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venerdì, Aprile 19, 2024

Forestazione urbana, quasi un milione di alberi in arrivo per Roma e provincia

Alla vigilia del 19esimo anniversario dell’entrata in vigore del Protocollo di Kyoto, vi diamo una buona notizia: quella di un progetto grazie al quale, dall’autunno 2024, verranno messe a dimora a Roma e provincia circa un milione di piante

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Redazione EconomiaCircolare.com

di Chiara Iannacone e Letizia Palmisano

Fa più notizia un albero che cade o uno che cresce? Purtroppo spesso la risposta giusta è “l’albero che cade” ma stavolta, in occasione del 19esimo anniversario dell’entrata in vigore del Protocollo di Kyoto (il 16 febbraio 2005), ribaltiamo la prospettiva per raccontarvi del milione circa di piante, tra alberi ed arbusti, che dall’autunno 2024 inizierà ad arrivare a Roma e provincia. Un progetto nato grazie ai fondi per la forestazione urbana messi a disposizione dal ministero dell’Ambiente attraverso il “Piano di forestazione urbana ed extraurbana”, che nel 2021 ha stanziato i fondi per oltre 6 milioni di piante destinate alle città metropolitane.

Perché le città hanno bisogno di incrementare i boschi urbani

L’incremento delle aree boschive nelle città offre molteplici vantaggi. Gli alberi infatti, agiscono come polmoni urbani, assorbendo CO2 e altri inquinanti e migliorando la qualità dell’aria. La vegetazione riduce l’effetto delle isole di calore urbano, contribuendo a moderare le temperature estreme che – come sappiamo – di anno in anno battono tutti i record. 

Da notare che molti Comuni coinvolti sono in procedura di infrazione per la qualità dell’aria, quindi i nuovi boschi possono contribuire alla rimozione del particolato, salvaguardando la salute dei cittadini. Realizzare polmoni verdi non vuol dire solo investire in sostenibilità e salute ma le zone boschive offrono inoltre spazi verdi che sono al contempo oasi di biodiversità ma anche luoghi di incontro e di coesione sociale, essenziali per comunità più resilienti e sostenibili.

Perché il milione di piante e alberi per Roma e provincia è una buona notizia

Città Metropolitana di Roma Capitale ha avviato un’azione significativa per mettere a dimora quasi un milione di piante autoctone su Roma e provincia partecipando al bando dell’allora MiTE (oggi MASE), l’amministrazione capitolina è riuscita ad ottenere 12 milioni di euro nel 2022 per i primi interventi che riguarderanno 302 ettari e l’anno successivo gli ulteriori fondi – grazie ai quali si è arrivati a 40 milioni di euro totali –, per interventi di forestazione su oltre 630 ettari, che si sommano ai precedenti.  

L’iniziativa mira quindi a contrastare concretamente l’inquinamento atmosferico, mitigare gli effetti del cambiamento climatico e contribuire al ripristino della biodiversità nelle aree urbane, periurbane ed extraurbane del territorio laziale. Per realizzare il progetto e per monitorare i benefici ecosistemici elencati sono coinvolti con partenariato due poli universitari: l’Università La Sapienza e la Tuscia.

Leggi anche: Tutela dei boschi e forestazione, con la campagna Mosaico Verde piantati 300mila alberi

Finanziati 15 progetti e 65 aree boschive 

“Nel territorio della città metropolitana di Roma sono tangibili i segni dell’aumento della temperatura” ha spiegato il vicesindaco di Città metropolitana di Roma, Pierluigi Sanna durante la visita effettuata il mese scorso a Umbraflor, per appurare lo stato di crescita delle piante e per parlare dei successivi importanti step che si concretizzeranno con la messa a dimora delle piante nei prossimi due anni.

“Portare un milione di piante – ha aggiunto Sanna – significa incidere sul microclima, modificarlo in meglio e apportare benefici alle persone. Si tratta di un investimento diverso rispetto alla costruzione di una scuola o di una strada, ma è un investimento altrettanto utile per le future generazioni”. Sono 15 le proposte progettuali sviluppate con i fondi del PNRR, con il fine di creare 65 aree boschive su una superficie di circa 930 ettari: i 15 progetti in totale contano la messa a dimora di 930.000 piante autoctone, con un rapporto pari a 70% di alberi e 30% arbusti.

Da dove vengono le specie da piantare a Roma e provincia 

Reperire un milione di piante non è stata cosa da poco e nulla è stato lasciato al caso. Sin dalla fase di progettazione, si è posta particolare attenzione alla localizzazione delle aree, distinguendo tra impianti nelle aree verdi urbane e quelle in contesti agricoli o montani. Questo approccio ha consentito di definire progetti coerenti con le esigenze dei cittadini e le peculiarità dei diversi territori.

Ovviamente ciò si è tradotto anche in una scelta delle specie arboree studiate specificamente per essere inserite in armonia con i luoghi che le ospiteranno.

Fondamentale è che sia rispettata la filiera di tracciabilità, garantita da apposita certificazione, ma anche il fatto che le specie arboree siano scelte tra quelle congrue con il tipo di vegetazione delle diverse aree fitoclimatiche in cui avverrà la forestazione.

alberi Roma semi

Come si garantisce la provenienza delle piante

Decisiva, in quest’ottica, è stata la collaborazione con Umbraflor, società partecipata al 100% dalla Regione Umbria che dal 2001 rappresenta la più grande realtà di produzione vivaistica dell’Umbria e una delle più importanti d’Italia. Ad oggi è l’unica azienda vivaistica prossima al territorio laziale a rilasciare la certificazione di provenienza e identità clonale, conforme al DLGS n. 386/2003, che garantisce l’origine locale delle sue coltivazioni. Questa certificazione ha costituito un un requisito indispensabile, richiesto dal bando per ottenere i finanziamenti, ed è stato il primo motivo per cui Città Metropolitana di Roma si è rivolta a Umbraflor. Il supporto e la professionalità dell’azienda vivaistica è altresì indispensabile per il successo dei progetti, non solo nella fase di scelta delle piante, ma anche per fornire manutenzione ordinaria e straordinaria per 5 anni, terminati i quali le piante messe a dimora dovrebbero essere abbastanza robuste da continuare a vivere anche senza interventi di manutenzione.

Questa iniziativa rientra nel Piano Forestale Metropolitano, parte integrante della pianificazione strategica dell’ente, che prevede studi e valutazioni approfondite sul patrimonio boschivo e sulla gestione, definendo linee di sviluppo forestale sostenibile e attivando filiere produttive, anche grazie al monitoraggio che tecnici e Università porteranno avanti nel corso dei 5 anni.

Leggi anche: Forestsharing, la community che rigenera i boschi abbandonati

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