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lunedì, Maggio 27, 2024
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ESO: 25 anni di storia nel mondo dei rifiuti. E un nuovo sogno

Innovazione, nuove soluzioni e servizi per il raggiungimento di un obiettivo: diminuire il conferimento dei rifiuti in discarica, cercando strade per il riciclo e la loro valorizzazione

È la storia di ESO, società benefit, e dei suoi progetti che ruotano attorno a un core business nato nel 1999 con la fondazione dell’azienda, specializzata nella gestione di rifiuti da ufficio e consulenza ambientale.

È anche la storia di un imprenditore che, dal 1997, anno del suo ingresso nel mondo dei rifiuti, ha saputo innovare, inventare soluzioni e servizi per il raggiungimento di un obiettivo: diminuire il conferimento dei rifiuti in discarica, cercando strade per il riciclo e la loro valorizzazione.

Quello che qualcuno chiama rifiuto per noi è una nuova risorsa

Nicolas Meletiou, managing director ESO Società Benefit, ricorda il momento in cui tutto è iniziato: “Era il 1997 quando, per puro caso, entrai nel mondo dei rifiuti, attratto dall’idea di lavorare in un nuovo settore che mi incuriosiva. Qui decisi di convogliare le mie energie, non poche per chi mi conosce, per dare il mio contributo orientato a introdurre buone pratiche che si prendessero cura dell’ambiente, lontane da giochi d’interesse”..

Dopo due anni, è nata ESO. Si occupava, allora come oggi, di ritiro, trasporto, smaltimento e recupero di rifiuti da ufficio, una nicchia dimenticata da tutti in Italia, mentre il decreto Ronchi allora appena approvato chiedeva di differenziare i rifiuti anziché ammassarli e buttarli in discarica.

A chi mi chiede com’era allora il mondo dei rifiuti, mi piace ricordare un aneddoto. Alla visita di un cliente in azienda, quando gli parlai degli ESObox, i nostri contenitori per depositare le cartucce dei toner, mi guardò stupefatto dicendomi: ‘Ma io cosa me ne faccio dei contenitori quando butto questa robaccia nel cestino della spazzatura?’”

Da allora, ne sono passati di “toner sotto i ponti”, così come carta, neon, pile, batterie, microelettronica e RAEE, e tutti i rifiuti da ufficio che ESO, con la logistica e gli ESOdrivers, autisti alle dirette dipendenze, ritira in tutta Italia e trasporta verso i centri di smaltimento e recupero come l’impianto ESO Recycling per il riciclo di rifiuti sportivi e dispositivi di protezione individuale.

Quando la competenza incrocia la passione per lo sport

Nel 2009, la competenza nella gestione dei rifiuti incrocia la richiesta di un amico, Marco Marchei, ex maratoneta di professione, che si rivolse a Nicolas per sapere se c’era un’alternativa al buttare le vecchie scarpe da corsa nella spazzatura.

Fu così che nacque Esosport, un progetto entusiasmante basato sull’idea chela creazione di nuova materia prima seconda era possibile.

“Quel rifiuto che Marco non voleva buttare nella spazzatura era prezioso perché poteva diventare un materiale in gomma per la pavimentazione di un parco giochi per bambini. In azienda c’era grande fermento ed energia: Betty, mia moglie, era entusiasta dell’idea, ci metteva anima e cuore nel cercare soluzioni per concretizzarla. Nel mezzo del cammino purtroppo Betty si ammalò e ci lasciò. Il dolore fu tale che mi fermai anch’io, fino a quando capii che per lei dovevo andare avanti e che quei parchi gioco, che insieme volevamo far nascere con l’idea di rimettere in circolo un rifiuto trasformato, si sarebbero chiamati “Il giardino di Betty”, in suo ricordo”.

 L’economia circolare è un sogno che diventa realtà

Negli anni di sviluppo di Esosport, le idee e gli studi sono diventati progetti, schede tecniche, analisi chimiche, collaborazioni con università: al riciclo di scarpe sportive a fine vita si sono aggiunti anche gli pneumatici delle biciclette, le camere d’aria, le palline da tennis e padel.

Da questa filosofia è nato anche l’ultimo progetto, Back to work, con il quale ESO ritira e avvia al riciclo i DPI, dispositivi di protezione individuale, ausili fondamentali per la sicurezza dei lavoratori. Indumenti, mascherine, elmetti di protezione, guanti e scarpe da lavoro, una volta giunti al completamento del loro ciclo di vita sono avviati al recupero nell’impianto ESO Recycling “Amato Cannara”, dedicato al ricordo del nonno di Nicolas, che si trova a Tolentino, nelle Marche.

Il 2018 è l’anno della realizzazione di questo nuovo sogno: costruire il primo impianto in Italia per il riciclo di rifiuti sportivi e DPI. Tecnologie innovative per il trattamento dei rifiuti e la messa a punto di nuovi macchinari, efficienti e competitivi e unici nel loro genere. Le idee diventano brevetti, il business plan messo nero su bianco e l’idea di un progetto di crowdfunding.

“Con il lancio del crowdfunding, il mio sogno diventa ancora più grande – riprende Nicolas Meletiou -: una nuova avventura in condivisione con chi ha i miei stessi valori e una visione del futuro che passa per l’economia circolare e l’etica del fare bene per il nostro pianeta. Arrivare a far capire che non c’è solo la strada verso la discarica e che i rifiuti possono trasformarsi in nuova risorsa è stato ed è tuttora il mio impegno quotidiano”.

Ma il mondo dei rifiuti è in continua evoluzione, la tecnologia e il digitale giocano un ruolo sempre più importante. Le novità del mondo ESO girano intorno al concetto di innovazione per dare supporto e consulenza nella gestione dei rifiuti con un’unica filiera che parte dalla raccolta e ritiro sul territorio fino al conferimento in impianto.

Oggi con ESOweb si parla di tracciabilità dei rifiuti, LCA (Life Cycle Assesment), Carbon Foot Print, nuovi servizi integrati nella piattaforma online che, dal 2002, è a fianco dei clienti per facilitare l’espletamento delle procedure burocratiche legate alla gestione dei rifiuti aziendali.

Una storia in continua evoluzione.

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