Nel 2025 il tasso di raccolta delle batterie portatili in Italia si è attestato al 31,14%. Lo ha fatto sapere il Centro di coordinamento nazionale pile e accumulatori (CDCNPA). Se il dato è importante – è il “principale indicatore per la verifica del raggiungimento degli obiettivi fissati a livello europeo”, ricorda il Centro – altrettanto importante è il nuovo metodo usato per misurare la raccolta.
Alla luce di obiettivi europei del 63% da raggiungere entro il 2027 (l’anno prossimo) il centro di coordinamento rileva un ”oggettivo ritardo strutturale” ma anche “un andamento positivo”.
Una fase di transizione normativa
Come EconomiaCircolare.com ha raccontato, il comparto attraversa “una fase di profonda transizione normativa, segnata dall’entrata in vigore del Regolamento europeo sulle batterie e recepito al livello nazionale e dal suo recepimento nell’ordinamento nazionale tramite il decreto legislativo 29/2026 dello scorso 7 marzo”.
Le nuove norme europee fissano target importanti: si tratterà di raggiungere il 63% di raccolta entro il 2027 e il 73% entro il 2030. Obiettivi che appaiono molto lontani e ambiziosi se osservati dal 31% nazionale: “Il risultato conseguito dall’Italia evidenzia un oggettivo ritardo strutturale che richiederà un significativo incremento dei flussi di raccolta nel corso del prossimo triennio”, sottolinea il Centro di coordinamento. Che però precisa che “per interpretare correttamente il dato 2025 è però necessario considerare le importanti modifiche introdotte dal nuovo quadro regolatorio”.

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Le modifiche al metodo di calcolo
Il Regolamento europeo ha introdotto alcune revisioni metodologiche “destinate a rendere il sistema di misurazione più coerente e omogeneo nel tempo”. Revisioni che, ovviamente, oggi incidono “sulla comparabilità dei dati rispetto agli anni precedenti”.
Due le novità principali.
La prima è la revisione del perimetro delle batterie da contabilizzare: condotta “ridefininendo la classificazione delle batterie portatili, escludendo alcune tipologie precedentemente incluse”. Di conseguenza, “nel corso del 2025 queste batterie risultano in parte conteggiate come immesso, ma sono escluse a livello di raccolta”, spiega il CDCNPA a EconomiaCircolare.com.
La seconda novità è l’arco temporale dal considerare. “Il tasso di raccolta è dato dal rapporto tra la raccolta delle batterie portatili raccolte nell’anno di riferimento (2025) e la media dell’immesso sul mercato del triennio di riferimento”. Il regolamento europeo, spiega il Centro di coordinamento, “ha ‘anticipato’ questa finestra temporale di un anno rispetto alla formulazione precedente: ora è 2022-2024 e non 2023-2025 come sarebbe stato prima della revisione”.
Questa disomogeneità statistica rispetto agli anni precedenti “fa sì che il risultato 2025 non sia non pienamente comparabile con le rilevazioni precedenti, pur segnando l’avvio di un modello di monitoraggio più coerente e trasparente nel lungo periodo”.

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“Andamento della raccolta positivo ”
Nonostante questa discrasia e nonostante il ritardo già sottolineato, il bilancio della raccolta, illustrato nel Rapporto annuale, mostra secondo il CDCNPA un “andamento positivo dei volumi raccolti rispetto al 2024, a testimonianza di una filiera che continua a rafforzarsi grazie al contributo coordinato di produttori, sistemi collettivi, distribuzione, comuni e gestori della raccolta rifiuti”.
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