domenica, Gennaio 25, 2026

L’abbattimento delle barriere architettoniche e dell’economia lineare viaggiano in parallelo

La prima domenica di ottobre si celebra la Giornata nazionale per l'abbattimento delle barriere architettoniche. Le barriere, infatti, non sono solo un gradino o una porta stretta: sono un simbolo potente del nostro vecchio modello economico lineare basato sul “produco-uso-getto”

Letizia Palmisano
Letizia Palmisanohttps://www.letiziapalmisano.it/
Giornalista ambientale 2.0, spazia dal giornalismo alla consulenza nella comunicazione social. Vincitrice nel 2018 ai Macchianera Internet Awards del Premio Speciale ENEL per l'impegno nella divulgazione dei temi legati all’economia circolare. Co-ideatrice, con Pressplay e Triboo-GreenStyle del premio Top Green Influencer. Co-fondatrice della FIMA, è nel comitato del Green Drop Award, premio collaterale della Mostra del cinema di Venezia. Moderatrice e speaker in molteplici eventi, svolge, inoltre, attività di formazione sulle materie legate al web 2.0 e sulla comunicazione ambientale.

C’è una data che dovremmo segnare in agenda non solo per il suo valore sociale, ma anche per la profonda connessione con i principi di un’economia – come quella circolare – che guarda al futuro: la prima domenica di ottobre. È la Giornata nazionale per l’abbattimento delle barriere architettoniche, un appuntamento promosso da diversi anni da FIABA ETS per sensibilizzare su un tema che, ad uno sguardo poco attento, potrebbe (a torto) sembrare di nicchia. Questo appuntamento, invece, ci parla di futuro, di innovazione e anche di circolarità. Perché un mondo – ed un’economia – che lascia indietro alcune persone non è solo ingiusto: è insostenibile. Le barriere, infatti, non sono solo un gradino o una porta stretta: sono un simbolo potente del nostro vecchio modello economico lineare basato sul “produco-uso-getto” dopodiché, se qualcosa o qualcuno non si adatta (a prescindere dalla propria volontà), resta semplicemente escluso. È ora di cambiare prospettiva e tutto ciò è possibile applicando i principi del design inclusivo e anche dell’economia circolare per creare un benessere davvero per tutti, come singoli e come collettività.

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Oltre il muro dell’indifferenza: le barriere sono un costo per la collettività

Quando pensiamo alle barriere architettoniche, l’immagine che salta alla mente è quasi sempre quella di una persona con disabilità motoria di fronte a una scalinata. Tuttavia la realtà è molto più ampia: una barriera è anche un marciapiede dissestato per un genitore con un passeggino, una segnaletica incomprensibile per un turista straniero, un’applicazione per smartphone non utilizzabile da un anziano o un imballaggio impossibile da aprire per chi ha una ridotta forza nelle mani. Come ha sottolineato più volte anche il Presidente della Repubblica, la persistenza di questi ostacoli “si traduce in una lesione della dignità di ogni persona”.

Queste barriere rappresentano inoltre un costo enorme, non solo umano ma anche economico: limitano l’accesso al lavoro, all’istruzione, alla cultura e al turismo, frenando il potenziale di intere fasce della popolazione. Sono il sintomo di una progettazione miope che non considera la diversità umana come una ricchezza, ma come un’eccezione da gestire. La vera sfida, come ci ricorda ogni anno il FIABADAY, non è solo adeguare l’esistente, ma attivare un “cambio culturale” radicale. Dobbiamo smettere di “rincorrere” l’emergenza ed iniziare a progettare pensando “per tutti” fin dall’inizio. È in questo ambito che l’economia circolare ci offre la cassetta degli attrezzi più innovativa.

Design for All: progettare per tutti è il cuore pulsante dell’economia circolare

L’economia circolare non è solo riciclo e riuso dei materiali. È un modo nuovo di pensare e progettare sistemi, prodotti e servizi. Il suo obiettivo è ambizioso: eliminare alla radice i concetti di rifiuto e inquinamento, mantenendo prodotti e materiali in uso il più a lungo possibile. In questa visione, il design inclusivo (o Universal Design) non è un optional, ma un pilastro fondamentale. Un prodotto o un servizio che non è accessibile a tutti, di fatto, è un prodotto “difettoso” che genera esclusione e, in ultima analisi, spreco di potenziale umano.

Pensiamoci: un’economia che si definisce “circolare” non può permettersi di escludere. La vera circolarità è quella che rigenera non solo i materiali, ma anche il tessuto sociale, garantendo a chiunque la possibilità di partecipare. Progettare in modo inclusivo significa creare ambienti e oggetti che siano utilizzabili dal maggior numero possibile di persone, senza bisogno di adattamenti speciali. Significa pensare a chi ha capacità motorie, sensoriali o cognitive diverse, ma anche a chi è semplicemente anziano, bambino o si trova in una condizione temporanea di difficoltà. È un approccio che sposa perfettamente la filosofia circolare: creare valore duraturo, resiliente e condiviso.

giornata barriere architettoniche
Foto: Canva

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Edilizia circolare: se una casa è facile da smontare, è anche facile da adattare

Uno degli esempi più concreti di questa sinergia è il principio del “progettare per disassemblare”(Design for Disassembly) applicato all’edilizia. Un edificio progettato per essere facilmente smontato a fine vita, in modo da recuperare ogni singolo materiale, è un capolavoro di economia circolare. Tuttavia c’è un ulteriore vantaggio: una costruzione modulare, con connessioni reversibili e componenti facilmente sostituibili è anche un edificio incredibilmente più facile da adattare alle esigenze di chi vive al suo interno.

Immaginiamo una casa le cui pareti interne possono essere spostate per allargare un corridoio, i cui impianti possono essere ispezionati e riparati senza demolire nulla o nella quale un bagno può essere riconfigurato con semplicità per installare ausili o dispositivi. Questa non è fantascienza: è edilizia circolare. La stessa logica che permette di recuperare una trave in legno o un pannello isolante è quella che consente di abbattere una barriera senza costi proibitivi. Progettare per il futuro del pianeta, riducendo i rifiuti da demolizione (che sono una fetta enorme) coincide con la creazione di un futuro delle persone, realizzando spazi che evolvono con loro.

Turismo accessibile e circolare: una buona pratica per l’ambiente e per le persone

Tra i vari esempi non poteva mancare il turismo, un settore chiave per la nostra economia, ma anche uno di quelli con il più alto impatto ambientale e, spesso, con le maggiori barriere. Anche in questo ambito, l’unione tra accessibilità ed economia circolare sta generando “buone pratiche” virtuose. Il turismo accessibile non si attua solo costruendo una rampa per l’accesso ad un hotel, ma deve riguardare l’esperienza nel suo complesso, dalla prenotazione online (con siti web accessibili) alla fruizione dei servizi, nel rispetto dell’ambiente.

Esistono già esempi illuminanti: strutture alberghiere a basso impatto che non sono solo prive di barriere architettoniche, ma applicano rigorosi principi di economia circolare come la gestione dei rifiuti, l’uso di energie rinnovabili e l’offerta di cibo a km zero. Pensiamo a progetti che rendono accessibili spiagge o sentieri di montagna, utilizzando materiali ecocompatibili e removibili per non danneggiare l’ecosistema, come nel caso di alcune “spiagge ecologiche”. Questo tipo di turismo non solo apre il mercato ad una fetta di popolazione oggi esclusa, ma risponde anche alla domanda crescente di esperienze di viaggio più autentiche, sostenibili e responsabili. È un modello di business nel quale nessuno perde poichè l’ambiente viene tutelato, le persone sono incluse e l’economia locale ne trae beneficio.

La Giornata nazionale per l’abbattimento delle barriere architettoniche va quindi letta come un invito ad una riflessione che va ben oltre la solidarietà e deve spingerci a riconoscere che un mondo senza barriere è un mondo progettato meglio, più intelligente e più efficiente. È un mondo dove i principi dell’economia circolare – lungimiranza, ottimizzazione delle risorse e centralità del benessere – trovano massima espressione. Abbattere una barriera non è un costo, ma un investimento in un futuro nel quale l’economia sarà finalmente al servizio di tutte le persone e del pianeta che ci ospita.

giornata barriere architettoniche
Foto: Canva

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