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Termovalorizzatori, l’Unione europea è d’accordo o no sulla costruzione di nuovi impianti?
Da anni le istituzioni comunitarie hanno stabilito una serie di priorità nella gestione dei rifiuti: incenerimento e smaltimento in discarica sono in fondo alla lista. Prima bisogna pensare alla prevenzione e al riuso. Ma l'argomento resta complesso. Per capirne di più abbiamo intervistato alcuni esperti sul tema
Termovalorizzatori, per gli ambientalisti meglio investire nell’economia circolare
Nel Nord Europa si fa ampio utilizzo dei termovalorizzatori. Le cose, però, potrebbero cambiare a breve, perché le norme comunitarie incoraggiano il riciclo e la raccolta differenziata. E nazioni come l’Italia che hanno un buon riutilizzo di materia potrebbero essere avvantaggiate
“No a inceneritori ed estrazioni di gas nel Pnrr”. Gli orientamenti della Commissione UE
Il documento della Commissione si basa sul principio DNSH: “do no significant harm”, ovvero “non arrecare un danno significativo”. Stabilisce sei obiettivi ambientali, di cui i governi dovranno tener conto nell'elaborazione delle singole misure, oltre alle già note Via e Vas. Un monito anche per il governo Draghi
“Basta fondi Ue a inceneritori e discariche”. L’Europa dà priorità all’economia circolare
Le istituzioni comunitarie hanno approvato i criteri di impiego del Just Transition Fund e i nuovi criteri per i fondi regionali del Cohesion Fund. Un risultato epocale, valido per il periodo 2021-2027. “Ora i soldi andranno ai livelli prioritari della gerarchia dei rifiuti: riciclo e compostaggio, ma anche riduzione e riuso”



