giovedì 26 Marzo 2026

Rifiuti, quando la discarica alimenta l’inceneritore

Accade in Cina: impianti di incenerimento che non hanno rifiuti a sufficienza per lavorare a pieno regime vanno a cercarli nelle discariche. Ma il problema della sovraccapacità, senza arrivare a questi estremi, riguarda anche impianti in Europa

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Redazione EconomiaCircolare.com

Sappiamo già che un inceneritore oltre a gestire rifiuti è una macchina che produce utili. Al punto che quando i rifiuti mancano, piuttosto che spegnere gli impianti si vanno a cercare i rifiuti nelle discariche. È quello che secondo diverse fonti – ad esempio il Financial Times (FT) – avviene in Cina, capitale globale dell’incenerimento dei rifiuti urbani.

La Cina si trova oggi infatti di fronte a una sorta di paradosso ambientale: dopo aver costruito oltre mille impianti di incenerimento dei rifiuti urbani, oggi non ne produce più abbastanza per saturare tutta la capacità installata (e quindi produrre gli utili attesi dagli investitori). Una situazione che ha spinto le autorità e gli operatori a cercare nuove fonti di “combustibile”, arrivando persino a scavare vecchie discariche come fossero miniere.

Un’espansione fuori scala

Negli ultimi dieci anni, la Cina ha investito massicciamente nella tecnologia waste-to-energy (rifiuti per produrre energia), costruendo più di 1.000 impianti – più della metà della capacità globale nel settore, secondo FT – capaci di bruciare circa un milione di tonnellate di rifiuti al giorno.

Capacità che ha ormai superato la quantità effettiva di rifiuti prodotti nelle città. Ancora FT spiega che già “nel 2022 gli impianti potevano trattare circa 333 milioni di tonnellate di rifiuti, a fronte di una produzione domestica di circa 311 milioni di tonnellate. Da allora la capacità è ulteriormente aumentata, superando 1,1 milioni di tonnellate al giorno”.

Il risultato di questo disallineamento è che molti impianti lavorano al di sotto delle proprie possibilità. Alcuni “restano inattivi per gran parte dell’anno, mentre altri cercano rifiuti alternativi, come quelli industriali o provenienti dai cantieri”. Fino ad arrivare a casi estremi, nei quali chi conduce gli impianti va a cercare i rifiuti là dove per anni sono stati gettati, nelle vecchie discariche.

Inceneritore
Inceneritore

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Perché i rifiuti stanno diminuendo

I rifiuti prodotti dalle comunità urbane stanno, fortunatamente, diminuendo. Alla base del fenomeno ci sono diversi fattori strutturali. Il rallentamento della crescita economica ha ridotto i consumi, mentre anche stagnazione e il calo demografico incidono sulla produzione complessiva di rifiuti. In parallelo, politiche più rigorose di raccolta differenziata, riciclo e separazione dei rifiuti organici stanno riducendo drasticamente il volume di rifiuti indifferenziati destinati agli inceneritori.

La conseguenza diretta, come accennato, è che molti impianti di incenerimento lavorano ben al di sotto della loro capacità. Secondo stime di settore riferite da EcoNews, il tasso medio di utilizzo si aggira intorno al 60%, rendendo difficile coprire i costi operativi.

Per compensare la carenza di rifiuti, gli operatori stanno adottando strategie sempre più aggressive:

  • pagare per ottenere rifiuti,
  • accettare scarti industriali o da costruzione,
  • co-incenerire fanghi e altri materiali.

In alcuni casi si è andati oltre: squadre specializzate stanno scavando vecchie discariche per recuperare rifiuti sepolti da utilizzare come combustibile.

Incenerimento, l’impatto ambientale nascosto

Sebbene l’incenerimento contribuisca a ridurre il volume dei rifiuti e le emissioni di metano da discarica (nel caso in cui la discarica accetta rifiuti contenenti sostanza organica), pur non considerando il fatto che riduce in cenere materie che non di rado potrebbero essere riutilizzate, incenerire i rifiuti presenta anche costi ambientali significativi.

Nel 2022, in Cina il settore ha prodotto:

  • circa 65 milioni di tonnellate di percolato;
  • quasi 8 milioni di tonnellate di ceneri volanti (rifiuti pericolosi),
  • oltre 35 milioni di tonnellate di scorie.

Le ceneri volanti, ricche di metalli pesanti, sono particolarmente problematiche e finiscono in gran parte in discarica, mentre il percolato può contaminare suolo e falde se non trattato adeguatamente.

Tuttavia, come ha calcolato uno studio pubblicato su Communications Earth & Environment“, gli impianti in Cina hanno contribuito a ridurre le emissioni rispetto alle discariche, con un effetto climatico netto positivo. 

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Sovradimensionamento, un problema non solo cinese

Se in Cina alcuni gestori fanno ricorso alle discariche per mantenere accese gli inceneritori, il problema non riguarda solo la Cina, come EconomiaCircolare.com ha più volte raccontato. Ad esempio riguarda anche, ma è solo un esempio paradigmatico, l’inceneritore Amager Bakke di Copenaghen, “costretto” ad importare rifiuti per funzionare a pieno regime per far quadrare i conti economici.

E lo stesso vale anche per gli impianti tedeschi. La Germania ha una grande capacità di incenerimento: mentre l’Italia ha circa 38 impianti per una capacità di trattamento attorno ai 6 milioni di tonnellate l’anno, la Germania ne ha attorno circa 120, ovvero 1/4 del totale degli impianti europei. E oggi con il crescere delle raccolte differenziate inizia ad avere impianti sottoutilizzati.

Un altro esempio di discarica impiegata come bacino per i rifiuti da bruciare è quello dell’inceneritore progettato e autorizzato nella discarica di Deonar, la più grande e antica di Bombai. L’impianto, approvato e in costruzione, sarebbe dovuto partire già l’anno scorso.

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