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venerdì, Luglio 12, 2024
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SPECIALE | Migranti climatici
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La crisi climatica e gli eventi meteorologici estremi sempre più intensi e frequenti portano con sé fenomeni inesorabili come l’incremento delle migrazioni: l’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM) prevede un numero variabile tra 44 e 216 milioni di migranti climatici a livello globale entro il 2050. Nei 10 anni passati, 21,6 milioni di persone hanno dovuto migrare all’interno dei propri Paesi, mentre nei prossimi 10 un essere umano su 8 dovrà affrontare problemi come l’innalzamento del livello del mare, inondazioni, siccità, temperature estreme e insicurezza alimentare, anche in Europa e in Asia centrale, dove la mobilità umana legata alla crisi climatica finora è stata trascurabile.

Davanti a questo scenario è sempre più necessario porsi nell’ottica di analizzare il fenomeno, individuare le politiche più adeguate per gestirlo al meglio ed evitando narrazioni distorte e chiusure insensate e anacronistiche. Questo dossier ha l’ambizione di definire il concetto di “migrante climatico” e di analizzarlo anche attraverso contenti di data analysis, ma soprattutto mette in discussione il luogo comune della persona migrante come problema da risolvere.

Proprio alla luce delle difficoltà che hanno affrontato e che spesso le hanno costrette a lasciare la propria terra di origine, queste persone sono spesso portatrici di punti di vista e soluzioni concrete a problematiche presenti anche nei territori di approdo. E davanti all’espandersi delle conseguenze della crisi climatica il trasferimento di queste esperienze si può rivelare prezioso.

Gli articoli che seguono, realizzati all’insegna del giornalismo costruttivo, spaziano dall’analisi qualitativa e quantitativa del fenomeno – con un focus anche sul nesso tra surriscaldamento globale e modifiche nelle condotte migratorie di diverse specie animali – all’indagine di casi e progetti nei quali il ruolo delle persone con background migratorio si è rivelato prezioso nell’affrontare problemi nel Paese di approdo grazie alla possibilità di trasferire il loro patrimonio di esperienze e conoscenze.

Gli articoli che compongono questo dossier sono stati realizzati dalle partecipanti e dai partecipanti al workshop conclusivo del “Corso di giornalismo d’inchiesta ambientale” organizzato da A Sud, CDCA – Centro di Documentazione sui Conflitti Ambientali ed EconomiaCircolare.com, in collaborazione con IRPI MEDIA, Fandango e Centro di Giornalismo Permanente.

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