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domenica, Luglio 21, 2024

Moda sostenibile e circolare ad alto impatto sociale: il progetto de “Il fashion bello e buono”

Nato dalla collaborazione tra l'azienda Es’givien e l'associazione Fair, il marchio di moda sostenibile "Il fashion bello e buono" collabora con ONG e associazioni no-profit promuovendo cause sostenibili dal punto ambientale e sociale

Giulia Quercini
Giulia Quercini
Giornalista freelance esperta di comunicazione per il terzo settore e le associazioni non-profit, lavora principalmente su temi di attualità, con particolare riguardo alle tematiche legate alla sostenibilità sociale, ambientale e alle tematiche di genere. Ha lavorato per Greenpeace Onlus, World friends e Legambiente Onlus, dove si è occupata principalmente di ufficio stampa, comunicazione e nuovi media. Ha scritto e collaborato con l'agenzia di stampa Dire, Left, il manifesto. Attualmente scrive e si occupa di comunicazione per EconomiaCircolare.com

FBB– acronimo de #ilfashionbelloebuono – è un progetto di moda sostenibile, nato nel 2014 da ES’GIVIENazienda veronese del settore moda con la Mission di unire i principi della sostenibilità ambientale con i valori sociali attraverso il fashion-system.

Come? Creando ed incrementando una rete che integri le realtà profit con quelle no-profit per un unico scopo: ‘creare valore oltre noi’.

La Mission di Es’givien, messa a terra anche attraverso la rete di “Il Fashion Bello e Buono”, è quella di coinvolgere aziende del settore moda e tessile in iniziative sociali per un supporto tangibile e “di squadra” alle campagne di ONG, nazionali e internazionali, secondo le logiche dell’economia circolare, del recupero degli scarti di produzione e dei principi dello slow fashion.

Negli anni il progetto è stato apprezzato e supportato da diversi player ed istituzioni riuscendo ad implementare una “rete di valore condiviso”, che ha visto coinvolte Realtà aziendali ed universitarie, Istituzioni locali e nazionali in progetti di comunicazione, sensibilizzazione e innovazione a favore di tematiche sociali importanti, spesso misconosciute (in primis le campagne contro le mutilazioni genitali femminili e la violenza di genere con Nosotras Onlus – Firenze).

Nel 2018 Es’Givien trova nell’associazione fiorentina Fair, un alleato prezioso per sostenere il progetto anche dal punto di vista tecnico-industriale. I risultati non tardano ad arrivare: Es’Givien viene selezionata e presentata presso il Senato della Repubblica Italiana come esempio virtuoso di impresa artigiana di qualità nel settore della moda italiana impegnata in progetti di transizione ecologica e sostenibilità.

“ES’GIVIEN è sinonimo di qualità, innovazione e sostenibilità, tre valori in cui crediamo e sui quali investiamo da quando il brand è nato, oltre 15 anni fa”, ci racconta Vivilla Zampini Ceo di Es’Givien e fondatrice de’ #ilfashionbelloebuono, “da allora continuiamo a promuovere, lavorare e studiare affinchè la sostenibilità ambientale e sociale diventino la base fondante dei nostri prodotti e servizi”. “La rete Il Fashion Bello e Buono – continua Vivilla Zampini – si è creata 10 anni dopo la nascita di Es’Givien, quando abbiamo consapevolizzato che, in tutto quello che facevamo c’erano, in primis, i valori che volevamo trasmettere; valori che parlavano della nostra Mission ed andavano veicolati non solo attraverso “oggetti/abiti” ma grazie a “progetti/campagne” ad hoc.

Experiences Bag – una maxi bag “a forte impatto sociale” e  “minimo impatto ambientale”

I principi ispiratori del marchio sostenibile #ilfashionbelloebuono trovano la loro esemplificazione nella EXperiences.Bag nata dalla collaborazione di ES’GIVIEN con Effetto Nido, azienda specializzata in sviluppo di progetti d’impresa, in partnership con l’associazione One Bridge to Idomeni (OBTI).

La Ex.B (dove la “Bsta per bag/bagaglio e “EX per experiences) è una maxi-bag designed by ES’GIVIEN, che ha messo a disposizione know-how e tessuti in esubero dalle proprie produzioni, e realizzata grazie alla preziosa collaborazione di One Bridge to Idomeni. I ricavati provenienti dalla distribuzione delle borse sono totalmente orientati al finanziare il progetto di sostegno psicologico ai profughi del campo iracheno Bajed Kandala, a pochi chilometri dal confine turco-siriano, dove la ONG è presente, impegnata ed attiva da anni.

“Una borsa veramente realizzata con un minimo impatto ambientale e un massimo impatto sociale”, ci racconta Lucia Alessandrini – sustainable fashion influencer, che unisce l’attenzione per il design sostenibile di Es’givien (best practice nel contenimento dell’impatto del fashion sull’ambiente circostante) con la sensibilità sociale di One Bridge to Idomeni e l’attenzione all’economia circolare di Effetto Nido.

L’ONG OBTI – One bridge to Idomeni

L’ong one bridge to Idomeni è una onlus veronese che lavora sui confini europei della rotta balcanica, in supporto alle persone migranti.

Come ci racconta Pietro Albi – co-fondatore della Ong OBTI: “One bridge è nato nel 2016 per una volontà collettiva, soprattutto portata avanti dal nostro Presidente, Giulio Saturni, che ci ha permesso di portare aiuti a Idomeni, cittadina tra Macedonia del Nord e Grecia, dove erano bloccate circa 16.000 mila persone. Da lì abbiamo capito che volevamo portare sì aiuti alle persone migranti, ma che volevamo portare loro qualcosa di diverso: l’accoglienza. Negli anni abbiamo dunque costruito dei community center lungo la rotta balcanica, che le persone migranti possono frequentare”.

In seguito alla prima spedizione e grazie alla straordinaria risposta ricevuta dalla persone che hanno accolto l’iniziativa, il progetto One Bridge to Idomeni ha rappresentato negli anni un aiuto costante lungo la rotta balcanica, da un lato portando aiuti e impegnandosi a costruire una comunità ed uno stato di diritto valido per le persone migranti che ne sono escluse, in quanto elementi esterni alle nazioni e alla cittadinanza; dall’altro dando voce e riportando le testimonianze e i volti di chi è costretto a vivere nei campi per rifugiati.

OBTI ad oggi ha attivato progetti in Grecia, Serbia, Bosnia-Erzegovina, Kurdistan Iracheno e a Verona, promuovendo incontri, formazioni e attività nelle scuole.

 Sostenibilità ambientale e slow fashion

La progettazione sostenibile che il marchio ilfashionbelloebuono propone si basa su principi di economia circolare quali re-thinking, re-design, riduzione, riuso, manutenzione, riciclo, dematerializzazione del prodotto-servizio, utilizzo di energie rinnovabili e riduzione delle emissioni inquinanti, attraverso la scelta dei materiali, l’analisi e la certificazione degli stessi.

La rete de Il Fashion Bello e Buono promuove inoltre il consumo e la produzione sostenibili attraverso la promozione dell’efficienza delle risorse e dell’energia, di infrastrutture sostenibili, così come la garanzia dell’accesso ai servizi di base, a lavori dignitosi e rispettosi dell’ambiente e delle risorse, ponendo grande attenzione alle green logistics, il cui elemento chiave è realizzare una supply chain sostenibile, che sia più efficiente e rispettosa della qualità della vita.

Il consumo e la produzione sostenibile puntano a “fare di più e meglio con meno”, aumentando i benefici in termini di benessere derivanti dalle attività economiche, attraverso la riduzione dell’impiego di risorse, del degrado e dell’inquinamento nell’intero ciclo produttivo, migliorando così la qualità della vita delle persone e delle organizzazioni.

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