“Tieni gli occhi sulla partita”: il greenwashing di TotalEnergies alla Coppa d’Africa

Un video satirico di Greenpeace Africa, Magamba Tv e Kick Polluters Out prende di mira la sponsorizzazione di TotalEnergies alla Coppa d’Africa. Gli attivisti denunciano il greenwashing del gruppo francese tra progetti fossili, controversie giudiziarie e accuse di violazioni dei diritti umani

Enrica Muraglie
Enrica Muraglie
Giornalista indipendente, ha scritto per il manifesto, Altreconomia, L'Espresso. Fa parte della rete FADA.

“Non preoccuparti di quello che facciamo qui, tieni gli occhi sulla partita”: si chiude così il video satirico di Greenpeace Africa, Magamba Tv e della rete Kick Polluters Out, un attacco lanciato alla vigilia della Coppa d’Africa (Africa Cup of Nations, AFCON), lo scorso dicembre, contro la sponsorizzazione di TotalEnergies, accusata di essere un’operazione di greenwashing studiata per ripulire l’immagine del colosso francese, da anni al centro di denunce su ambiente e diritti umani.

Il video di beffa ha visto la partecipazione del comico britannico Jolyon Rubinstein e del comico zimbabwese Munashe Chirisa: è una critica a quello che viene descritto come il modello di business neocoloniale di TotalEnergies, l’umorismo come chiave per mettere in luce il divario tra l’immagine pubblica dell’azienda e l’impatto reale delle sue attività sulle comunità africane. 

Per Rubinstein è incredibile che mentre la scienza è chiarissima sulla deriva dell’Africa verso una catastrofe climatica, “un gigante neocoloniale dei combustibili fossili possa riciclare la propria immagine attraverso uno dei tornei di calcio più amati al mondo”.

Sul suo sito internet, il gruppo energetico e delle fonti fossili dichiara di essere presente in 130 Paesi ponendo “lo sviluppo sostenibile, in tutte le sue dimensioni, al centro dei suoi progetti e operazioni per contribuire al benessere delle popolazioni”. Tradotto: “il greenwashing è la loro tattica preferita e questo finto passaggio alle energie rinnovabili è solo un’altra trovata pubblicitaria”, ha affermato Trust, attivista di Kick Polluters Out. 

greenwashing energia

Nota come “Total” fino al cambio nome nel maggio 2021, presentato come un segnale di impegno verso le energie rinnovabili, la multinazionale francese aveva dichiarato di voler raggiungere l’obiettivo di zero emissioni nette entro il 2050. Una narrazione recentemente smontata anche sul piano giudiziario.

Le denunce contro Total Energies hanno messo in discussione gli sforzi dell’azienda di associarsi alla cultura e al calcio africani mentre continua a espandere i propri progetti legati ai combustibili fossili con iniziative di estrazione in Tanzania, Uganda, ma anche Iraq e Danimarca, causando lo sfollamento delle comunità, gravi violazioni dei diritti umani e disastri ambientali.

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Il caso EACOP 

Tra questi progetti figura il controverso oleodotto dell’Africa orientale (EACOP, East African Crude Oil Pipeline) per il trasporto del petrolio estratto dai giacimenti ugandesi dell’area del lago Albert fino al porto di Tanga, in Tanzania. Le organizzazioni ecologiste hanno sollevato pesanti dubbi sulle conseguenze ambientali e sociali dell’opera che entrerà in funzione nei prossimi mesi, per l’attraversamento di aree sensibili e per il potenziale impatto su biodiversità e comunità locali. Un progetto da cui il gruppo italiano SACE si è tirato indietro a seguito delle pressioni della campagna “StopEACOP”.

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Il caso del Mozambico

A novembre scorso l’European Center for Constitutional and Human Rights (ECCHR), ong per la difesa dei diritti umani, ha presentato una denuncia contro TotalEnergies alla Procura antiterrorismo francese. L’azienda è accusata di aver finanziato la Joint Task Force, il reparto delle forze armate mozambicane responsabile dell’arresto, della tortura e dell’uccisione di decine di civili tra luglio e settembre 2021 nel sito di estrazione del gas Mozambique LNG.

Durante la primavera di quell’anno l’Isis attaccò la città di Palma: nel corso degli scontri molte persone tentarono di trovare rifugio proprio nel cantiere di TotalEnergies. Non tutti i civili furono accolti, secondo alcune testimonianze: molti furono accusati di simpatizzare con i jihadisti e il governo mozambicano intervenne con una dura repressione. TotalEnergies, che per l’ECCHR sarebbe complice di crimini di guerra, tortura e sparizione forzata, respinge ogni accusa.

È in questo quadro, e mentre l’Africa affronta inondazioni, siccità e ondate di calore sempre più gravi che “i nostri profitti sono una priorità rispetto al vostro futuro”, come recitano nel video i finti esponenti della multinazionale fossile francese. 

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