mercoledì, Ottobre 28, 2020
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econimia circolare

IL “RI-CICLO” DEL LOMBRICO

Un lombricoltore lungimirante si lancia in un progetto di riuso creativo alla portata di tutti per la produzione di compost. Ed è così che...

DALLO SCARTO ALLA NUOVA VITA: REVÌ E IL DESIGN PER TUTTI

Recupero, restyling e nuova identità.Quando il design restituisce dignità e vita nuova a mobili e oggetti scartati Sinossi Revì è una start up che recupera e...

CARTIERA PIRINOLI, LA CARTA RINASCE IN 60 SECONDI

Un viaggio dove la carta rinasce in appena sessanta secondi. La storia di una cartiera, nata 146 anni fa, che nel 2015 aveva spento...

Latest news

Prevenire è meglio che smaltire, il caso dell’edilizia italiana

Ora che le nostre abitazioni sono tornate a essere scuola, palestra e rifugio, il tema della sostenibilità del settore edilizio diventa ancora più cruciale. Mentre si attende il decreto end of waste specifico, bisogna rafforzare la riduzione a monte dei rifiuti

Per la circolarità ci vogliono le norme ISO e UNI

Inizia la nostra collaborazione con un altro importante partner: l'Ente italiano di Normazione UNI, che ci aiuta a definire i riferimenti normativi di più alto livello per l’economia circolare. Su EconomiCircolare.com UNI racconterà le numerose norme tecniche pubblicate e le prassi di riferimento per i diversi settori, la cui applicazione aiuta le organizzazioni a essere concretamente circolari

Cassa Depositi e Prestiti: un anno da 2,7 miliardi per l’economia circolare

L’iniziativa ha l'obiettivo di finanziare progetti di economia circolare con un investimento di 10 miliardi di euro in 5 anni. Nel primo anno di attività il programma ha sostenuto diversi progetti innovativi ideati da startup e aziende europee

Recovery fund, l’appello di 100 imprese per la svolta green: “Si adottino misure credibili”

Cento imprese italiane hanno firmato un appello per richiedere misure credibili e più efficaci per la transizione ecologica

Gestione circolare dei rifiuti? Per Roma è ancora utopia

Un incontro promosso dal movimento Legge rifiuti zero ha messo insieme associazioni, amministratori locali e imprese. Tutti d'accordo su un principio: alla Capitale serve un piano industriale autosufficiente, sostenibile e decentrato
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