Ambientalisti contro lo sdoganamento delle ceneri da incenerimento nel Circolar Economy Act

Associazioni come Zero Waste Europe, Circular Economy Portugal, European Environmental Bureau (EEB) sottolineano che se le ceneri pesanti di inceneritore (IBA), ricche di inquinanti e metalli pesanti, fossero usate nell’edilizia (cemento e riempimenti) potrebbero inquinare l’ambiente e danneggiare la salute delle persone

EconomiaCircolare.com
EconomiaCircolare.com
Redazione EconomiaCircolare.com

I residui di incenerimento, in particolare le ceneri pesanti di inceneritore (IBA), non possono essere considerati un materiale circolare da recuperare e rimettere in circolo nell’edilizia e nelle costruzioni, a causa del loro contenuto pericoloso. Una coalizione di organizzazioni della società civile chiede alla Commissione europea che il futuro Circular Economy Act (CEA) non avalli il questo riutilizzo. La richiesta – una lettera aperta – è indirizzata alla Commissaria europea per l’Ambiente, Jessika Roswall: a firmarla decine di associazioni tra cui Zero Waste Europe, Circular Economy Portugal, European Environmental Bureau (EEB), OceanCare, Plastic Soup Foundation, UK Without Incineration Network (UKWIN). I firmatari sottolineano i potenziali pericoli di questi materiali, che potrebbero avere effetti negativi sia sulla salute umana che sull’ambiente e ne scoraggiano fortemente l’uso nell’edilizia e nell’ingegneria civile: “Un’economia circolare deve essere intrinsecamente non tossica”.

L’iniziativa ambientalista muove evidentemente da pressioni a livello istituzionale a favore dell’inclusione di questi scarti che per l’industria dell’incenerimento rappresentano costi importanti (visto che, a seconda della tecnologia di combustione (forno a griglia, combustione a letto fluido, forno rotativo), circa il 15–25% in peso del materiale immesso nell’inceneritore finisce nell’IBA.

Le associazioni, infatti, parlano di “gravi preoccupazioni riguardo alla crescente tendenza a considerare i residui dell’incenerimento, in particolare le ceneri di fondo degli inceneritori (IBA), come materiali circolari”.

Rischi e test inadeguati

La lettera sottolinea che, sebbene gli obiettivi del CEA siano condivisibili, l’IBA “può contenere sostanze pericolose, inclusi inquinanti organici persistenti (POP), metalli pesanti, PFAS e microplastiche”. Sostanze che, riutilizzando le ceneri, “possono essere rilasciate nell’ambiente (suolo, acque superficiali o sotterranee) nel tempo attraverso il percolamento”.

Secondo le associazioni, il rischio potrebbe essere sottostimato a causa di test spesso “inadeguati e incoerenti”, limitati a scenari controllati a breve termine. Inoltre, aggiungono, la regolamentazione a riguardo varia tra gli stati membri, “permettendo che materiali rischiosi vengano classificati come non pericolosi”.

E, ovviamente, sempre secondo la lettera, l’industria dell’incenerimento dei rifiuti, per la quale le ceneri rappresentano costi di smaltimento, “omette di menzionare questi fatti quando pubblicizza le ceneri di fondo come materiale da costruzione” (viene infatti usata per produrre cemento).

Un rapporto di ZWE e Gaia di gennaio 2022 (Toxic Fallout. Waste Incinerator Bottom Ash in a Circular Economy) affermava, sulla base di “studi indipendenti”, che le ceneri pesanti da inceneritore “sono insidiosamente pericolose e soggette a una regolamentazione insufficiente”. Il rischio, afferma il report, “è accentuato dal fatto che i metodi di analisi per il loro impiego come materiale da costruzione sono obsoleti”.

Inceneritore
Inceneritore

Leggi anche: Microplastiche nell’acqua, gli USA provano a correre ai ripari

“I limiti dei test”

Nella critica mossa agli attuali test, il report si basa su una revisione della letteratura scientifica europea dal 2019 in poi, includendo “solo studi empirici su ceneri derivanti da rifiuti urbani e commerciali, escludendo inceneritori di rifiuti pericolosi o studi finanziati dall’industria”. Viene spiegato che la valutazione del rischio chimico considera due parametri: la concentrazione totale di metalli e sostanze tossiche nelle ceneri e la loro mobilità, cioè quanto facilmente queste sostanze possono migrare nell’ambiente (leaching). Il report afferma che i test di laboratorio (metodi batch, colonne o lysimetri con acqua deionizzata) spesso confrontando diverse dimensioni di particelle e tempi di esposizione, con risultati che variano significativamente tra i diversi metodi e paesi. I test standard europei sarebbero “frammentari e non rappresentano le condizioni reali, trascurando pH variabile, materia umica e interazioni con altri elementi, fornendo così una sicurezza solo parziale e temporanea”.

“L’uso delle ceneri da incenerimento è prematuro”

Per questi motivi, European Environmental Bureau, Zero Waste Europe e le altre associazioni sostengono che “l’uso dell’IBA nell’edilizia e nell’ingegneria civile è prematuro e comporta potenziali rischi per la salute umana e l’ambiente”.

La lettera si chiude con un’offerta di collaborazione costruttiva: “Siamo pronti a interagire in maniera costruttiva con la Commissione per supportare un Circular Economy Act veramente sicuro e sostenibile”.

Nel frattempo la scienza non si rassegna a veder sprecati – o utilizzati come riempimento – tutti i metalli preziosi contenuti nelle ceneri, e lavora per cercare di recuperarli e rimetterli in circolo al posto di quelli di nuova estrazione.

Foto: Canva

Leggi anche: Economia circolare, per la BEI i conti non tornano

© Riproduzione riservata

spot_img

POTREBBE INTERESSARTI

Ultime notizie