LUME, la nuova piattaforma che aiuta le organizzazioni culturali a ridurre il loro impatto

Dalla collaborazione tra Melting Pro e A Sud nasce LUME: una piattaforma che unisce analisi, formazione e consulenza, per minimizzare l’impatto ambientale di eventi e organizzazioni culturali e massimizzare l’impatto sociale. EconomiaCircolare.com è media partner del progetto

Silvia Santucci
Silvia Santucci
Giornalista pubblicista, dal 2011 ha collaborato con diverse testate online della città dell’Aquila, seguendone le vicende post-sisma. Ha frequentato il Corso EuroMediterraneo di Giornalismo ambientale “Laura Conti”. Ha lavorato come ufficio stampa e social media manager di diversi progetti, tra cui il progetto “Foresta Modello” dell’International Model Forest Network. Nel 2019 le viene assegnata una menzione speciale dalla giuria del premio giornalistico “Guido Polidoro”. Dal 2021 lavora all'interno della squadra di EconomiaCircolare.com come redattrice. Da gennaio 2025 è socia della cooperativa Editrice Circolare

*contenuto in media partner

Ridisegnare i propri confini nell’ottica della conversione ecologica è un percorso che si sta avviando, con ritmi diversi, in molte filiere: quella della cultura, la più trasversale per antonomasia, non può essere da meno.

E proprio per supportare le imprese culturali e creative in questo percorso ha preso il via LUME – Cultura Sostenibile, una piattaforma pensata per accompagnare le organizzazioni nell’adozione di pratiche più responsabili e in ottica di circolarità. Il progetto, nato dalla collaborazione tra a Melting Pro e A Sud all’interno del più ampio programma Cultura Sostenibile, mira ad aiutare le organizzazioni culturali a misurare, comprendere e migliorare il proprio impatto ambientale e sociale, attraverso un percorso graduale e partecipato.

EconomiaCircolare.com prenderà parte al progetto in qualità di media partner, sposando l’obiettivo di diffondere una nuova consapevolezza ambientale nell’ambito culturale, che si traduca in azioni concrete.

Che cos’è LUME e a chi si rivolge

LUME si configura quindi come una bussola digitale e un ecosistema di risorse ideato per traghettare il mondo della cultura verso una maggiore sostenibilità ambientale, sociale ed economica: si propone di guidare e ispirare le organizzazioni attraverso la complessità delle normative, delle metriche e delle buone pratiche legate alla transizione ecologica.

La piattaforma si rivolge a chi ha intenzione di attuare un cambiamento in questo senso ma non sa da dove iniziare, in particolare: organizzazioni culturali e creative (associazioni, fondazioni, cooperative, festival, musei, ecc.), enti del terzo settore attivi nell’ambito culturale o sociale ma anche policy maker e pubbliche amministrazioni interessati a percorsi di innovazione culturale a minor impatto e aziende che promuovono attività culturali.  

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Strumenti concreti per passare all’azione

LUME non si limita a teorizzare le manovre necessarie, ma offre strumenti pratici e operativi per integrarle nella gestione quotidiana: piani di azione, checklist di progettazione, strategie e piani di partnership per ottimizzare risorse economiche e organizzative, template e report utili per bandi, rendicontazioni, finanziamenti e bilanci sociali. 

Grazie al portale gli utenti possono:

  • crogettare strategie e azioni di sostenibilità attraverso un percorso guidato di autovalutazione basato su indicatori ESG (Environmental, Social e Governance) e Criteri Ambientali Minimi (CAM)
  • calcolare l’impronta carbonica e ridurla progressivamente
  • pianificare strategie e azioni di medio-lungo periodo, rafforzando la capacità dell’ organizzazione di crescere avendo un minor impatto.

LUME cultura sostenibile

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Perché una cultura più sostenibile è fondamentale

Le organizzazioni culturali hanno un duplice ruolo cruciale nella sfida climatica. Da un lato, come qualsiasi altro settore produttivo, generano un impatto ambientale: si pensi ai trasporti per i grandi festival, ai consumi energetici dei musei o ai materiali monouso negli allestimenti. Dall’altro, possiedono un immenso potere comunicativo e sociale, sono cioè in grado di veicolare messaggi, sensibilizzare il pubblico e immaginare nuovi modelli di futuro.

LUME permette di unire questi due aspetti, aiutando il settore a diventare credibile dal punto di vista ambientale per poter essere un motore di cambiamento culturale ed educativo.

“Il settore culturale − spiega Marta Lovato, Project Manager del programma Cultura Sostenibile per A Sudpuò essere una guida nella trasformazione ecologica, non solo perché sa immaginare futuri e coinvolgere pubblici e comunità, ma perché può rendere visibile il cambiamento a partire dalle proprie scelte quotidiane. LUME nasce da questa esigenza: trasformare la sostenibilità da dichiarazione di intenti a pratica organizzativa accessibile, capace di orientare il prima, il durante e il dopo di un progetto culturale”. 

E aggiunge: “Oggi nel panorama italiano non mancano sensibilità e sperimentazioni; manca spesso un accompagnamento che aiuti a mettere in ordine priorità, dati, responsabilità e decisioni. La strada che immaginiamo è proprio questa: passare dall’evento più sostenibile come eccezione a una cultura della sostenibilità come metodo condiviso.” 

A questo proposito, riportiamo un estratto dell’intervista video a  Patrizia Braga, coordinatrice del progetto LUME – Cultura Sostenibile e Responsabile Area Innovazione Ecologica di MeltingPro (Interista completa nel video YouTube in basso): “La transizione giusta non può prescindere dal contatto, dall’ascolto e dal dialogo con le comunità ma anche con i propri pubblici. Ci sono delle organizzazioni che sentono questa necessità e davvero riescono a fare quel passo, traducendo quei bisogni in chiave culturale perché ci sia una restituzione e anche una sensibilizzazione di chi è stato coinvolto”.

“Altre organizzazioni invece − spiega ancora Braga − puntano a raggiungere una certificazione e basta. La differenza chiave è quanto un’organizzazione culturale integra nella propria mission l’idea della conversione ecologica insieme a quella della partecipazione culturale: solo così si riesce ad allineare chi lavora nell’organizzazione verso questo scopo condiviso”.

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