venerdì, Febbraio 26, 2021

Il messaggio circolare dei rifiuti-attori di Trash

Nelle sale dal 16 ottobre la pellicola d'animazione, tutta made in Italy, incentrato sul messaggio "sprecare meno, riciclare tutti". Sullo sfondo di una Roma tratteggiata con la tecnica del fotorealismo. Perché "la spazzatura di qualcuno è il tesoro di qualcun altro"

Andrea Turco
Andrea Turco
Giornalista freelance. Ha collaborato per anni con diverse testate giornalistiche siciliane - I Quaderni de L’Ora, radio100passi, Palermo Repubblica, MeridioNews - e nazionali. Nel 2014 ha pubblicato il libro inchiesta “Fate il loro gioco, la Sicilia dell’azzardo” e nel 2018 l'ibrido narrativo “La città a sei zampe”, che racconta la chiusura della raffineria di Gela da parte dell’Eni. Si occupa prevalentemente di ambiente e temi sociali.

E se fossero i rifiuti stessi a desiderare una seconda vita? Parte da questa considerazione il film d’animazione Trash – La leggenda della piramide magica, nelle sale dal 16 aprile. Sullo sfondo di una Roma tratteggiata con la tecnica del fotorealismo – ovvero sfruttando ambienti reali e integrando successivamente i personaggi con la computer grafica – vengono raccontate le avventure dell’eroe riluttante Slim, una scatola di cartone rovinata, e dei suoi amici, anch’essi rifiuti che sopravvivono nascondendosi dai cosiddetti risucchiatori, cioè le macchine aspiratutto addette alla pulizia. “La spazzatura di qualcuno è il tesoro di qualcun altro” è la battuta chiave di questa pellicola che cerca di unire divertimento e messaggio educativo, e che probabilmente può annoverare il titolo di primo film circolare in Italia. 

Intendiamoci, Trash si colloca nella scia di altri film d’animazione che già avevano centrato il proprio racconto su questioni ecologiche – del più celebre di questi, Wall-E, ricorda un po’ lo stile Pixar – ma raramente i rifiuti d’uso comune erano diventati protagonisti. La narrazione si muove su due registri, uno volto a rendere il prodotto comprensibile e avvincente per un pubblico di bassa età; l’altro, attraverso le tematiche trattate e lo stile adottato, punta a conquistare un pubblico più maturo.

Ulteriore nota di merito è la realizzazione tutta italiana. A produrre il film è la società Notorious Pictures, che nel nome omaggia una delle più note opere di Alfred Hitckcok. “Anche quando frequentavamo i contesti internazionali del nostro settore, quali mercati e festival, abbiamo avuto modo di intuire fortemente che il tema del riciclo dei rifiuti era sentito senza distinzione di continente – si legge nelle note di produzione – Ovunque ci girassimo c’era una call to action: ricicla, riusa, teniamo pulito l’ambiente. In quel momento abbiamo accettato la chiamata e abbiamo iniziato a fare la nostra parte. Dal punto di vista creativo e visivo l’ispirazione su cui gli autori e i registi hanno ricamato la propria opera è molto poetico. Osservando letteralmente dei rifiuti abbandonati per strada in situazioni e posizioni che ricordavano gli esseri umani, hanno iniziato a fantasticare, esattamente come fanno i bambini. L’immagine di una lattina e una bottiglia lasciati per strada, posizionati casualmente come se fossero una coppietta teneramente abbracciata durante un tramonto, ha innescato la fantasia. E se di notte, quando tutti noi andiamo a dormire, i rifiuti si svegliassero? E se avessero una propria vita? Che storia c’è dietro quel contenitore che giace sulla spiaggia? Avrà sicuramente una lunga storia da raccontare, un percorso che ha qualcosa da insegnare a noi esseri umani”. La regia a quattro mani vede la collaborazione tra Luca Della Grotta – vincitore del David di Donatello nel 2008 per gli effetti visivi de Il Divo – e Francesco Dafano – che qui è anche sceneggiatore del film.

“Il tema portante del racconto è la creazione del proprio destino senza mai arrendersi alla sorte avversa, per ottenere una seconda possibilità, quando si è anche disposti a rifiutarla senza rimpianti – affermano i due registi –  Quello che ci ha convinto immediatamente è il punto di vista da cui un tema così complesso è trattato: i rifiuti. Nell’universo che raccontiamo sono proprio i contenitori di cartone, plastica o vetro ad essere i nostri protagonisti, i nostri eroi. Sono loro a prendere vita in questo mondo notturno, lontano da occhi umani. La loro seconda occasione è identificata con il concetto di riciclo, riutilizzo. Visto dai protagonisti quasi come una chimera, e allo stesso tempo massima aspirazione, per dei contenitori che non vogliono altro se non tornare a essere utili, portatori. Una storia di questo tipo non poteva che svolgersi in una grande città, con le sue luci calde e i suoi neon. Una città immensa per degli oggetti alti pochi centimetri. Un luogo dove la strada, oltre a essere un ambiente fisico, diventa un simbolo di viaggio, rendendo la storia un’avventura on the road”.

Sugella il film il brano “Per noi”, firmato da Raphael Gualazzi, che ha anche firmato il brano che accompagna i titoli di testa. Il messaggio ecologista  e circolare di Trash è approdato a Roma lo scorso 16 ottobre, in occasione del lancio del film ad Alice nella Città, la sezione autonoma e parallela della Festa del Cinema di Roma. Lo ha fatto in grande stile, inondando il red carpet dell’Auditorium Parco delle Musiche con una serie di gigantesche lattine e bottiglie accartocciate che recavano addosso un cartello con la scritta “Sprecare meno, riciclare tutti”. Il film ha ricevuto il sostegno dei Consorzi italiani per il riciclo degli imballaggi insieme ai consorzi di filiera (CIAL per l’alluminio, COMIECO per carta e cartone, COREPLA per la plastica, COREVE per il vetro e RICREA per l’acciaio).

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