies, punta a ridurre le emissioni industriali europee.
Leggi la notizia sul sito dell’agenzia Reuters |
TRUMP BLOCCA L’EOLICO: CAOS PER INVESTIMENTI E PROGETTI IN USAL’amministrazione Trump ha bloccato senza spiegazioni dettagliate diversi grandi progetti eolici già approvati e in costruzione, come Revolution Wind al largo del Rhode Island. Le autorità citano vaghi motivi di sicurezza nazionale, ma l’assenza di prove e procedure formali alimenta il caos nel settore.
Leggi il resoconto sul New York Times |
PESTICIDI, FARMACI E PFAS: UN’INCHIESTA RIVELA LA CRISI INVISIBILE DELL’ACQUA IN FRANCIAUn’indagine di Le Monde ha rilevato la presenza di 300 contaminanti nelle acque sotterranee francesi, fonte primaria di acqua potabile per due terzi della popolazione. Tra i contaminanti individuati ci sono pesticidi vietati da anni, PFAS e tracce di farmaci. In oltre il 28% delle stazioni di monitoraggio è stato superato almeno una volta il limite legale di qualità.
Leggi sul sito del Global Investigative Journalism Network |
PFAS, L’INDUSTRIA CHIMICA SPINGE IL REGNO UNITO A FRENARE SUL DIVIETOLe aziende chimiche stanno facendo pressione sui parlamentari britannici per evitare un divieto ampio dei PFAS. I produttori chiedono in particolare che i fluoropolimeri siano esclusi. Gli scienziati contestano l’approccio, accusando l’industria di seguire la strategia delle multinazionali del tabacco per ritardare le regolazioni.
Leggi sul Guardian |
DISASTRO TOSSICO IN ZAMBIA: ACCUSATA UNA COMPAGNIA MINERARIA CINESEIn Zambia, una diga di scarti minerari gestita da Sino-Metals Leach Zambia, controllata dalla Cina, è collassata riversando nel fiume Kafue 1,5 milioni di tonnellate di sostanze tossiche. Un’indagine indipendente ha rivelato che l’azienda avrebbe minimizzato l’accaduto e interrotto il contratto con la società incaricata delle analisi prima della pubblicazione del rapporto finale. La contaminazione mette a rischio milioni di persone.
Leggi la notizia su Associated Press |



