Materie prime critiche, via libera al primo impianto europeo per recuperare terre rare dai RAEE

Il Ministero dell'Ambiente autorizza a Ceccano il primo impianto europeo su scala industriale per il recupero di terre rare dai RAEE. Un progetto strategico, promosso da Itelyum Regeneration, che punta a rafforzare autonomia industriale e sicurezza delle forniture. Nel nome dell'economia circolare

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Redazione EconomiaCircolare.com

Nella corsa europea alle materie prime critiche l’Italia si piazza in buona posizione per arrivare prima. Il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) ha infatti autorizzato la realizzazione del progetto strategico LIFE 22ENV-IT-INSPIREE, promosso da Itelyum Regeneration Spa, destinato al recupero di terre rare contenute nei magneti permanenti provenienti dai rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE).

La novità non riguarda soltanto il contesto nazionale. L’impianto che sorgerà a Ceccano, in provincia di Frosinone, sarà infatti il primo in Europa su scala industriale dedicato al recupero delle terre rare dai RAEE. Si tratta di un passaggio che segna un punto di svolta per la filiera del riciclo delle materie prime critiche, nonché per la strategia europea di approvvigionamento. Soprattutto se si considera che fino a questo momento la raccolta dei RAEE, ancora sotto i traguardi richiesti dall’Unione Europea, li vede poi migrare verso altri Paesi, dove ci sono appunto gli impianti che permettono poi di recuperare veri e propri tesori dai nostri rifiuti.

Insomma: se è vero che l’Italia è ancora lontana dal chiudere la filiera dei rifiuti elettrici ed elettronici e delle materie preziose che contengono, notizie come quella comunicata dal MASE fanno ben sperare. Proprio perché il valore maggiore dei RAEE è proprio nelle fasi a valle che mancano al nostro Paese e più in generale all’Europa: raffinazione, separazione fine, recupero di elementi presenti in piccole quantità, produzione di materiali e componenti per nuove filiere industriali.

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Terre rare, una risorsa strategica per la transizione

Come ormai sa bene chi legge EconomiaCircolare.com da tempo, le terre rare sono un gruppo di elementi chimici fondamentali per numerose tecnologie considerate essenziali per la transizione ecologica e digitale. Vengono impiegate nella produzione di motori elettrici, turbine eoliche, batterie, dispositivi elettronici, sistemi di difesa e numerose applicazioni ad alta tecnologia.

Negli ultimi anni la crescente domanda globale ha evidenziato una forte dipendenza europea dalle importazioni, soprattutto da Paesi extra UE. Una vulnerabilità che l’Unione Europea ha deciso di affrontare nel marzo 2024 con l’approvazione del Critical Raw Materials Act, il regolamento europeo sulle materie prime critiche che punta a diversificare le fonti di approvvigionamento, aumentare il recupero di materiali strategici e rafforzare le capacità industriali interne.

In questo scenario, il recupero delle terre rare dai rifiuti elettronici rappresenta una delle leve più promettenti per costruire una filiera circolare in grado di ridurre il ricorso all’estrazione mineraria e contenere la dipendenza da fornitori esterni.

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Il progetto LIFE INSPIREE tra i 47 selezionati dall’Europa

Non è un caso che LIFE INSPIREE sia stato inserito tra i 47 progetti strategici selezionati dalla Commissione europea nell’ambito del nuovo quadro normativo sulle materie prime critiche (di cui avevamo scritto qui).

L’obiettivo è sviluppare una tecnologia industriale capace di recuperare e valorizzare i metalli contenuti nei magneti permanenti presenti nei RAEE, trasformando un flusso di rifiuti complesso in una fonte secondaria di materie prime ad alto valore economico e strategico.

materie prime critiche ue
fonte: Canva

Il progetto intende inserirsi nella logica dell’economia circolare: recuperare risorse già presenti nei prodotti giunti a fine vita, ridurre gli sprechi e reimmettere materiali critici nei cicli produttivi. Un approccio che, come ribadisce il MASE, consente di coniugare benefici ambientali, competitività industriale e sicurezza delle forniture.

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Il ruolo dell’Italia nella filiera europea del riciclo

L’autorizzazione rilasciata dal MASE rappresenta anche un segnale della crescente centralità che l’Italia intende assumere nel settore del recupero delle materie prime critiche.

Il nostro Paese dispone infatti di competenze industriali consolidate nella gestione e valorizzazione dei rifiuti, oltre a una filiera del riciclo tra le più sviluppate in Europa. Tuttavia, sul fronte delle materie prime critiche, l’Europa continua a mostrare fragilità strutturali, aggravate dalle tensioni geopolitiche e dalla competizione internazionale per l’accesso alle risorse.

L’impianto di Ceccano potrebbe quindi diventare un tassello importante di una strategia più ampia, contribuendo alla nascita di un ecosistema industriale dedicato al recupero di materiali essenziali per la manifattura avanzata e le tecnologie verdi.

La scelta di puntare sul riciclo delle terre rare assume inoltre una valenza economica crescente. Con l’espansione dei mercati legati all’elettrificazione, alle energie rinnovabili e alla digitalizzazione, la disponibilità di questi materiali sarà sempre più determinante per la competitività delle imprese europee.

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Gava: “Un passo strategico per il futuro industriale del Paese”

Secondo la viceministra dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Vannia Gava, l’autorizzazione segna un momento importante per le politiche industriali e ambientali italiane.

“Con questa autorizzazione compiamo un passo strategico per il futuro industriale del Paese – commenta Gava – Garantire l’approvvigionamento di materie prime critiche significa oggi rafforzare la nostra autonomia industriale, energetica e tecnologica. Il recupero delle terre rare dai RAEE è una sfida ambientale, ma anche una scelta di politica industriale che punta a ridurre le dipendenze esterne e a rendere l’Italia protagonista e competitiva”.

Parole che riflettono un approccio sempre più integrato tra sostenibilità e politica industriale. Se fino a pochi anni fa il riciclo veniva considerato prevalentemente come uno strumento di gestione dei rifiuti, oggi è sempre più percepito come un fattore strategico per la sicurezza economica e la resilienza delle catene di approvvigionamento.

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Itelyum Regeneration, dal recupero dei rifiuti alla valorizzazione delle materie critiche

A promuovere il progetto LIFE INSPIREE è Itelyum Regeneration, società del gruppo Itelyum specializzata nella gestione, raccolta e rigenerazione di rifiuti industriali. L’azienda è tra i principali operatori italiani nel settore dell’economia circolare applicata ai flussi industriali complessi e negli ultimi anni ha investito nello sviluppo di tecnologie avanzate per il recupero di materiali ad alto valore aggiunto.

La realizzazione dell’impianto di Ceccano rappresenta un ulteriore passo nella strategia del gruppo orientata alla chiusura dei cicli produttivi e alla valorizzazione delle cosiddette “miniere urbane”, ovvero quei rifiuti che contengono risorse strategiche recuperabili. In questo contesto, il recupero delle terre rare dai magneti permanenti dei RAEE si inserisce in una visione industriale che punta a trasformare i rifiuti tecnologici in una fonte stabile di approvvigionamento per le filiere manifatturiere europee, contribuendo al tempo stesso alla riduzione dell’impatto ambientale e della dipendenza dalle importazioni di materie prime critiche.

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Un modello di economia circolare applicata?

Dal punto di vista amministrativo, l’autorizzazione è stata adottata tramite decreto direttoriale della Direzione generale Economia circolare e bonifiche del MASE, individuata come Punto unico di contatto nazionale per i progetti strategici di riciclaggio previsti dalla normativa europea.

L’iter ha richiesto un articolato lavoro di coordinamento tra le diverse amministrazioni competenti e l’acquisizione dei necessari titoli autorizzativi, evidenziando la complessità ma anche la rilevanza strategica dell’intervento. Per il governo, il progetto rappresenta un esempio concreto di integrazione tra innovazione tecnologica, sostenibilità ambientale e sviluppo industriale. 

“Il progetto LIFE INSPIREE conferma il ruolo centrale dell’Italia nello sviluppo di tecnologie avanzate e rappresenta un modello concreto di integrazione tra innovazione industriale, sostenibilità ambientale e sicurezza economica”, ha concluso la viceministra Gava.

elezioni

L’avvio del primo impianto europeo dedicato al recupero industriale delle terre rare dai RAEE potrebbe così segnare l’inizio di una nuova fase per l’economia circolare continentale: quella in cui il riciclo non serve soltanto a ridurre gli impatti ambientali, ma diventa uno strumento decisivo per garantire autonomia strategica, competitività industriale e sovranità tecnologica.

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