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Andrea Turco

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Giornalista glocal, ha collaborato per anni con diverse testate giornalistiche siciliane per poi specializzarsi su ambiente, energia ed economia circolare. Redattore di EconomiaCircolare.com. Per l'associazione A Sud cura l'Osservatorio Eni

Gli effetti delle disuguaglianze nel rapporto Oxfam. “Così chi lavora ha perso il potere d’acquisto”

In occasione dell'annuale meeting di Davos, il report di Oxfam sottolinea che mentre i 5 uomini più ricchi del mondo hanno più che raddoppiato i propri patrimoni, per 5 miliardi di persone le condizioni sono peggiorate. E anche in Italia i divari economici aumentano. Ma c'è una piccola storia positiva

Miti e priorità sull’energia del futuro. Armaroli: “Puntiamo sulle rinnovabili, più veloci e meno care”

L'esperto di energia Nicola Armaroli traccia gli scenari dopo Cop28. Per il dirigente di ricerca del CNR non è più il tempo di sondare ogni forma di energia ma serve scegliere le tecnologie più adatte a fronteggiare la crisi climatica. E smonta l'idea dell'Italia come hub del gas: "tra 10 anni risulterà uno spreco di risorse"

Poco sostenibili, poco disponibili e più cari: così la Corte dei conti europea boccia i biocarburanti

A distanza di 10 anni dai primi stanziamenti, i biocarburanti continuano ad arrancare in Europa. Individuati come alternativa ai combustibili fossili per decarbonizzare i trasporti, hanno mantenuto tutti i difetti. Mentre la normativa comunitaria appare poco chiara, secondo la Corte dei conti europea

Cosa resterà della Cop28? Per Oxfam “i Paesi ricchi hanno mancato ancora una volta i propri obblighi”

La formula interlocutoria con la quale la Cop28 ha introdotto per la prima volta la possibilità di un'eliminazione graduale delle fonti fossili non affronta i nodi irrisolti delle responsabilità della crisi climatica. Hanno prevalso la real politik e gli interessi nazionali, come insegna il caso dell'Unione Europea

Alla Cop28 viene approvato il processo di transizione dalle fonte fossili. Vince il compromesso

Né eliminazione né diminuzione, ma transizione: così il testo finale del Global stocktake affronta il punto più spinoso della Cop28. Il ministro Fratin definisce il "compromesso raggiunto come bilanciato e accettabile". E apprezza il riconoscimento del nucleare, dell'idrogeno a basse emissioni e dei biocarburanti

Perché alla Cop28 l’Italia non fa nulla per sostenere l’uscita dai combustibili fossili

L’esito della Cop28 si gioca (anche) sulle parole. Quelle scelte dalle aziende di petrolio e gas vengono usate dal ministro dell’Ambiente Fratin. A ridosso della decisione finale, a Dubai si prova a introdurre l’addio ai combustibili fossili. Con la resistenza degli Stati più vicini agli interessi economici dell’Italia

Quel che c’è da sapere sul pasticcio Ue delle etichette digitali sui vini

Dall'8 dicembre le etichette dei vini dovranno riportare la lista degli ingredienti e la dichiarazione nutrizionale. A stabilirlo un regolamento europeo risalente al 2021. Ma le spiegazioni fornite dalla Commissione lo scorso 24 novembre rischiano di far saltare i piani dell'industria vinicola italiana

Metti i soldi e scappa dalle responsabilità climatiche, la strategia della Cop28

Dopo i primi giorni la presidenza conferma, coi suoi annunci basati sugli impegni economici, di voler fare da stampella ai governi e alle aziende che intendono replicare il modello economico che ci ha condotto all'attuale collasso climatico. Per capirlo serve analizzare le decisioni prese finora in ambito energetico

La Cop28 approva subito il fondo Loss and Damage ma i conti non tornano

Pronti, via: alla giornata di inaugurazione della Cop 28 gli Emirati Arabi Uniti annunciano lo stanziamento di 420 milioni di dollari per il fondo Loss and Damage. L'Italia contribuirà con 100 milioni. "Abbiamo fatto la storia" ha detto il presidente della Cop28 Sultan Al Jaber. Ma è davvero così? Ecco i punti critici

Come arriva l’Italia alla Cop28 sul clima e con quali obiettivi

Dal 29 novembre la delegazione italiana sarà a Dubai per la Conferenza annuale sui cambiamenti climatici. Con una figura, quella dell’inviato speciale per il clima, che attende ancora di essere definita. E un governo che punta a fare dell’appuntamento degli Emirati Arabi Uniti un trampolino per i propri obiettivi