domenica, Aprile 11, 2021

Speciale Epifania: la vera storia della befana e come realizzare una calza ecosostenibile

È la festività che si "porta via" tutte le altre, e in alcune province è quasi più radicata di Babbo Natale: la nonnina italiana è stata combattuta nei secoli, in quano simbolo pagano, ed è riuscita sopravvivere persino a recenti tentativi di cancellazione. E adesso sposta le istanze dell'economia circolare

Letizia Palmisano
Letizia Palmisanohttps://www.letiziapalmisano.it/
Giornalista ambientale 2.0, spazia dal giornalismo alla consulenza nella comunicazione social. Vincitrice nel 2018 ai Macchianera Internet Awards del Premio Speciale ENEL per l'impegno nella divulgazione dei temi legati all’economia circolare. Co-ideatrice, con Pressplay e Triboo-GreenStyle del premio Top Green Influencer. Co-fondatrice della FIMA, è nel comitato del Green Drop Award, premio collaterale della Mostra del cinema di Venezia. Moderatrice e speaker in molteplici eventi, svolge, inoltre, attività di formazione sulle materie legate al web 2.0 e sulla comunicazione ambientale.

L’Epifania tutte le feste porta via, non prima di aver lasciato dolci e qualche regalo ai più piccoli (ma anche ai grandi).

La befana non ha certo bisogno di presentazioni: in alcune province italiane per anni, la festività è stata celebrata con più enfasi della notte dedicata ai doni di Babbo Natale.

Chi è e come nasce la tradizione della befana

La nostra “nonnina” è raffigurata come una donna anziana che, a cavallo di una vecchia scopa, vola di casa in casa a riempire la calza dei bambini. A coloro che si sono comportati bene porta dolciumi, piccoli giocattoli e frutta che riempiono le calze appese sul camino, la cappa o vicino a una finestra. Per chi, al contrario, si è comportato male, il risveglio avrà il colore del carbone o il sapore dell’aglio.

Secondo le ricostruzioni storiche, le origini si perdono lontano nel tempo: sarebbero addirittura connesse ai riti pagani del X-VI secolo avanti Cristo quando i Romani credevano che figure femminili volanti passassero sui campi coltivati per propiziare la fertilità dei futuri raccolti, essendo finito l’anno vecchio, in attesa della rinascita delle stagioni.

Combattuta nei secoli in quanto simbolo pagano, la festa della Befana è riuscita ad arrivare fino a oggi sopravvivendo persino a recenti tentativi di cancellazione. Nel 1977, in epoca di austerity, la sua festa fu cancellata ma, a furor di popolo, nel 1986 è stata reintrodotta.

Se festeggiarla rimane una gioia, ciò non vuol dire che, nella celebrazione moderna, sia obbligatorio moltiplicare oggetti e rifiuti, specialmente di plastica. Ecco, quindi, qualche idea “carbon free” (nel senso di carbonio, non di carbone, non quello di zucchero almeno!).

Calza della befana: cosa appendere sotto al camino o la cappa

Quel che conta è il contenuto! Perché acquistare calze nuove quando, probabilmente, ne avrete decine messe via? Scommettiamo che ne avrete di bellissime: sia che ad appenderle siate voi o altri, sarà l’occasione giusta per dare nuova vita a tante calze che avete – magari spaiate – negli armadi.

Dai calzettoni ai collant (a seconda dei regali che ci si aspetta), troverete la misura adatta alle vostre aspettative. Allo stesso tempo, potreste pensare a calzettoni da casa: finita la festa, rimarranno a scaldare il cuore e i piedi di chi li riceverà. Come alternativa anche cappelli e guanti “ripieni” saranno un regalo sorprendente e gradito.

L’altra via utile e circolare è rappresentata dal riciclo: con vecchi pezzi di stoffa o anche di carta potreste realizzare calze da appendere in casa. Saranno utili anche vecchi calzettoni o le maniche di maglioni oramai logori: potrete impreziosirle con i fiocchi avanzati dai pacchetti aperti a Natale o ritagliando le decorazioni dalle carte dei regali non più riutilizzabili e così via.

Frutta di stagione nelle calze

Perché non inserire frutta fresca (rigorosamente di stagione) per rinnovare l’antico rapporto tra befana e agricoltura? Sono tante le eccellenze agroalimentari presenti lungo la Penisola. Un’altra idea potrebbe essere quella di inserire noci, mandorle e noccioline. Una calza alla frutta è anche essere l’occasione per spiegare ai più piccoli perché d’inverno si trovano le arance, i mandarini ma non le pesche e le prugne. Si potrebbero poi aggiungere anche prodotti derivati come frutta candita o gustose marmellate, magari fatte in casa.

Dolci dal sapore unico

Per una befana che si rispetti, difficilmente tra i doni mancheranno i dolciumi. Potreste sperimentare ricette casalinghe per realizzare biscotti, mele caramellate “stregate” o altre delizie. Anche il carbone (rigorosamente di zucchero!) potrebbe essere fatto in casa con pochi ingredienti. In alternativa – anche per evitare i prodotti industriali confezionati nella plastica – perché non scegliere qualche specialità dalle pasticcerie vicino casa? Un modo per ravvivare il commercio locale e magari rinfrescare la memoria con qualche dolce tipico del vostro territorio!

Regali ecosostenibili nella calza della befana

Se Babbo Natale non ha completato l’opera o se risiedete in alcune di quelle province nelle quali, da tradizione, è la simpatica vecchia nonnina l’unica delegata a portare i regali, probabilmente nella calza o accanto ad essa si troveranno dei balocchi. Ricordatevi che è importante e utile far trovare dei libri o doni per giovani futuri esploratrici ed esploratori, da utilizzare magari insieme ai genitori a spasso all’aria aperta. L’importante è aiutare le nostre ragazze i nostri ragazzi a viaggiare e, lontani da piccoli e grandi schermi, a scoprire cose nuove, con la fantasia e per quanto possibile in questo momento difficile anche nella natura.

Se giocattoli devono essere, provate a cercare quelli vintage nei negozi dell’usato, scegliete giochi realizzati con materiali naturali come il legno o giochi che aiutano a stare con gli altri. Un’altra idea sono tutti i giochi con ingranaggi alimentati da piccoli pannelli solari o mini-pale eoliche da costruire per produrre energia dal vento. Perché, come dicevamo, l’unico carbone ammissibile è quello della calza.

Quali sono le vostre tradizioni per il 6 gennaio? Cosa vi attendete di trovare nella calza?

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