RAEE professionali, “Raccolta in lieve aumento, ma senza incidere sul ritardo nazionale”

Erion Professional pubblica i dati della raccolta relativi al 2025: “Spesso il produttore non risulta essere un soggetto ‘attivo’ nella filiera”.

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Redazione EconomiaCircolare.com

Sono circa un terzo (31%) dei rifiuti elettrici ed elettronici (RAEE) raccolti ogni anno. Sono preziosi come quelli domestici, e come quelli domestici concorrono al raggiungimento degli obiettivi UE. Eppure, data la differenza legislativa che ne regola la responsabilità sul fine vita, sono spesso trascurati e non correttamente gestiti. Parliamo dei RAEE professionali, cioè quelli di apparecchiature impiegate non dalle famiglie ma da professionisti, lavoratori, imprese: come grandi stampanti, apparecchiature per la climatizzazione, dispositivi medicali, banchi frigo, apparecchiature per la lavorazione alimentare, distributori automatici, lavatrici industriali, macchinari produttivi.

“Nel 2025 Erion Professional, consorzio del sistema Erion dedicato alla gestione dei rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE) professionali, ha gestito su tutto il territorio nazionale più di 4.500 tonnellate di RAEE, in crescita del 4% rispetto al 2024 (4.300 tonnellate”), spiega una nota del consorzio che anticipa i risultati dell’anno scorso. Un segnale positivo, commenta Erion, “che, tuttavia, non è ancora in grado di incidere in modo determinante sul gap nazionale rispetto agli obiettivi UE. A questo si aggiunge il fatto che spesso il Produttore non risulta essere un soggetto ‘attivo’ nella filiera”.

Il motivo sta nella responsabilità sui questo rifiuti, che la legge regola diversamente da quanto accade per quelli domestici.

raee in europa

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Le differenze coi RAEE domestici

La responsabilità della corretta gestione dei RAEE professionali cambia a seconda della loro età.

Per quelli storici (da apparecchiature elettriche ed elettroniche-AEE immesse sul mercato fino al 2010) la responsabilità è a carico del produttore solo nel caso di fornitura di una nuova apparecchiature in sostituzione della vecchia (“uno contro uno”), altrimenti spetta al proprietario. Per i rifiuti derivati invece da apparecchiature più recenti (vendute dopo il 2010), la responsabilità è a carico del produttore, che si dovrà attivare per garantirne la corretta gestione, anche se non si fornisce una nuova AEE.

In entrambi i casi, però, a differenza di quanto avviene per le apparecchiature elettriche ed elettroniche considerate domestiche, il produttore è tenuto per legge a finanziare ed organizzare la gestione dei RAEE solo se lo richiede l’utente finale.

 Il problema principale è la perdita di controllo e di tracciabilità sul fine vita di questa tipologia di apparecchiature “, evidenzia Erion Professional. “Anche per le apparecchiature professionali può essere previsto il ritiro contestuale in fase di sostituzione (“Uno contro Uno”), nell’ambito delle modalità organizzate dai produttori o dai soggetti da essi incaricati. Tuttavia, questa possibilità non è sempre conosciuta o applicata in modo omogeneo, aumentando le possibili ricadute su conformità e tutela ambientale”.

Nella pratica, le attività di dismissione e sostituzione di macchinari (specie nel caso di apparecchiature di grandi dimensioni) sono spesso gestite da soggetti terzi, non sempre integrati nei canali ufficiali.

Questo passaggio “può determinare una riduzione della tracciabilità e aumentare il rischio che i RAEE non confluiscano correttamente nei sistemi previsti e che il loro fine vita non sia adeguatamente tracciato”, evidenzia il consorzio.

Secondo Walter Rebosio, direttore generale di Erion Professional, “la piena valorizzazione dei RAEE professionali deve passare da un impegno condiviso tra produttori, reti distributive e imprese utilizzatrici, orientato a modelli collaborativi, innovativi e sostenibili. Solo così sarà possibile trasformare una criticità globale, ovvero la scarsità delle risorse, che alimenta instabilità dei mercati e tensioni internazionali, in un’opportunità concreta di crescita, autonomia industriale e responsabilità ambientale”.

RAEE PNRR

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