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mercoledì, Aprile 17, 2024

Combattere lo spreco alimentare si può, anche tramite le app

Oggi si celebra la Giornata Nazionale di Prevenzione dello Spreco Alimentare. Ecco come anche la tecnologia ci assiste

Valeria Morelli
Valeria Morelli
Content Manager e storyteller 2.0. Fa parte del network di Eco Connection Media. Si occupa di strategie di comunicazione web, gestione social, consulenza 2.0 e redazione news e testi SEO. Per Green Factor, all’interno dell’ufficio stampa, si occupa delle relazioni istituzionali.

Il 5 febbraio si celebra la Giornata Nazionale di Prevenzione dello Spreco Alimentare con l’obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza di non sprecare cibo per il benessere del Pianeta e dell’umanità. I numeri, su quello che possiamo definire un vero ed incomprensibile sperpero di risorse sotto ogni punto di vista, sono infatti allarmanti.

Secondo i dati della FAO ogni anno si perde o si spreca ben un terzo del cibo prodotto nel Pianeta, a cui si correlano una dilapidazione di risorse fondamentali a partire dall’acqua e l’energia, ma anche il consumo di suolo e infine… i problemi correlati a quanto finisce nella

spazzatura e magari nemmeno nella raccolta dell’organico. Tutto questo incide anche in termini di emissioni climalteranti, sempre in base alle informazioni dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura, il 6% delle emissioni di gas serra globali sono legate allo scarto alimentare.

In Europa a essere buttate o perse sono oltre 153 milioni di tonnellate l’anno di cibo e questo ci costa 143 miliardi di euro!

Per far capire bene la portata di tale impatto in termini di emissioni climalteranti, bisogna ricordare come il Global Footprint Network sottolinei che se dimezzassimo gli sprechi alimentari a livello globale, l’Overshoot Day avanzerebbe di ben 13 giorni.

Dal primo grande appello della FAO del 2011, con il quale l’organizzazione ha voluto mettere sotto i riflettori la portata di questa problematica, molto si è fatto ma siamo ancora lontani dall’adozione di alcune misure che possano essere considerate risolutive.

Ricordiamo poi che il dimezzamento degli sprechi alimentari rientra anche negli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile 2030, dove si parla espressamente di tagliare lo spreco alimentare globale pro capite a livello di vendita al dettaglio e di consumo e di ridurre le perdite alimentari lungo le catene di produzione e di approvvigionamento.

Leggi anche: Buon cibo? Non solo Masterchef! Cosa ci insegna la giornata mondiale dell’alimentazione

Spreco alimentare e fame nel mondo

Oltre al peso ambientale degli sprechi, vi sono i risvolti etici e sociali. I dati del rapporto “Lo stato della sicurezza alimentare e della nutrizione nel mondo (SOFI) 2022- frutto del lavoro congiunto di dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura (FAO), del Fondo internazionale per lo sviluppo agricolo (IFAD), del Fondo delle Nazioni Unite per l’infanzia (UNICEF), del Programma alimentare mondiale dell’ONU (WFP) e dall’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) – hanno rilevato come il numero delle persone che soffrono la fame a livello mondiale sia salito a ben 828 milioni nel 2021, ossia circa 46 milioni in più dal 2020 e 150 milioni in più dallo scoppio della pandemia di COVID-19, segnando così un dato incontrovertibile: il mondo si sta allontanando dall’obiettivo prefissato di sconfiggere, entro il 2030, fame, insicurezza alimentare e malnutrizione in tutte le sue forme. Tra i dati raccolti dallo studio emerge, inoltre, come il divario di genere nell’insicurezza alimentare sia cresciuto ancora nel 2021. In tutto il mondo, il 31,9% delle donne ha sofferto di insicurezza alimentare moderata o grave, rispetto al 27,6 % degli uomini: passando dai 3 punti percentuali del 2020 a quattro.

Inflazione e ripercussioni economiche hanno ridotto anche il numero di persone che possono permettersi una dieta sana, con un peggioramento della situazione per 112 milioni di individui nel 2020 rispetto al 2019.

Ridurre gli sprechi e allocare diversamente le risorse alimentari vuol dire quindi anche combattere la fame e la malnutrizione a livello globale.

La tecnologia contro lo spreco alimentare

Ciò che va tenuto presente è che ciascuno di noi contro lo spreco di cibo può fare veramente molto per migliorare le cose riducendo la quantità di alimenti che troppo spesso, ancora oggi, finiscono nella pattumiera e impegnandosi a fare una spesa alimentare consapevole che abbia come obiettivo il “niente spreco”. Se infatti ognuno di noi quotidianamente facesse la propria parte le cose potrebbero cambiare.

Ad aiutarci in questa battaglia è arrivata anche la tecnologia, sono numerose le app per smartphone che possono guidarci nel ridurre lo spreco di cibo nella nostra casa e non solo. Sempre più di moda sono anche le applicazioni che consentono di acquistare le eccedenze di cibo di panifici, pizzerie, ristoranti, supermarket e in generale di tutti quei negozi che vendono alimenti velocemente deperibili. Qui il vantaggio è triplo: chi offre prodotti, anche se ad un prezzo inferiore, riesce comunque ad aumentare le vendite ed evitare lo spreco; chi acquista può avere prodotti di qualità ad un prezzo molto vantaggioso; il Pianeta risparmia risorse.

Ma quali sono le app salva cibo? Andiamo alla scoperta di alcune di loro.

Leggi anche: Carne, insetti e vegetali. Esiste il cibo che salva il Pianeta?

Lo Sprecometro

È stato lanciato in occasione della decima Giornata Nazionale di Prevenzione dello spreco alimentare, lo Sprecometro è una nuova app dell’Osservatorio Internazionale Waste Watcher, sviluppata con l’Università di Bologna e Last Minute Market.  Ha l’obiettivo di generare consapevolezza e conoscenze utili a indirizzare le scelte individuali in merito all’uso sostenibile delle risorse naturali, alla riduzione e prevenzione dello spreco alimentare e all’adozione di diete sane e sostenibili. Lo Sprecometro aiuta a capire quali e quanti alimenti gettiamo via senza pensarci troppo mostrandoci come questo nostro comportamento ha delle conseguenze in termini di  perdite economiche, dell’impronta carbonica (CO2 e km percorsi da un auto) e dell’impronta idrica (H2O e bottiglie di acqua da 0.5 l). Utilizzando la app è possibile fissare degli obiettivi anti spreco, verranno attribuiti punti per ogni variazione in diminuzione dello stesso e sarà possibile confrontarsi con gli altri utenti.

Una volta scoperto quanto sprechiamo quotidianamente diventa poi fondamentale capire come fare per ridurlo: da dove iniziare?

Bring, per pianificare la spesa

La prima regola anti spreco è quella di pianificare gli acquisti prima di andare a fare la spesa così da evitare, spinti dalla fame, di comprare ciò di cui non si ha bisogno o in quantità eccessive. Fare un’accurata lista, dopo aver pianificato un menù settimanale, consente di ridimensionare il carrello della spesa sia per quantità che per tipologia di cibi, limitando i prodotti a quelli che sono veramente necessari. Non serve però procurarsi un block notes e una penna vi basterà scaricare una delle tante app per la lista della spesa che sono disponibili sul web. Ad esempio “Bring!” consente non solo di organizzare e gestire la spesa alimentare giornaliera ma di condividerla anche con gli altri familiari o coinquilini.

Per non dimenticare le scadenze

Mai più Skaduto è il motto che ispira Memo Food Clip, una soluzione brevettata da H24Invent, invention factory veneta, che avverte dell’imminente scadenza del cibo che si trova in frigo o nella dispensa. Attraverso una clip con microchip, da applicare alle confezione degli alimenti, collegata all’apposita app sarete avvisati, tre giorni prima e 24 ore prima, che il cibo sta per scadere così che possiate utilizzarlo prima che finisca inesorabilmente nella pattumiera. Come funziona? Una volta scaricata l’app, basterà avvicinare la clip allo smartphone per associarla all’alimento, inserite i dati quali la data di scadenza del prodotto, quella di apertura della confezione ed eventualmente il prezzo. A questo punto la clip è pronta per l’utilizzo e basterà posizionarla sulla confezione.

Avete scoperto che nel frigo ci sono degli alimenti che stanno per scadere? Abbiamo la soluzione che fa per voi.

Svuota Frigo

Si tratta di un’applicazione molto intuitiva che suggerisce ricette inserendo gli ingredienti che si hanno a disposizione. Vi sono oltre 25.000 ricette tra le quali poter trovare la soluzione anti spreco che fa per voi. Avete ad esempio del latte che sta per scadere? Inserendo l’ingrediente nel motore di ricerca avrete oltre 9400 ricette tra le quali scegliere. Al latte volete aggiungere delle mele che stanno diventando troppo mature?  Avrete tantissimi suggerimenti per creare piatti appetitosi e dolci golosi.

Le magic box di To Good To Go

Se invece non avete tempo o voglia di cucinare non vi resta che scaricare la famosa app To Good to Go. Nata in Danimarca nel 2015 è arrivata in Italia nel 2019, la sua missione è quella di “garantire che il cibo venga consumato e non sprecato”. Si tratta di una piattaforma nella quale bar, ristoranti, pizzerie, ma anche negozi di alimentari e supermercati possono mettere sul mercato l’invenduto e gli utenti acquistarlo direttamente dall’esercente ad un terzo del valore di vendita. Oltre all’acquisto vantaggioso vi è anche il fascino del mistero perché chi acquista non sa preventivamente il contenuto della sua magic box. I pagamenti vengono effettuati tramite la app e a voi non resterà che andare a ritirare la box all’orario stabilito e svelare il mistero del suo contenuto.

Bestbefore

Si tratta di un e-commerce nel quale poter acquistare prodotti di alta qualità vicini alla scadenza, imperfetti o di fine stock che vengono resi disponibili con uno sconto minimo applicato del 20% fino ad un massimo del 70%. È direttamente la piattaforma che acquista gli alimenti “imperfetti” dai vari negozi e supermercati dando così ai prodotti una seconda possibilità perché come loro stessi affermano “meglio il pancino che il cestino”.

Babaco Market

Con Babaco Market potrete invece far arrivare a casa vostra frutta e verdura fuori dai soliti stereotipi di “bellezza”. Si tratta di prodotti con piccoli difetti di buccia, dalle forme insolite o con misure più piccole del solito che solitamente vengono scartati dai canali di distribuzione tradizionali e spesso destinati al macero.

Si tratta di prodotti sempre di stagione, provenienti da piccoli produttori e presidi slow food dove ciò che conta non è l’aspetto ma la bontà. Per averli direttamente a casa vostra basterà scegliere la frequenza di consegna e la tipologia di box.

Il loro servizio ora è disponibile solo in alcune regioni del centro nord – Lombardia, Emilia-Romagna, Piemonte, Veneto – ma l’obiettivo è quello di coprire tutto il territorio del Belpaese.

© Riproduzione riservata

 

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