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domenica, Agosto 1, 2021

Solidança, alla scoperta del centro per il riuso di Barcellona: quando il rifiuto diventa risorsa

Il centro per il riuso di Solidança nasce nel 1997 ed è la più importante struttura per il riuso di tutta la Catalogna. Attualmente conta 119 dipendenti di cui il 65% sono lavoratori in situazioni di difficoltà. Ogni anno gestisce oltre 4mila tonnellate di rifiuti tessili e 80 tonnellate di Raee. "Miriamo alla tutela dell'ambiente"

Madi Ferrucci
Nata in provincia di Pisa il 26 giugno 1991. Laureata in Filosofia e diplomata alla scuola di Giornalismo della Fondazione Basso di Roma. Assieme a due colleghi ha vinto il Premio Morrione 2018 e il Premio Colombe d'Oro per la Pace 2019 con un’inchiesta internazionale sulla fabbrica di armi RWM in Sardegna. Ha lavorato a The Post Internazionale nella sezione news e inchieste. Collabora con Economiacircolare.com, il Manifesto e altre testate nazionali. Fa parte del collettivo di giornalisti freelance “Centro di giornalismo permanente".

Trasformare vecchi tessuti in un cappotto nuovo, creare da una vecchia libreria un mobile d’arredamento per la casa o riparare elettrodomestici e cellulari che sembravano ormai da buttare: sono queste le attività che caratterizzando il lavoro quotidiano del centro per il riuso di Solidança, organizzazione no profit nata a Barcellona nel 1997, che oggi gestisce la più importante struttura per il riuso di tutta la Catalogna.

Un’impresa sociale che negli ultimi 24 anni di attività ha permesso l’inserimento lavorativo di centinaia di persone a rischio di esclusione sociale, grazie a un avanzato programma di formazione e tutoring. “Il nostro progetto nasce da un approccio sociale – racconta a Economiacircolare.com il direttore di di Solidança Isabel Gimeno – il lavoratore viene seguito in un percorso professionalizzante che gli permette di ottenere elevate competenze e di poter trovare lavoro anche al termine dell’esperienza con noi”.

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Attualmente Solidança ha 119 dipendenti di cui il 65% sono lavoratori in situazioni di difficoltà, grazie a un forte lavoro di squadra ogni anno gestisce oltre 4mila tonnellate di rifiuti tessili, e prepara al riutilizzo oltre 80 tonnellate di apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE), che poi vengono rimessi in commercio nei punti vendita dell’organizzazione. Soltanto nel settore tessile grazie al progetto Roba Amiga, Solidança gestisce la raccolta in 165 comuni della Catalogna con quasi mille contenitori diffusi su tutto il territorio, dove i singoli cittadini possono portare i vestiti che non vogliono più utilizzare.

Tanti anche i progetti dedicati all’inserimento lavorativo dei migranti, come nel caso dell’iniziativa “Puertas al cambio” e del “Programa Acol”, che nel 2019 ha aiutato molti a trovare un impiego e a ottenere i documenti necessari al rilascio del permesso di soggiorno. Un’altra interessante iniziativa riguarda la creazione di un ostello dell’economia circolare, in cui si può soggiornare e fare turismo responsabile aderendo alle visite guidate e ai programmi formativi offerti dall’organizzazione.

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Con l’esplodere della pandemia, molte attività sono state ridimensionate e il settore delle vendite ha subito una forte diminuzione a causa della chiusura degli shops ma Solidança è comunque riuscita a reagire con un ripensamento dell’organizzazione del lavoro e dell’intera catena del riuso. “Abbiamo dovuto ricostruire da capo molti dei nostri schemi di produzione: sono stati mesi di sopravvivenza, trasformazione e reinvenzione di molte delle metodologie di lavoro che avevamo in precedenza. Abbiamo messo in sicurezza gli ambienti e abbiamo iniziato un graduale processo di digitalizzazione di tutti gli aspetti della nostra attività”, prosegue Gimeno.

“La nostra azione mira alla tutela dell’ambiente come obiettivo e come strumento per creare lavoro riservato a persone in situazioni di vulnerabilità sociale, il settore del riuso rappresenta per loro un’incredibile opportunità e per questo motivo pensiamo che sia importante proteggerlo con maggiori incentivi all’ecodesign, al riciclo dei materiali e alla raccolta. Il rifiuto se ben gestito non rappresenta un problema ma una risorsa”.

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