lunedì, Gennaio 5, 2026

Dieci libri per capire a fondo il nostro sistema alimentare

Niente meglio di un bel libro per passare il tempo libero, soprattutto quando ci aiuta a esplorare la complessità di qualcosa di tanto centrale e fondamentale: il modo in cui produciamo e consumiamo il cibo. Per questo vi proponiamo una selezione di saggi giornalistici che analizzano in profondità le criticità e le prospettive future dell'intero sistema alimentare

Lorenzo Bertolesi
Lorenzo Bertolesi
Autore e attivista con base a Milano. Ha una laurea in filosofia con una tesi (vincitrice di una borsa di studio) nell'ambito "Human-animals studies". Lavora nella comunicazione digitale da anni, principalmente per diverse ONG come ufficio stampa, copywriter e occupandosi della gestione dei social. Ora è un freelance che, insieme al collettivo Biquette, si occupa di comunicazione digitale per progetti ad impatto sociale. Addicted di Guinness e concerti (soprattutto punk), nel tempo libero viaggia con il suo furgoncino hippie camperizzato insieme alla cagnolina Polly

Le feste natalizie e la fine dell’anno sono tradizionalmente un periodo di pranzi, aperitivi, cene – insomma, abbuffate. Ma proprio mentre celebriamo il cibo, può essere il momento ideale per fermarci a riflettere e chiederci: come arriva davvero il cibo sulle nostre tavole? Quali meccanismi. non di rado oscuri, si nascondono dietro la sua produzione? E soprattutto, quali prospettive abbiamo per cambiare in meglio questo sistema, anche a partire dalle nostre scelte quotidiane?

A queste domande cercano di rispondere i libri che abbiamo selezionato: inchieste, saggi narrativi e riflessioni critiche che ci aiutano a guardare oltre il semplice cibo che mangiamo. Questi testi ci permettono di vedere i legami che riguardano cibo, ambiente, politica, salute e filiere. Alcuni di questi sono nuovi di quest’anno, altri sono più datati ma restano comunque dei saggi fondamentali.

Sono letture consigliate per capire come funziona davvero il sistema alimentare, perché solo così possiamo iniziare il percorso per immaginarne uno più equo e sostenibile.

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1. “Ecocidio. Ascesa e caduta della cultura della carne” di Jeremy Rifkin (2001) Mondadori 

Come primo libro metto questo, che a suo tempo è stato una vera e propria rivelazione. È un vecchio libro degli anni ‘90,uscito in Italia negli anni 2000. È un vero e proprio viaggio attraverso la “cultura della carne” e il suo impatto sull’ambiente. Di fatto è stato il primo libro a denunciare l’impatto di questo sistema – di questo abbiamo raccontato qualcosa in questo articolo sulle responsabilità dell’industria della carne e della lotta conto i sui lati oscuri, proprio come l’autore di questo libro.

Rifkin parte da lontano, cioè da come il consumo della carne nelle società antiche fosse connesso con la dimensione sacrale e religiosa. Poi studia l’evoluzione culturale del nostro rapporto con la produzione di carne, arrivando a parlare degli allevamenti intensivi. Il testo racconta tutte le criticità degli allevamenti intensivi e i rischi connessi – dai rischi sanitari alla deforestazione.

Ecocidio denuncia il paradosso di un mondo in cui nei paesi poveri si muore di fame anche perché i cereali locali servono a ingrassare il bestiame destinato ai ricchi, mentre nelle nazioni opulente si muore per malattie cardiovascolari e tumori legati all’eccesso di carne. Il testo di Rifkin è un attacco diretto, uno dei primi, contro l’eccessivo consumo smodato di carne, mostrando come abbia segnato l’intera storia umana e generato danni irreparabili all’ambiente e alla salute.

Il libro si chiude con un appello implicito: cambiare rotta prima che sia troppo tardi, perché l’attuale modello alimentare può portare a un disastro ecologico senza precedenti.

2.“I signori del cibo” di Stefano Liberti (2016) – Minimum Fax 

Stefano Liberti è uno dei giornalisti italiani che più ha fatto inchieste sul sistema alimentare. E molto è stato raccontato in “I signori del cibo”, un libro-inchiesta che a partire da quattro filiere chiave (allevamenti di maiali, coltivazioni di soia, pesca del tonno e coltivazione dei pomodori) ci svela alcune delle dinamiche più critiche del sistema alimentare globale. La sua tesi fondamentale è che ci siano alcuni giganti delle aziende agroalimentari (e finanziari) che sono interessati a produrre cibo su scala sempre più grande e globale, al minor costo possibile. Questo sfruttando e depredando risorse naturali, persone e inquinando l’ambiente, senza preoccupazione delle ricadute sul benessere collettivo. Il libro è un viaggio tra gli allevamenti intensivi di maiali in Cina, nutriti dalla soia brasiliana, il concentrato di pomodoro cinese che viene venduto in Africa e oceani depredati per tonno a basso costo.

Un reportage che fa nomi di aziende e che è una vera denuncia delle storture del nostro sistema alimentare globale, responsabile di devastazione ambientale, deforestazione, inquinamento e distruzione delle agricolture locali, mentre “noi consumatori” ci ritroviamo cibo standardizzato e di scarsa qualità.

3. “Il cibo è politica” di Fabio Ciconte (2025) – Einanudi

Fabio Ciconte, autore e cofondatore dell’associazione ambientalista “Terra!”, è un vero e proprio esperto di sistemi alimentari. Dopo la pubblicazione di “L’ipocrisia dell’abbondanza” (anche questo super consigliato), quest’anno ha pubblicato “Il cibo è politica”, un vero e proprio libro che a mio modo di vedere permette di fare un grande cambio di prospettiva su come ognuno di noi può cambiare le cose.

Il libro racconta molto delle scelte da attivista fatte dall’autore. Scelte che si sono focalizzate sull’essere un “consumatore etico”, dove si parla di fare la spesa stando attenti alle filiere, andando oltre alla GDO e dove le scelte individuali erano la chiave per cambiare le cose. Ecco, dopo tanti anni ora Fabio Ciconte dice una cosa fondamentale: basta parlare di consumatori, le scelte individuali non bastano più. Serve un’azione collettiva e politica per cambiare il nostro sistema alimentare, chiedere a chi governa di cambiare le cose.

Perché nel nostro cibo si nascondono tante storture. In primis che i prezzi del cibo non riflettono i costi nascosti, le ricadute ambientali e sociali che hanno, e solo una minima parte di ciò che paghiamo arriva a chi produce. La GDO è ancora un problema, perché impone prezzi bassi schiacciando i piccoli produttori e uniformando i nostri consumi. Il risultato sono filiere opache segnate da sfruttamento del lavoro (caporalato), cibo di scarsa qualità e greenwashing da parte delle aziende.

Il messaggio del libro è chiaro e potente: dobbiamo organizzarci per chiedere leggi più giuste, filiere trasparenti e supporto a modelli sostenibili, perché soltanto agendo insieme come cittadine e cittadini potremo cambiare davvero il sistema del cibo.

4. “Ho mangiato troppa carne” di Lorenzo Biagiarelli (2023) – Mondadori 

Niente di meglio che uno chef per parlare di carne, giusto? Non proprio. Da mangiatore di carne insaziabile, lo chef e comunicatore Lorenzo Biagiarelli in “Ho mangiato troppa carne” affronta in prima persona il tema del nostro consumo di carne, mescolando racconto di sé con indagini, dati scientifici e interviste ad esperti e attivisti. Il testo analizza il motivo per cui mangiamo gli animali da secoli e cosa succederà se non smettiamo: dalle pandemie emergenti legate agli allevamenti intensivi, alla crisi climatica alimentata da queste strutture, fino alle sofferenze animali spesso ignorate. Il testo raccoglie anche diversi falsi miti (come il fatto che la maggior parte della soia viene usata per produrre carne).

Questo testo è accessibile e molto divulgativo, una riflessione che abbraccia storia, scienza, etica e vissuto personale sul nostro rapporto con la carne, che spinge chi legge a interrogarsi sul futuro del cibo e sulle soluzioni possibili, con l’obiettivo esplicito di immaginare un’alimentazione più sostenibile e consapevole.

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5. “Possiamo salvare il mondo prima di cena. Perché il clima siamo noi” di Jonathan Safran Foer (2019) – Guanda 

Jonathan Safran Foer è un autore di romanzi molto noti, ma si è occupato in più di un’occasione delle criticità di mangiare carne. Dopo “Se niente importa”, che affronta in modo autobiografico la questione da un punto di vista etico, con “Possiamo salvare il mondo prima di cena” Foer lo dice senza troppi giri di parole: se vogliamo fermare le conseguenze più gravi della crisi climatica dobbiamo ridurre in modo importante il nostro consumo di carne, soprattutto nei paesi che più ne consumano.

Foer argomenta che la transizione ecologica parte dalle nostre abitudini alimentari quotidiane: la sua proposta concreta è di rinunciare ai prodotti di origine animale almeno fino a cena, ovvero adottare colazioni e pranzi vegetali. L’allevamento intensivo di animali è tra le principali cause del riscaldamento globale, della deforestazione e della perdita di biodiversità. Dati alla mano, Foer ricorda l’impatto della produzione di carne sulle emissioni, e ci mostra come sarebbe facile cambiare le cose se ognuno di noi cambiasse il modo in cui mangia. 

Il libro mescola storie familiari e statistiche scientifiche, ma riesce a coinvolgere emotivamente chi legge, e ispira un cambiamento delle abitudini alimentari di massa. Il messaggio finale, però, è positivo: ognuno di noi, tre volte al giorno, può “salvare il mondo” scegliendo di ridurre carne e latticini, facendo così la propria parte nella lotta al cambiamento climatico.

6. “Mangiare è un atto intelligente” di Vandana Shiva (2025) – Terranuova Edizioni

Un altro libro uscito quest’anno in Italia è “Mangiare è un atto intelligente” di Vandana Shiva, attivista nota a livello mondiale e autrice di tantissimi libri che parlano molto del sistema alimentare. Grazie al suo approccio olistico, l’autrice ci spinge a vedere il cibo come un filo che lega tra loro tutte le forme di vita e l’ecosistema.

Oggi viviamo in un “disordine metabolico”, un sistema alimentare con diverse storture e problematiche. Parliamo di agricoltura intensiva e chimica, della dipendenza da poche multinazionali di settore che dominano il mercato e dalla diffusione incontrollata dei cibi ultra-processati. Quest’ultimi in particolare aumentano le emissioni di gas serra e sono devastanti anche per la sovranità alimentare dei popoli.

Ma mangiare può, anzi deve, essere un atto intelligente, che può tradursi nella scelta di consumare cibo sano, vero, locale e che nasce da pratiche sostenibili e che rigenerano l’ambiente. Questo potrebbe essere il nostro futuro: difendere il cibo autentico, oggi sempre più raro e difficile da recuperare, un atto politico ma anche intelligente, che permetterà di opporsi alle multinazionali del cibo che invece stanno devastando l’ambiente.

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7. “Cibo per la pace. Mangiare in armonia con sé stessi e con tutti gli esseri viventi” di Will Tuttle (2014) – Sonda Edizioni

“Cibo per la pace” è uno di quei libri che ti apre gli occhi, che ti fa vedere qualcosa in più – non tanto perché ti faccia scoprire cose mai sentite, ma perché ti cambia la prospettiva sulle cose. È scritto da Will Tuttle, che ha una formazione da filosofo, ed è un celebre autore ed attivista. Questo libro, anche qui un po’ datato, apre a una visione profondamente etica dell’alimentazione.

Ciò che mangiamo non riguarda mai solo noi, ma ha implicazioni spirituali, sociali e persino politiche enormi. Questo libro insegna come sia fondamentale riconoscere i legami tra il cibo che ognuno di noi ha nel piatto, i processi necessari per portarcelo e i condizionamenti che subiamo nel comprarlo e consumarlo: se non lo facciamo, non potremo stare in armonia.

Dopo una critica al sistema alimentare basato sulla carne e i prodotti animali, Tuttle accompagna il lettore in un percorso filosofico e quasi spirituale, dove citando sapienti del passato, tenta di delineare una serie di principi universali di compassione e nonviolenza applicati al cibo. Trasformando il nostro modo di mangiare possiamo quindi nutrirci in armonia con la natura e con gli altri esseri, per un mondo più pacifico, giusto e sano.

8. “Non è cibo. L’invasione degli ultra-processati” di Alessandro Franceschini (2025) – Altreconomia 

Alessandro Franceschini, presidente di Altromercato, ci mette in guardia dalla diffusione incontrollata dei cibi ultra-processati. Si tratta di prodotti così tanto artefatti in modo industriale che non possiamo più definire cibo. Cibi dei fast food, snack ultra lavorati, piatti pronti e additivi come conservanti, esaltatori di sapidità, aromi artificial.

Si tratta di prodotti economici, comodi e irresistibili, grazie anche a colori, consistenze e sapori esaltati, il tutto a scapito della salubrità. Questi “non-cibi” creano dipendenza, aumentano le malattie croniche e distruggono la nostra cultura alimentare, soppiantando i prodotti più sani.

Dietro tutto questo abbiamo come sempre un meccanismo che s’inceppa. Mentre i giganti dell’industria continuano a fare profitti su questi prodotti, a pagarne le conseguenze siamo noi. La nostra salute, l’ambiente e soprattutto il mondo agricolo, grazie a filiere che premiano ingredienti raffinati e additivi invece di materie prime agricole.

Ma non è tutto perduto. Perché non solo ognuno di noi può opporsi consumando cibi freschi e genuini, ma come cittadini possiamo chiedere scelte politiche che ci tutelino da questi cibi, come etichette chiare, tasse sui cibi ultra-processati e così via.

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9. “Come sfamare il mondo. Storia e futuro del cibo” di Vaclav Smil (2025) – Einaudi 

Vaclav Smil, scienziato e divulgatore di origine ceca naturalizzato canadese, autore di libri di grande successo, in “Come sfamare il mondo” affronta il nostro sistema alimentare, tentando di rispondere alla famosa domanda: come garantire cibo sufficiente a tutta la popolazione mondiale senza distruggere il pianeta? Il suo saggio è un’analisi del passato, del presente e del futuro del nostro sistema alimentare. È un testo che si muove dai dati, e che smonta molti preconcetti e storture del nostro sistema alimentare.

Il testo è molto interessante, perché non solo riesce a farci vedere tutte le sfide odierne, dalla crisi climatica, alla crescita demografica e fino all’urbanizzazione, ma offre anche una visione dei possibili scenari futuri, con una serie di metodi per aumentare le rese agricole in modo sostenibile, ridurre gli sprechi, fino a inevitabili cambiamenti dietetici che dovremo affrontare. 

Secondo l’autore, attraverso scelte razionali, politiche adeguate e anche investimenti tecnologici sarà possibile sfamare in modo sostenibile tutta la popolazione umana senza distruggere il pianeta. Non è un’utopia, è assolutamente fattibile.

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10. “Il dilemma dell’onnivoro” di Michael Pollan (2008) – Adelphi

Un altro grande classico sui sistemi alimentari è “Il dilemma dell’onnivoro” del giornalista  Michael Pollan. Il dilemma che muove questo testo è la difficoltà di scegliere cosa mangiare in un’epoca di abbondanza e opacità delle filiere. Un po’ come Liberti anche Pollan quindi si addentra personalmente in diverse filiere, tra le più variegate.

Dalla monocoltura intensiva del mais agli allevamenti intensivi, fino alle fattorie biologiche e a un pasto preparato esclusivamente con cibo che l’autore stesso ha coltivato, raccolto o cacciato, il libro esplora ogni stadio della produzione alimentare. Pollan parla con tutti, contadini e allevatori, impara tecniche e fa esperienze. Questo gli permette di vedere da dentro il complesso sistema alimentare di oggi, svelando anche il suo impatto sull’ambiente, sull’economia e sulla salute. E anche in questo caso molto c’è da imparare. 

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