ESMA alza l’asticella contro il greenwashing nella comunicazione ESG

È stata pubblicata una nuova nota ESMA per contrastare il greenwashing nelle strategie ESG, con un focus mirato su integrazione ed esclusioni. Quattro i principi guida: accuratezza, accessibilità, supporto e aggiornamento, per rafforzare trasparenza e fiducia nella finanza sostenibile

Enrica Muraglie
Enrica Muraglie
Giornalista indipendente, ha scritto per il manifesto, Altreconomia, L'Espresso. Fa parte della rete FADA.

Le informazioni sulla sostenibilità contano sempre di più nelle scelte degli investitori: proprio questa centralità rende le affermazioni ESG (Environmental, Social and Governance) un terreno scivoloso, dove il rischio di greenwashing è concreto. 

Secondo una recente ricerca pubblicata dal Journal of Risk and Financial Management, le aziende che fanno dichiarazioni ESG ottimistiche – in alcuni casi non completamente supportate dai dati – possono apparire più stabili e meno rischiose nel breve periodo, ma questa percezione tende a svanire quando emerge la discrepanza tra le affermazioni e la performance reale sul fronte della sostenibilità.

In altre parole, il “parlare sostenibile” non sempre corrisponde al “fare sostenibile”, e quando questo accade il beneficio percepito dall’investitore può essere temporaneo o illusorio, definito dagli studiosi come una sorta di “false stability” basata su affermazioni ESG gonfiate.

È proprio per contrastare questi rischi che l’Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati (ESMA) ha pubblicato una nuova nota tematica rivolta ai gestori di fondi, agli emittenti, agli amministratori di benchmark e ai fornitori di servizi di investimento. L’obiettivo è chiaro: rafforzare la qualità e l’affidabilità delle informazioni sulla sostenibilità per proteggere gli investitori e preservare la credibilità della finanza sostenibile.

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Il rischio di greenwashing nei mercati ESG

Secondo ESMA, le affermazioni sulla sostenibilità accompagnano ormai l’intero ciclo degli investimenti e non possono essere considerate un semplice elemento di marketing. Devono invece essere coerenti e verificabili in tutte le fasi del processo decisionale. Tuttavia, termini ampi e mancanza di trasparenza aumentano il rischio di interpretazioni errate o di comunicazioni parziali, anche in assenza di intento ingannevole.

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La ricerca “Falsa stabilità? Come il greenwashing influenza il rischio aziendale nel breve e nel lungo termine”, citata sopra, evidenzia come proprio queste discrepanze tra dichiarazioni sostenibili e realtà operative possano temporaneamente indurre gli investitori a percepire maggiore stabilità finanziaria, creando una falsa impressione di solidità ESG prima che emergano i reali risultati. Questo fenomeno non riguarda solo l’interpretazione dei dati, ma riflette la necessità di una maggiore trasparenza, più rigorosa e comparabile, delle informazioni ESG per evitare effetti distorti sul mercato.

Principi guida per una comunicazione ESG affidabile

Per ridurre il rischio di greenwashing, ESMA basa la comunicazione sostenibile su quattro principi fondamentali:

  1. Accuratezza: le affermazioni devono riflettere in modo fedele la sostenibilità effettiva di un prodotto o di un’organizzazione.
  2. Accessibilità: le informazioni devono essere facilmente comprensibili e disponibili agli investitori.
  3. Supporto: le dichiarazioni devono essere basate su dati, metodologie e fonti affidabili.
  4. Aggiornamento: le comunicazioni devono riflettere evoluzioni e aggiornamenti.

Questi criteri aiutano a prevenire esagerazioni, omissioni selettive o formulazioni vaghe, evitando che la sostenibilità si riduca a un semplice slogan di marketing.

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Integrazione ed esclusione ESG

La nota ESMA si concentra in particolare su due categorie di strategie di frequente citate nei materiali di marketing:

  • Integrazione ESG, che implica l’uso di criteri sostenibili nella selezione e ponderazione degli investimenti.
  • Esclusioni ESG, che prevedono l’eliminazione di determinati titoli o settori in base a criteri ESG.

ESMA osserva che queste strategie possono assumere significati molto diversi a seconda dei casi, e che spesso le differenze non vengono adeguatamente spiegate, con il rischio che prodotti con livelli di ambizione diversi vengano percepiti come equivalenti.

Business Circularity e ESG

Anche se due strumenti finanziari dichiarano di adottare criteri ESG, l’impatto sul portafoglio può essere molto diverso a seconda di come vengono effettivamente integrati o applicati tali criteri. Questo può portare a una percezione distorta del profilo di sostenibilità dell’investimento.

Indicazioni operative 

Per mitigare il rischio di greenwashing, ESMA propone alcune indicazioni pratiche:

  • Spiegare in termini chiari cosa si intende per integrazione ESG e se essa sia vincolante o discrezionale.
  • Descrivere a quale livello del processo di investimento viene applicata l’integrazione ESG (ad esempio selezione titoli, ponderazione del portafoglio).
  • Specificare i criteri e le soglie utilizzate nelle strategie di esclusione, nonché la loro effettiva rilevanza sul portafoglio.
  • Illustrare l’approccio alla materialità adottato e le differenze tra settori attivi.

Queste indicazioni aiutano a garantire trasparenza, coerenza e comparabilità nelle comunicazioni ESG.

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Perché la trasparenza conta davvero

In un contesto in cui la finanza è chiamata a sostenere la transizione ecologica, la qualità delle affermazioni ESG non è solo una questione di informazione: è un elemento chiave per la tutela degli investitori, la stabilità dei mercati e la credibilità della finanza sostenibile.

La combinazione tra evidenze empiriche – come l’effetto di una “false stability” nei mercati – e le nuove aspettative regolatorie di ESMA mostra quanto sia cruciale colmare il divario tra comunicazione e realtà operativa nei prodotti sostenibili. 

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