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lunedì, Gennaio 25, 2021

In Francia lo Stato crea una piattaforma per scambiare i suoi beni

Una piattaforma online gestita dallo Stato permette lo scambio di mobili, stampanti e di altri oggetti tra amministrazioni pubbliche, scuole, università e associazioni

Caterina Ambrosini
Caterina Ambrosini
Laureata in Gestione dell’ambiente e delle risorse naturali presso la Vrije Universiteit di Amsterdam con specializzazione in Biodiversità e valutazione dei servizi forniti dall'ecosistema. Da inizio 2020, collabora con l’Atlante Italiano dell’Economia Circolare nel lavoro di mappatura delle realtà nazionali e nella creazione di contenuti.

Mobili, scrivanie, stampanti e apparecchi elettrici usati. No, non parliamo di un mercatino dell’usato o un di bazar, ma di una piattaforma online creata dallo Stato francese dove amministrazioni pubbliche e associazioni possono donare e ricevere gratuitamente oggetti inutilizzati a cui dare nuovo valore. 

“Oggi abbiamo troppi beni che vengono immagazzinati per niente, dobbiamo avere il riflesso di dare piuttosto che buttare via”, ha sottolineato Alain Caumeil, direttore nazionale degli interventi pubblici. Nel mondo statale, sostituire una stampante, un computer o un mobile è spesso un percorso a ostacoli che di solito termina con lo stesso risultato: l’impossibilità di acquistare nuovi oggetti per mancanza di fondi.

Con il sito internet Don.encheres, creato nel 2019 e reso pubblico quest’anno, lo Stato fornisce quindi uno strumento per facilitare lo scambio di beni pubblici e un esempio di circolarità. Prendendo parte a questa iniziativa infatti, le amministrazioni pubbliche francesi evitano di far diventare rifiuto tutto ciò che può essere utile in un altro ufficio, in una scuola o in un’associazione. Caumeil osserva come “alcuni di questi oggetti sarebbero stati distrutti se non avessimo avuto la possibilità di donarli”.

Le regole della piattaforma

Ma come funziona? Per garantire trasparenza ed efficienza, le istituzioni francesi hanno definito delle regole chiare nell’utilizzo della piattaforma. Chi vuole offrire degli oggetti deve registrarsi al sito e le sue proposte di donazione saranno poi esaminate dalla Direzione nazionale degli interventi dello Stato (DNID – Direction nationale d’interventions domaniales) che può rifiutare la donazione in caso non siano soddisfatte le condizioni stabilite. Sono ammessi invece come beneficiari delle donazioni solo le amministrazioni statali e le associazioni riconosciute come enti di pubblica utilità, che dovranno semplicemente manifestare il proprio interesse verso un annuncio, ricevendo così i contatti del donatore.

L’amministrazione offerente sarà poi libera di scegliere il ‘vincitore’ effettuando prima della firma dell’accordo dei controlli sull’idoneità dell’interessato a ricevere la fornitura. Inoltre, a a chi pubblica le offerte, la piattaforma consiglia di diversificare i beneficiari delle donazioni, in modo tale da condividere gli oggetti con differenti realtà del Paese. Aiutando università, scuole, centri educativi e musei con la condivisione dei beni, l’iniziativa evita la logica dell’usa e getta e allontana l’idea dello spreco di risorse negli enti pubblici. Per farsi un’idea basta scorrere la lunga lista degli oltre 120 annunci presenti sul sito, dove troviamo il museo del Louvre che al momento propone vetrine e mobili che potrebbero essere utili in altri centri culturali. Un approccio virtuoso, quella del sito francese, che avvicina gli enti pubblici a una transizione circolare. “Con questa piattaforma, state dando l’esempio”, ha detto Olivia Grégoire, Segretario di Stato per l’economia sociale e solidale.

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