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venerdì, Aprile 19, 2024

Il “bosco di Agostino”, circolare per volontà di popolo

C'era una volta un bosco, e per fortuna c'è ancora. No, non è una favola ma la realtà di ciò che è avvenuto nell'Appennino tosco-romagnolo, dove da un semplice post su Fb è partita una mobilitazione che ha impedito il previsto taglio degli alberi. La speranza è che l'esempio possa essere replicato

Andrea Martire
Andrea Martire
Laureato in Scienze Politiche, ha avuto una lunga collaborazione con "Il Caffè Geopolitico", testata di settore. Lo spinge uno spiccato interesse per lo studio del territorio urbano di Roma est, in cui vive e a cui ha dedicato 4 libri tra il 2017 e il 2022. Impiegato nell'associazionismo sindacale agricolo, ha esordito con un saggio ad Expo Milano nel 2015. È presidente di un'associazione che cerca di valorizzare quello che altri chiamano "periferia"

C’era una volta un bosco e, per fortuna, c’è ancora. L’area verde, intitolata ad Agostino Barbieri, un carabiniere forestale scomparso nel 2021, è situata ai margini delle foreste casentinesi, nell’Appennino tosco-romagnolo, una delle aree naturali più antiche d’Europa (oltre 5.000 ettari di boschi) con migliaia di alberi secolari, soprattutto abeti, castagni, faggi e cerri.

Una zona molto ricca naturalisticamente parlando, che si potrebbe addirittura attraversare in tutta la sua estensione, tra Firenze e Arezzo sconfinando nella bassa Romagna, senza mai uscire dal suo lussureggiante e rigoglioso manto verde.

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Il bosco, l’iter svolto

La straordinaria storia prende le mosse lo scorso settembre, allorquando si era diffusa una notizia: un bosco di circa 12 ettari appena fuori dal parco protetto delle Foreste Casentinesi, nel comune di Santa Sofia, in provincia di Forlì-Cesena, stava per essere venduto da privati a una azienda. Cosa ne avrebbe fatto, quest’ultima? Intendeva abbatterlo per ottenere legna. In fondo un business normale, da fare con quel tipo di materia prima. Ma ha prevalso altro, ha vinto il desiderio di conservare l’habitat naturale. Una cittadina si è armata di coraggio e ha contattato i proprietari, chiedendo tempo per una controfferta. Così ha preso l’iniziativa e ha, sia pure con ben poche aspettative, scritto un post su Facebook.

La comunità locale si è mossa per contrastare il pericolo imminente. In poche settimane è stata raccolta la cifra necessaria per acquistare il bosco, importo che poi è stato raddoppiato grazie all’appello nato dal basso, fino a giungere alla ragguardevole somma di 38mila euro, donati da 200 persone. I cittadini a quel punto hanno rilanciato e acquistato altri 12 ettari, giungendo così a 24 totali da proteggere.

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Il bosco, salvo e tutelato

Un’iniziativa nata dal basso, che non intende fermarsi qui. Il bosco è salvo, ma non del tutto; gli alberi non saranno abbattuti, ma quella porzione di terra è fuori dai confini dell’area protetta del parco nazionale delle Foreste Casentinesi, per cui in quella zona per esempio si può cacciare.

Tra pochi giorni, il prossimo 14 maggio, gli oltre 200 donatori si ritroveranno per un pic-nic ai bordi del bosco e vedranno per la prima volta ciò che hanno salvato. Frassini, cerri, carpini, uccelli, volpi e tantissime altre specie: il risultato è di quelli rivoluzionari, cittadini inermi hanno battuto le motoseghe.

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Prospettive e sentimenti, il futuro del bosco

Ora gli amici di “Un bosco per Agostino”, consapevoli di come una semplice campagna social ha permesso di proteggere una intera foresta, sperano che il loro gesto possa essere di esempio per altre realtà. Ora che ne sono proprietari i cittadini si chiedono come relazionarsi con il bosco. Non lo vogliono sfruttare, non intendono abusare dei suoi alberi e dei suoi frutti e preferirebbero lasciarlo come è, impenetrabile e ricco di biodiversità. Lo spirito è conservare la foresta e lasciar fare alla natura. Al massimo, ci sono due percorsi esterni per costeggiarlo.

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