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giovedì, Febbraio 22, 2024

Turismo ecosostenibile in Puglia? Ecco dove andare

Se della Puglia conoscete soltanto i luoghi frequentati dal turismo di massa, ecco una serie di itinerari alternativi. Con al centro la natura e le comunità locali. Per vivere esperienze più lente e sostenibili

Letizia Palmisano
Letizia Palmisanohttps://www.letiziapalmisano.it/
Giornalista ambientale 2.0, spazia dal giornalismo alla consulenza nella comunicazione social. Vincitrice nel 2018 ai Macchianera Internet Awards del Premio Speciale ENEL per l'impegno nella divulgazione dei temi legati all’economia circolare. Co-ideatrice, con Pressplay e Triboo-GreenStyle del premio Top Green Influencer. Co-fondatrice della FIMA, è nel comitato del Green Drop Award, premio collaterale della Mostra del cinema di Venezia. Moderatrice e speaker in molteplici eventi, svolge, inoltre, attività di formazione sulle materie legate al web 2.0 e sulla comunicazione ambientale.

In estate le mete italiane più ambite sono quelle marittime: luoghi tranquilli per diversi mesi l’anno vengono letteralmente presi d’assalto e questo turismo di massa causa problemi e polemiche.

Negli ultimi anni, sia per difendersi dal rischio del contagio Covid sia per una accresciuta consapevolezza dell’importanza di viaggiare rispettando i territori e le comunità, è aumentato il numero delle persone alla ricerca di ritmi lenti, luoghi di nicchia e forme di turismo “esperienziali”. Diversi tour operator si sono specializzati in questo genere di offerta … ma se organizzaste una vacanza in autonomia?

Ecco, ad esempio, alcuni consigli se la vostra meta è la Puglia e, per l’esattezza, la parte meridionale delle Murge!

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Un luogo ricco di storia, natura e sapori: la Valle d’Itria

Non lontana dalla costa adriatica, la Valle d’Itria e più in generale la Valle dei Trulli – antiche costruzioni in pietra a forma di cono – (chiamata dagli inglesi “Trulli Shire”), è una regione a cavallo tra tre province – Bari, Brindisi e Taranto – caratterizzata dal paesaggio collinare, dalle città bianche e dalla coltura della vite.

Questa parte meridionale dell’altopiano delle Murge che – come ricordato da Wikipedia – “oltre ai comuni di Locorotondo, Martina Franca e Cisternino, include quelle piccole porzioni della Valle d’Itria ricadono anche nei comuni di Alberobello, Ostuni e Ceglie Messapica” è divenuta una delle zone d’Italia a maggior frequentazione turistica attraendo persone provenienti da tutto il mondo. Sarebbe quindi consigliabile visitare questi luoghi fuori dai periodi di picco estivo. Tuttavia, in ogni periodo dell’anno, è possibile scegliere attività ecosostenibili, in armonia con i luoghi, la cultura e le comunità locali. Partiamo, però, da qualche curiosità.

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I trulli sono naturalmente ecosostenibili

Chi si reca in Valle d’Itria non può non visitare un trullo. Per scoprire come sono realizzate queste storiche strutture non è necessario andare ad Alberobello: anche negli altri Comuni del cosiddetto Trulli Shire sono presenti tantissimi esemplari in ottimo stato di conservazione e molti di essi sono stati trasformati in strutture ricettive. Come nel caso delle storiche masserie o delle cummerse (di cui vi parleremo a breve), i trulli rappresentano alloggi a “nuovo consumo di suolo zero” ovverosia strutture che non sono state realizzate specificamente per ospitare turisti ma che, nel tempo, sono state riconvertite a scopo turistico.

Un ulteriore valido motivo per vivere l’esperienza del trullo è legato al fatto che tali costruzioni sono perfetti esempi di architettura bioclimatica essendo state progettate e realizzate in funzione delle condizioni climatiche del territorio che le ospita.

In estate gli interni rimangono freschi e ventilati grazie alla pietra spessa utilizzata per la costruzione e grazie alle caratteristiche architettoniche della struttura come il tetto conico a cupola e le aperture in alto. In inverno, invece, il tetto a cupola trattiene il calore all’interno del trullo, creando un ambiente caldo e confortevole.

Inoltre, il design a cupola del tetto consentiva la raccolta di acqua piovana che veniva (e in alcuni casi viene ancora) stoccata in serbatoi sotterranei per poi essere utilizzata nei periodi di siccità.

Altro elemento che associa i trulli all’architettura bioclimatica è la sua costruzione in armonia con l’ambiente naturale circostante grazie all’utilizzo di risorse del territorio – pietre locali senza l’uso di malta – e tecniche di costruzione tradizionali per minimizzare l’impatto ambientale.

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Dormire sotto le cummerse: l’albergo diffuso di Locorotondo

Come vi abbiamo già raccontato in passato, gli alberghi diffusi sono strutture ricettive che garantiscono i servizi normalmente offerti da un albergo tradizionale ma sostanzialmente non comportano nuovo consumo di suolo poiché nascono dalla valorizzazione di abitazioni locali e del patrimonio culturale ed edilizio preesistente. A Locorotondo – meraviglioso Comune da ammirare sia da lontano (provenendo dalla strada di Martina Franca o meglio ancora dalla ciclovia dell’acquedotto pugliese) che percorrendone i vicoli – troverete “Sotto le cummerse”, un albergo diffuso attivo da oltre venti anni.

Come raccontato sul portale, “un po’ casa, un po’ albergo, l’aggettivo diffuso denota dunque una struttura orizzontale e non verticale come quella degli alberghi tradizionali, che spesso assomigliano ai condomini. Noi vogliamo aggiungere che nelle nostre case, alle quali si giunge percorrendo poetici vicoli adornati di colorati gerani, surfinie, petunie, si vive con e come gli abitanti del luogo. Il buongiorno del mattino con la signora di fronte, l’amabile conversare seduti su uno scalino con l’anziano del posto, l’ascoltare una storia a cavallo tra verità e leggenda che solo qui puoi ascoltare, gli acquisti nelle piccole e mai invadenti botteghe artigiane, il momento del pranzo che si avvicina scandito dai profumi che si diffondono nelle strette e ombrate vie”.

Vi state chiedendo cosa siano le cummerse? Sebbene Locorotondo, soprattutto in campagna, sia ricca di trulli, il suo centro è costituito da un insieme di abitazioni dal tipico tetto spiovente – chiamate appunto “cummerse” – la cui datazione pare sia risalente al 1300 ….. prima dei trulli!

Se volete sentirvi veri abitanti di “U Curdunn” non potrete non provare l’esperienza.

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Una giornata al mare… nella riserva marina di Torre Guaceto

Avete voglia di mare? Partendo dai comuni della Valle d’Itria, la strada da percorrere per arrivare in spiaggia non è lunga. Sono diversi i lidi presenti ma, a non molta distanza, ce n’è uno davvero particolare: parliamo della riserva di Torre Guaceto che comprende sia un’area protetta di mare che di terra…un vero scrigno di biodiversità. In questo angolo di meraviglia si possono svolgere numerose attività fuori e dentro l’acqua: lo snorkeling, la fotografia subacquea, ma anche la vela e il trekking, passando per le escursioni in bici e a piedi, alcune delle quali organizzate direttamente dagli operatori della riserva. Grazie all’attività di tutela nella riserva si trovano tantissime specie di pesci e anche di notevoli dimensioni e, tra la flora, spicca la presenza della posidonia e, nei fondali, chi si spinge a venti metri di profondità può ammirare il “magico coralligeno” con la sua inconfondibile stratificazione.

Nella parte “di terra” potrete, invece, andare alla scoperta – nelle aree visitabili – della macchia mediterranea: troverete il bosco impenetrabile dei lecci e il ginepro coccolone secolare, ma anche una vasta zona umida che ospita un gran numero di specie animali.

Pensate che, all’interno della riserva, è attiva un’azienda agricola con diverse colture bio che vanno dalla vigna, agli uliveti la cui produzione viene impiegata per ottenere l’olio extravergine “Oro del Parco”, sino ai preziosi filari del pomodoro fiaschetto.

In spiaggia si arriva con la navetta: i veicoli privati infatti vanno lasciati al parcheggio. È presente un lido ecosostenibile che offre piatti dal sapore locale (rigorosamente serviti utilizzando stoviglie monouso compostabili) e, ça va sans dire, effettua la raccolta differenziata dei rifiuti!

Non solo mare! A spasso per i boschi e parchi

Se cercate refrigerio, potreste fare quattro passi in un bosco. Sull’altopiano della Murgia gli amanti delle escursioni potranno dedicarsi al ciclotrekking o al bird watching. Nel bosco delle Pianelle, all’interno del Comune di Martina Franca, sotto eleganti felci e lecci monumentali troverete frescura e pace così come nella meravigliosa selva di Fasano potrete ammirare la flora naturale mediterranea. Dalle sue pendici potrete poi godere una veduta panoramica unica sulla vallata.

Elencare tutti i siti naturalistici non sarebbe possibile, ma vogliamo consigliarne un altro: il parco rupestre di Lama d’Antico, San Giovanni e San Lorenzo, tra Fasano e il mare. Qui, a breve distanza dalle spiagge affollate, si trovano inattesi (e spesso freschi) percorsi naturalistici tra la macchia e le colture. Gli ulivi e la pietra locale anticipano la storia dei luoghi nei secoli. Sarete rapiti dalla voglia di approfondire il racconto lasciato dalle tracce del passato tra grotte e chiese rupestri. Grazie alla visita guidata scoprirete anche come era fatto un antico apiario (almeno a quanto si pensa oggi)!

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Scoprire e trasmettere la biodiversità alle generazioni future: alla scoperta dei Giardini di Pomona

All’incrocio fra i borghi di Cisternino, Locorotondo e Martina Franca si trova un conservatorio botanico imperdibile. Che cosa sia un conservatorio botanico è presto spiegato: è un giardino botanico specializzato nella conservazione, nella coltivazione e nella presentazione di piante spesso a rischio di estinzione o di difficile reperimento nella natura. Dal 1994, i Giardini di Pomona realizzano e sostengono questo obiettivo in Puglia. Pomona era una dea latina e il suo spirito qui alberga, tra varietà di piante da frutto antiche provenienti da tutto il mondo e molte delle quali salvate dall’estinzione.

Questo luogo si visita con tutti e cinque i sensi. Vi perderete tra i dieci ettari del conservatorio dove si la conservazione della natura si abbina all’accoglienza turistica a basso impatto, in un contesto paesaggistico di grande fascino.

La collezione principale – che, peraltro è annoverabile tra quelle più importanti d’Europa e del bacino del Mediterraneo per varietà e qualità – è quella dedicata alla specie Ficus carica ovverosia i fichi. Se capitate in questo posto nel momento giusto, potrete assaggiare fichi pugliesi ma non solo: potrete confrontare i sapori delle diverse varietà afgane, bosniache, francesi, portoghesi e così via.

Potrete proseguire ammirando (e degustando, a seconda della stagione) le collezioni di melograno, di agrumi e, in generale, delle tante specie di frutta di stagione mentre le erbe aromatiche vi guideranno alla scoperta di profumi di ogni tipo.

Non crederete poi ai vostri occhi (oltre che al gusto e all’olfatto), quando vedrete nell’epicentro fertile dei Giardini, alla fine del labirinto di lavanda, il cachi di Nagasaki, simbolo di pace. Perché è chiamato così? Perché è figlio di una piantina scampata alla bomba atomica esplosa sulla città giapponese il 9 agosto 1945 e ritrovata fra le macerie.

Oltre alla visita – che si può effettuare in solitaria o con l’ausilio di una guida – potrete partecipare anche a diverse attività. Il conservatorio, infatti, oltre ad essere una specie di “banca della biodiversità”, è anche una sorta di catalogo, vivibile e concreto, delle buone pratiche e delle tecnologie attualmente disponibili per la conservazione durevole della vita sul pianeta.

Bello da raccontare, ma viverlo è indescrivibile!

Un ciclo dei rifiuti organici da bollino verde

Una curiosità legata all’economia circolare e alla filiera della frazione organica: proprio quest’area di Murge è stata luogo del “Progetto SIRCLES – Italia” che premia le buone pratiche di gestione dei rifiuti organici all’interno dei ristoranti e degli alberghi e che ha coinvolto il settore Ho.Re.Ca. (acronimo di Hotel, Restaurant e Cafè) dei Comuni di Alberobello, Locorotondo, Noci e Putignano.

Come sottolineato dai promotori del progetto, in zone ad alta vocazione turistica come la Puglia, diviene fondamentale lavorare con gli attori del settore della ristorazione ed alberghiero per migliorare la filiera della frazione organica. Le attività commerciali che hanno aderito a SIRCLES hanno firmato un accordo finalizzato all’attuazione di politiche di corretta gestione dei rifiuti organici. Le trentacinque realtà aderenti si sono impegnate ad effettuare una raccolta differenziata del rifiuto di cucina nell’apposito contenitore (evitando l’inserimento di altri rifiuti non conformi), ad utilizzare, per la raccolta dei rifiuti organici, esclusivamente sacchetti biodegradabili e compostabili certificati a norma di legge e ad impiegare, per la consegna del cibo d’asporto, contenitori riciclabili. Gli operatori che partecipano all’iniziativa hanno inoltre assunto l’impegno ad utilizzare il compost, il fertilizzante naturale prodotto finale del processo del riciclo del rifiuto organico, negli spazi verdi di pertinenza dei locali commerciali chiudendo così… il cerchio.

Ad oggi già 19 strutture sono state premiate col titolo di “Bio Waste Recycler” ottenendo il rilascio del ‘bollino verde’ che ne certifica la qualità e l’impegno per migliorare insieme l’ambiente e il nostro territorio.

Potremmo proseguire ancora a lungo perché questa è una terra ricca non solo di storie, natura e sapori, ma anche di posti magici per chi sa apprezzare un turismo esperienziale, meno mordi e fuggi. Purtroppo è impossibile riassumere tutti gli esempi in un articolo, ma attendiamo i vostri suggerimenti nei commenti sui nostri post social dedicati all’ecoturismo.

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