La crisi del riciclo della plastica arriva in parlamento

Sui problemi della filiera della plastica riciclata e su quelli, conseguenti, della raccolta differenziata degli imballaggi plastici, diverse interrogazioni parlamentari sollecitano il governo

Daniele Di Stefano
Daniele Di Stefano
Giornalista ambientale, redattore di EconomiaCircolare.com e socio della cooperativa Editrice Circolare

Dopo mesi di allarmi per il mercato della plastica riciclata che soccombe sotto i prezzi bassi di quella vergine, con i riciclatori di Assorimap che dalla fine del 2025 hanno iniziato a spegnere parte degli impianti. E dopo che la crisi del riciclo della plastica è diventata crisi della raccolta differenziata (come in Puglia e Sardegna), questa duplice crisi interconnessa approda anche nelle aule del Parlamento, con una serie di interrogazioni. Mentre non ci sarebbero, stando ai soggetti interessati, novità rilevanti dal tavolo istituito presso il Ministero dell’ambiente.

“A rischio investimenti e obiettivi di raccolta e riciclo”

La deputata del Movimento 5 Stelle Ilaria Fontana, ad esempio, ha chiesto lumi al ministro dell’Ambiente. La crisi “rischia di compromettere gli investimenti pubblici e privati effettuati per incrementare la raccolta differenziata e la capacità di riciclo nazionale, di determinare maggiori costi a carico dei comuni e degli utenti del servizio di gestione dei rifiuti e di indebolire il conseguimento degli obiettivi nazionali ed europei in materia di economia circolare” scrive in una interrogazione parlamentare.

Fontana ricorda anche la novità del Regolamento imballaggi, con le prime misure operative dal 12 agosto, “che introdurrà più rigidi requisiti in materia di sostenibilità, riciclabilità e gestione degli imballaggi lungo l’intero ciclo di vita”. E chiede al ministro se “sia a conoscenza della reale dimensione delle criticità della filiera del riciclo della plastica”, e se disponga, in particolare, di “un quadro aggiornato, su base regionale, relativo all’entità delle contrazioni o sospensioni dei ritiri degli imballaggi in plastica, ai volumi complessivi di materiali giacenti presso i centri comprensoriali e gli impianti di stoccaggio temporaneo e al livello di saturazione della capacità ricettiva complessiva della filiera”. E poi, soprattutto, “quali misure urgenti intenda adottare […] per garantire la continuità della raccolta differenziata e del ritiro dei materiali, prevenire rischi per la sicurezza e impedire che i maggiori costi o l’avvio a incenerimento dei rifiuti correttamente differenziati ricadano sui comuni e sui cittadini”.

riciclo raccolta differenziata plastica cover
Foto: Canva

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“Serve una strategia nazionale per le materie riciclate”

Altra interrogazione è stata depositata dalla deputata Patty L’Abbate (M5S). Che ricorda come “la competitività del riciclo rappresenta oggi un elemento strategico per la sicurezza economica e ambientale del Paese, in quanto consente di ridurre la dipendenza dalle materie prime importate, rafforzare l’autonomia industriale nazionale, diminuire il consumo di risorse naturali e contribuire al raggiungimento degli obiettivi europei in materia di economia circolare e neutralità climatica”. E chiede se il Ministro dell’ambiente “non ritenga urgente adottare una Strategia nazionale per il mercato delle materie prime seconde, coinvolgendo le regioni e le rappresentanze della filiera industriale, finalizzata a rafforzare la competitività del riciclo rispetto alle materie prime vergini e al materiale riciclato proveniente da Paesi esteri”.

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“L’economia circolare non può dipendere solo dalle dinamiche di mercato”

Anche dal Senato arrivano quesiti e sollecitazioni per il governo. Il senatore Peppe De Cristoforo (AVS) scrive ai Ministri dell’ambiente e del made in Italy che “la saturazione degli impianti rappresenta certamente una criticità tecnica e industriale, ma non può tradursi nell’interruzione di un servizio pubblico né nell’alterazione unilaterale degli equilibri economici su cui gli enti locali hanno costruito la gestione della raccolta differenziata”. Argomenta che “l’economia circolare non può dipendere esclusivamente dall’andamento del mercato delle materie prime seconde o dalla convenienza economica del materiale vergine”. Chiede se i due ministri “ritengano compatibile con il sistema della responsabilità estesa del produttore l’eventuale sospensione del ritiro degli imballaggi conferiti dai Comuni”. Se abbiano fatto verifiche riguardo le “iniziative adottate dal sistema CONAI-COREPLA per assicurare la continuità del servizio”. Se ritengano opportuno adottare “provvedimenti d’urgenza” per garantire la continuità del servizio anche nelle fasi di crisi del mercato del riciclo, “prevedendo specifici obblighi a carico dei consorzi del sistema EPR” (quindi CONAI-COREPLA). E chiede se non sia necessario “valutare l’istituzione di strumenti permanenti di garanzia, quali un fondo dedicato finanziato mediante il contributo ambientale CONAI, adeguate capacità di stoccaggio strategico nazionale e meccanismi automatici di compensazione economica in favore dei Comuni, al fine di assicurare la continuità del servizio pubblico e il raggiungimento degli obiettivi nazionali di riciclo”.

riciclo raccolta differenziata plastica cover
Foto: Canva

Anche la senatrice Silvia Fregolent (Italia Viva) interviene sulla questione e chiede al Ministro dell’ambiente e della sicurezza energetica e a quello delle imprese e del made in Italy “se non ritengano necessario definire un piano straordinario e strutturale per la gestione degli imballaggi in plastica da raccolta differenziata comunale, con obiettivi, tempi e risorse certi, così da superare l’emergenza e prevenire blocchi del genere”.

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