Compost e il digestato fanno bene al clima e vanno valorizzati per il loro impatto positivo sulla decarbonizzazione. Lo scrivono alla Commissione European Compost Network (ECN), European Biogas Association (EBA) e European Waste Management Association (FEAD). Tre associazioni che raccolgono soggetti parzialmente diversi pur avendo tutti a che far coi rifiuti organici, e che chiedono alla Commissione europea di riconoscere l’importanza dell’uso di ammendanti organici e fertilizzanti organici (compost e digestato) come pratica agricola amica del clima e da includere per questo nelle metodologie di certificazione per il carbon farming.
“Se applicati regolarmente al suolo, il compost e il digestato possono apportare benefici fondamentali per l’ambiente e il clima – scrivono in un comunicato stampa congiunto -. Contribuiscono a migliorare la salute del suolo, consentendo al contempo il sequestro del carbonio quindi alla mitigazione dei cambiamenti climatici. È allora di fondamentale importanza garantire che l’uso di compost e digestato sui terreni agricoli possa essere efficacemente certificato secondo le metodologie di certificazione per la carbon farming”.
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Carbon Removals and Carbon Farming (CRCF) Regulation
Facciamo un passo indietro. Nel novembre 2022 la Commissione ha presentato una bozza di regolamento “che istituisce un quadro di certificazione dell’Unione per gli assorbimenti permanenti di carbonio, il carbon farming e lo stoccaggio del carbonio nei prodotti”: il cosiddetto Regolamento Carbon Removals and Carbon Farming (CRCF) (EU/2024/3012), adottato dopo accordi con Parlamento e Consiglio il 27 novembre 2024 ed entrato in vigore alla fine del 2024.
“La rimozione del carbonio e l’agricoltura a basse emissioni di carbonio svolgono un ruolo centrale nel raggiungimento della neutralità climatica dell’UE, grazie all’estrazione di CO₂ dall’atmosfera e al suo stoccaggio in modo sicuro e duraturo”, spiega la Commissione.
Cosa sono la rimozione del carbonio e il carbon farming
Vediamo meglio di cosa si tratta. Per “rimozione del carbonio” si intendono quei “processi innovativi che catturano l’anidride carbonica (CO2) dall’atmosfera e la immagazzinano in modo duraturo in serbatoi geologici, terrestri o marini, oppure in prodotti a lunga durata”. Mentre quando si parla di carbon farming si intende un’agricoltura a basse emissioni di carbonio, “pratiche rispettose del clima adottate da agricoltori e silvicoltori per potenziare il sequestro del carbonio – cioè il processo naturale di cattura e stoccaggio delle emissioni di CO₂ – nelle foreste e nei suoli, nonché per ridurre le emissioni di gas serra provenienti dai suoli”.
Questo tipo di iniziative, aggiunge la Commissione, “contribuiscono a decarbonizzare l’economia dell’UE, a sostituire i materiali fossili con alternative bio-based coltivate nell’UE e a rafforzare la resilienza delle catene di approvvigionamento bio-based dell’UE”. Sono inoltre parte, va avanti l’esecutivo UE, “a una strategia più ampia volta a rafforzare la competitività, migliorare la sicurezza geopolitica e raggiungere l’indipendenza in termini di risorse”.
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Un quadro per la certificazione
Proprio per valorizzare queste attività (e metterle al riparo dal rischio del greenwashing), il regolamento CRCF istituisce il primo quadro europeo volontario di certificazione per le rimozioni di carbonio, il carbon farming e lo stoccaggio di CO₂ nei prodotti, con criteri comuni per misurare, monitorare e verificare le attività che catturano CO₂. “Il regolamento CRCF mira ad armonizzare la verifica delle pratiche sostenibili in tutta Europa e a rafforzare la trasparenza e la responsabilità nell’ambito degli sforzi di riduzione delle emissioni di carbonio”.
I dettegli relativi alle certificazioni sono affidati dal regolamento a norme non legislative (atti delegati e di esecuzione). Motivo per cui nel novembre 2025 la Commissione ha adottato il regolamento di esecuzione (UE) 2025/2358 che stabilisce norme tecniche relative ai sistemi di certificazione, agli organismi di certificazione e agli audit, al fine di armonizzare e semplificare i processi di certificazione, rendendoli al contempo economicamente efficienti ma anche solidi.

La consultazione pubblica
Per supportare l’implementazione della certificazione e per rispondere ai criteri della Better regulation che prevede il coinvolgimento dei portatori di interesse, la Commissione ha avviato all’inizio di quest’anno una consultazione tecnica sulle metodologie di certificazione con esperti e stakeholder, aperta agli operatori e ai cittadini. La consultazione – parte dell’implementazione tecnica del regolamento CRCF – si è chiusa il 19 febbraio ed è servita a raccogliere osservazioni sulle proposte della Commissione che definiranno i criteri dettagliati per la certificazione delle pratiche di carbon farming in tutta l’UE.
European Compost Network (ECN), European Biogas Association (EBA) e European Waste Management Association (FEAD) hanno inviato le proprie osservazioni proprio “per facilitare l’applicazione di tali metodologie di certificazione al compost e al digestato nei rispettivi documenti di posizione”.
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