Progettare il cambiamento, nell’epoca delle policrisi, significa mettere in rete un’intelligenza che non è soltanto artificiale. È l’intelligenza che guida la progettazione secondo criteri di ecocompatibilità, che riconosce nel cambiamento sociale e di mercato una componente essenziale dell’innovazione e che mira a rientrare nei limiti planetari sicuri e giusti con lo sguardo rivolto alle generazioni future.
Nasce da queste premesse Intelligenza Circolare, l’evento internazionale di EconomiaCircolare.com e ISIA Roma Design dedicato alla transizione ecologica e digitale, che si terrà il primo ottobre 2026 a Roma, presso Villa Alteri.
L’evento, giunto alla sua seconda edizione, nasce dal lavoro dell’omonimo Osservatorio, che nel corso dell’anno segue l’evoluzione normativa nazionale ed europea, documenta casi studio, osserva l’ecoinnovazione in Italia e all’estero e alimenta una rete di soggetti impegnati sui temi della doppia transizione.
Oltre l’innovazione, dalla teoria alla pratica
L’iniziativa riunisce nella Capitale istituzioni, imprese, università e centri di ricerca per dialogare in maniera costruttiva sopra e sotto il palco. Il focus dell’incontro è incentrato sulla discussione delle policy europee – con particolare riferimento al Regolamento Ecodesign e al Circular Economy Act fino alla Strategia per la Bioeconomia – e sulla presentazione di casi concreti di ecoinnovazione.
Diversi i temi che verranno trattati nel corso della giornata, seguendo il filo rosso che unisce l’ecodesign, le tecnologie emergenti e la trasformazione dell’economia, delle filiere e dei modelli di consumo.
“Stiamo attraversando – ricorda Raffaele Lupoli, direttore di EconomiaCircolare.com – una fase politica molto delicata. Alcune spinte conservatrici, soprattutto da parte dell’industria fossile, rischiano di portare le imprese a sottovalutare quanto sta accadendo in Europa e non solo, sul fronte dell’ecodesign, dell’economia circolare e della tracciabilità delle informazioni legate alla sostenibilità in senso lato. Intelligenza Circolare, con il suo Osservatorio, mette insieme università, enti di ricerca, istituzioni europee e italiane, autorevoli esponenti della società civile internazionale. L’obiettivo è riportare al centro il cambiamento radicale che già oggi investe il mondo produttivo. Un cambiamento che rappresenta una preziosa opportunità per sperimentare nuovi modi di progettare prodotti e servizi e nuovi modelli di business, sempre più orientati alla sostenibilità e alla circolarità”.
“L’appuntamento del primo ottobre, data in cui ci attendiamo ulteriori novità sul fronte normativo sia in Italia che a livello europeo, – prosegue – sarà un’occasione importante di confronto. Un appuntamento utile a orientare l’azione non solo delle imprese, ma anche dei decisori politici, in un’ottica di scambio reciproco. EconomiaCircolare.com e ISIA Roma Design sono orgogliose di aver reso possibile, per il secondo anno consecutivo, questa preziosa opportunità di riflessione comune e proiezione verso il futuro”.
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I format di partecipazione e confronto
Il programma si articola attraverso diversi format specifici:
- Tavoli internazionali: un tavolo di confronto su ecodesign, passaporto digitale di prodotto (DPP) e intelligenza artificiale, che mette a confronto voci autorevoli provenienti da diversi Paesi e continenti su normative, applicazioni pratiche e scenari futuri.
- Circular Speech: un palco dedicato in cui i protagonisti, di fronte a un pubblico selezionato di rappresentanti delle istituzioni, leader d’impresa e innovatori della ricerca, possono raccontare in modo diretto il proprio progetto di circolarità ed ecoinnovazione.
- The Shift Table: una serie di tavole rotonde in cui istituzioni, imprese ed enti di ricerca danno vita a dibattiti agili per approfondire le relazioni tra l’evoluzione normativa, le esigenze del tessuto imprenditoriale e l’innovazione scientifica.
Tante le professionalità che saranno parte attiva dell’evento, tra queste Stefano Soro, Head of Unit for Green and Circular Economy, DG GROW of the European Commission, Pierfrancesco Maran, President of the European Parliament’s Committee on the Environment, Climate and Food Safety (ENVI), Francesca Mariotti, President of ENEA – National Agency for New Technologies, Energy and Sustainable Economic Development e Giorgio Arienti, General Manager of Erion WEEE, Laura D’Aprile, Head of the Department for Ecological Transition and Green Investments at the Ministry for Ecological Transition (MASE), Antonio Delre, Project Officer for Circular Economy and Sustainable Industry at the Joint Research Centre (JRC) e Martin Charter, Director of The Centre for Sustainable Design (CfSD) at the University for the Creative Arts (UCA).

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Una mostra e un libro
L’evento darà spazio anche alla dimensione espositiva con Eco-innovation in the making, una mostra nata in occasione della prima edizione che riunisce imprese, istituzioni, fondazioni e università nazionali e internazionali. Attraverso totem, installazioni e contenuti interattivi, lo spazio espositivo trasforma le buone pratiche in un percorso per mostrare soluzioni reali già in atto nei territori e nelle filiere.
Inoltre, i progetti di circolarità presentati vengono raccontati all’interno di un apposito libro dedicato alla circolarità. Il volume verrà presentato in esclusiva a Ecomondo, la fiera di Rimini dedicata alla sostenibilità, nell’ambito di un panel in cui è previsto l’intervento degli speaker di fronte ai professionisti del settore.
L’iniziativa si svolge con il patrocinio della Città Metropolitana di Roma Capitale, dell’ENEA e dell’AIAP. Vede inoltre la partecipazione di Erion WEEE come Main Partner, di Green Loop come Partner e di MICS come Technology Innovation Partner.
Al fine di misurare e ridurre il proprio impatto ambientale, l’evento si avvale del supporto del programma Cultura Sostenibile, realizzato nell’ambito del progetto PNRR “Creative competencies for the social change: tradition and future of Made in Italy” (Missione 4 – Istruzione e ricerca).

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Le Intelligenze Circolari
L’edizione 2026 proseguirà il lavoro di messa in rete e valorizzazione di più di quaranta best practice ecoinnovative, anche da Belgio, Argentina, Brasile ed Ecuador. Si tratta di un mosaico di buone pratiche unite dall’esigenza comune di progettare e riprogettare filiere, infrastrutture digitali, modelli d’uso, riuso e rigenerazione.
Emerge così una chiara spinta verso un salto di paradigma culturale: il passaggio dal principio del “chi inquina paghi” alla logica del “non fare danno significativo” (Do No Significant Harm), promuovendo un approccio autenticamente rigenerativo.
Se pensi di avere una buona pratica da condividere e vuoi diventare partner dell’evento, visita il sito intelligenzacircolare.com e compila il form.
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