L’estate è da sempre sinonimo di relax, vacanze e, per diversi di noi, di una pila di letture che ci tengono compagnia sotto l’ombrellone o mentre ci godiamo qualche panorama in montagna. Ma chi ha detto che debbano essere solo romanzi? Il mondo del fumetto, con la sua capacità di unire l’immediatezza visiva alla profondità narrativa, si è rivelato uno strumento molto efficace per raccontare le emergenze globali odierne.
Sono diversi, infatti, i casi in cui le graphic novel, già da diversi decenni, hanno iniziato ad affrontare temi complessi come la sostenibilità, il cambiamento climatico e l’economia circolare. Grazie alla loro capacità di trasformare argomenti tecnici in storie avvincenti, riescono a raggiungere un pubblico vasto e diversificato: da quello semplicemente appassionato al mondo del fumetto a quello attento ai temi green, con letture adatte agli adulti e ai bambini. Diventando così preziose occasioni di riflessione.
Abbiamo quindi selezionato una serie di titoli perfetti per accompagnare la vostra estate, alcuni più recenti, altri storici ma solitamente ancora rintracciabili in biblioteche o presso negozi specializzati.
Nathan Never e la fantascienza come strumento di policy making ambientale
L’universo di Nathan Never, creato per la Sergio Bonelli Editore, rappresenta da oltre trent’anni uno degli esempi più longevi di fantascienza italiana che indaga le conseguenze delle azioni umane sull’ecosistema. L’ambientazione futuristica della serie, segnata da catastrofi ecologiche e da una società che ne paga il prezzo, funge da monito per il presente. Questa vocazione è stata istituzionalizzata attraverso due collaborazioni dirette con l’allora Ministero della Transizione Ecologica (oggi MASE). La prima è stata l’albo speciale “Per un futuro migliore”, uscito a luglio 2021.
A questa ha fatto seguito, a inizio 2022, il volume “Uniti per il pianeta”, un’operazione ancora più ambiziosa che ha visto Nathan Never collaborare con altri due personaggi della scuderia Bonelli: Martin Mystère e Mister No. A dimostrazione di come l’uso di un personaggio radicato nell’immaginario collettivo possa amplificare la portata del messaggio, raggiungendo fasce di pubblico che potrebbero essere meno ricettive alla saggistica tradizionale o ai report scientifici.

A rendere ancora più coerente l’impegno dell’editore è la scelta, attuata già dal 2013, di stampare tutte le proprie testate su carta certificata PEFC (Programme for the Endorsement of Forest Certification). Questa certificazione garantisce che la materia prima legnosa provenga da foreste gestite in maniera sostenibile, chiudendo il cerchio tra i contenuti della serie e l’impatto ambientale del prodotto fisico.
Topolino e l’ecologia per tutti: una tradizione di consapevolezza
Non si può parlare di fumetto e cultura di massa in Italia senza menzionare Topolino. Il settimanale edito da Panini Comics (e prima ancora da Mondadori e Disney Italia) ha rappresentato per intere generazioni il primo contatto con il mondo della lettura e delle storie. Proprio per la sua enorme diffusione e il suo pubblico trasversale, Topolino ha da sempre veicolato, spesso in modo implicito ma costante, messaggi legati al rispetto per l’ambiente, a partire dalle avventure delle Giovani Marmotte che, con il loro infallibile Manuale e il profondo legame con la natura, sono un esempio perfetto di educazione ambientale ante litteram.
Nel 1978, la trama di “Zio Paperone e il ricatto meteorologico” ruota attorno alle disastrose conseguenze di una grave siccità che colpisce Paperopoli. Per salvare i suoi affari, Zio Paperone si rivolge ad Archimede Pitagorico per creare una sostanza da immettere nelle nuvole per provocare la pioggia a comando. Tuttavia, la situazione sfugge di mano quando Rockerduck (con l’aiuto della Banda Bassotti) prende il controllo delle piogge, ricattando l’intera città e lo stesso magnate. Un’efficace allegoria della manipolazione ambientale per profitto.
“Topolino e il mondo che verrà“, pubblicato nel 2008, racconta la presunzione umana di poter “migliorare” il pianeta attraverso la tecnologia con il progetto “Il mondo che verrà”: un’iniziativa nata con l’intento apparentemente nobile di modificare la superficie terrestre tramite giganteschi titani di ferro per renderla più adatta all’umanità. La vera morale della storia emerge nel finale, quando il re d’Inusitania, uno degli ideatori originali del progetto, decide di abbandonarlo per sempre: “Perché anche se costruiamo giganti per dimostrare che non siamo piccoli, di questo mondo noi siamo solo ospiti tra i tanti e non i padroni!”
Come non citare, infine, “Zio Paperone e l’oro trasmigrante” (2024), in cui Qui, Quo e Qua insegnano a un riluttante Paperone che la vera ricchezza di un territorio non è l’oro, ma il suo inestimabile patrimonio di biodiversità.

Con Comics&Science la divulgazione scientifica diventa avventura
La collana Comics&Science, pubblicata da CNR Edizioni, è nata nel 2012 come sezione della programmazione culturale del festival Lucca Comics&Games con l’obiettivo di promuovere il rapporto tra scienza e intrattenimento. Come? Affidando a grandi autori del fumetto italiano il compito di tradurre in storie a vignette argomenti scientifici complessi. Numerose sono state le firme di primissimo piano coinvolte, come Leo Ortolani, che ha inaugurato la serie con il suo “Misterius – Speciale Scienza” (2013); Zerocalcare, che con “The Light Issue – Educazione Subatomica” (2018) esplora il mondo della fisica delle particelle, i fotoni e gli elettroni; e Silver, universalmente noto per il personaggio di Lupo Alberto che è proprio il protagonista del volume “Materia Oscura” (2016), dedicato alle bufale, alle fake news e alla disinformazione scientifica.

La collana, oltre ai temi prettamente scientifici, si è distinta per la capacità di affrontare direttamente anche le questioni legate all’economia circolare e al cambiamento climatico. Ne è un esempio perfetto il volume “The RAEE Issue” (2024), a cura di Diego Cajelli e Andrea Scoppetta, dedicato all’economia circolare dei Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche, che utilizza una metafora fantascientifica per spiegare l’importanza del riciclo e del recupero di materie prime seconde. Vi è poi “The Climate Change Issue – Colpo di calore” (2024), scritta da Giovanni Eccher e disegnata da Giuseppe Palumbo, i cui protagonisti sono Diabolik ed Eva Kant alle prese con la crisi climatica.
Swamp Thing: la coscienza ecologica e i limiti del rapporto tra uomo e natura
Creato originariamente nel 1971 da Len Wein e Bernie Wrightson e pubblicato da DC Comics come una classica figura del fumetto horror, Swamp Thing ha trovato la sua vera essenza con il rilancio avvenuto negli anni ‘80 ad opera di Alan Moore.
Nella sua versione originale, Swamp Thing è lo scienziato Alec Holland che, mentre lavora a una formula bio-rigenerante in un laboratorio isolato nelle paludi, viene ucciso in un’esplosione. Il suo corpo, intriso della formula chimica, cade in acqua e si fonde con la vegetazione della palude, dando vita a una creatura mostruosa e senziente che conserva i ricordi e la coscienza di Holland.
Alan Moore rivoluziona completamente questa premessa, svelando che Swamp Thing non è Alec Holland ma è in realtà la coscienza stessa del Regno Vegetale (chiamato “il Verde”), che, grazie alla formula bio-ristoratrice, è riuscita a manifestarsi creando l’incarnazione consapevole e senziente di tutta la vita vegetale e della sua importanza per la sopravvivenza del pianeta. Questa trasformazione permise a Moore di dare pieno sfogo alla propria visione ecologica, trattando, nel corso del tempo, tematiche di grande rilevanza ambientale, sociale e politica.
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Il grande squilibrio: un’analisi documentaria contro la crescita infinita
“Il grande squilibrio. L’emergenza climatica raccontata a fumetti” è una graphic novel edita da BeccoGiallo che affronta la crisi climatica attraverso una narrazione originale e collettiva. Frutto della collaborazione tra il Controsservatorio Val Susa, gli sceneggiatori Claudia Ceretto e Max Gavagna, il fisico Angelo Tartaglia e lo studio di architettura Tamassociati (Marta Gerardi e Raul Pantaleo), l’opera – che si avvale della prefazione del noto climatologo Luca Mercalli – descrive l’emergenza climatica, mettendo in discussione l’illusione di una crescita infinita e il mito di un aumento inarrestabile dei consumi.

La trama si sviluppa in un Olimpo contemporaneo, dove le divinità che incarnano le forze della natura si trovano a fronteggiare un ritmo di lavoro insostenibile a causa dello squilibrio climatico terrestre. Preoccupate per il loro stesso destino, legato indissolubilmente a quello della Terra e degli esseri umani, le divinità cercano di comprendere le cause di questa crisi. Per farlo, interpellano sia le “divinità moderne”, che raccolgono dati sulle priorità della società contemporanea, sia due giovani terrestri. Questa impostazione narrativa permette di scoprire le complesse cause della crisi climatica nel tentativo di rendere accessibile un tema così importante. Come sottolinea Mercalli nella prefazione: “Chissà se riuscirà un fumetto laddove hanno fallito grafici e tabelle… speriamo!
Mobile Suit Gundam: The Origin e le conseguenze dello sfruttamento planetario
L’universo di Gundam, pur essendo celebre per i suoi combattimenti tra robot giganti, affonda le sue radici narrative in un presupposto fortemente ecologista. Come raccontato da Yoshikazu Yasuhiko in “Mobile Suit Gundam: The Origin” (pubblicato in Italia da Star Comics), il conflitto tra la Terra e le colonie spaziali è la conseguenza diretta di una crisi ambientale senza precedenti.

L’umanità è stata costretta a migrare nello spazio a causa della sovrappopolazione, del collasso degli ecosistemi terrestri e della carenza energetica. Questo esodo forzato ha creato una nuova gerarchia sociale e politica che funge da catalizzatore per la guerra. La saga di Gundam ci ricorda come le crisi ecologiche siano quasi sempre il preludio a tensioni sociali, migrazioni di massa e conflitti militari. Un futuro distopico che serve da avvertimento per il nostro presente.
Allerta meteo! e la formazione delle nuove generazioni sul clima
Spiegare i fenomeni meteorologici e il cambiamento climatico ai più giovani può essere una sfida ma “Allerta meteo! La scienza a fumetti”, scritto da Valentina Cambi e Fausto Chiodoni con i disegni di Martina Naldi (edito da White Star), la vince con successo.

Il volume adotta un approccio narrativo, seguendo un gruppo di giovani amici – gli “Amici per la Terra” – durante un campeggio al lago, per introdurre in modo organico e divertente concetti scientifici complessi. Attraverso le loro avventure, i lettori possono scoprire cosa sono l’alta e la bassa pressione, come si formano i temporali e quali sono gli effetti tangibili del riscaldamento globale e del cambiamento climatico sulla vita di tutti i giorni. Investire nella formazione scientifica delle nuove generazioni è fondamentale per costruire una società più resiliente e consapevole.
Ricky Riciclo e i consorzi di filiera: l’economia circolare spiegata con ironia
La campagna a fumetti che vede protagonista Ricky Riciclo è un esempio perfetto di come comunicare l’economia circolare in modo diretto ed efficace. Nato dalla collaborazione tra i principali consorzi di filiera per il recupero degli imballaggi — CIAL per l’alluminio, COREPLA per la plastica e RICREA per l’acciaio — e COMICON Italia, il progetto affronta il problema del littering, ovvero l’abbandono di rifiuti nell’ambiente.

Il personaggio, ideato dalla matita di Massimo Giacon, utilizza un linguaggio ironico e immediato per educare i cittadini al corretto conferimento dei rifiuti. L’obiettivo è trasformare la percezione del rifiuto, che da problema diventa una risorsa, materia prima seconda pronta per nuovi cicli produttivi. Pur non trattandosi di un vero e proprio fumetto, abbiamo deciso di segnalarlo per evidenziare quanto questo linguaggio stia prendendo piede per comunicare con immediatezza e divertimento argomenti di fondamentale importanza.
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