Fondazione MICS diventa una piattaforma permanente per l’innovazione del made in Italy

Dopo tre anni di attività, MICS – Made in Italy Circolare e Sostenibile punta a fare “un salto di qualità. Non più solo programma di ricerca, ma una piattaforma permanente dove ricerca, imprese, istituzioni e associazioni di categoria si incontrano stabilmente per fare innovazione”

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Redazione EconomiaCircolare.com

Nei giorni scorsi, proprio alla vigilia della Giornata Nazionale del Made in Italy che si celebra oggi, si è tenuta a Roma la due giorni “MICS Forward”, evento promosso da Fondazione MICS – Made in Italy Circolare e Sostenibile e dedicato al futuro della manifattura italiana: un futuro circolare e sostenibile, appunto.

Punto di arrivo dopo tre anni di attività (la fondazione è un partenariato esteso finanziato coi fondi del PNRR), MICS Forward ha voluto rappresentare anche un punto di svolta “verso una nuova configurazione permanente: uno spazio di confronto capace di valorizzare le competenze, le relazioni e le esperienze costruite nel triennio, con l’innovazione circolare come principio guida che orienta il dialogo continuativo tra ricerca, impresa e istituzioni” si legge nella nota stampa.

 “In questi anni – ha raccontato Roberto Merlo, direttore generale della Fondazione MICS –abbiamo costruito un modello capace di rendere la circolarità una leva competitiva e il digitale una condizione abilitante, accessibili a tutti. Anche il principio di resilienza ha avuto un ruolo centrale nelle nostre ricerche, in un’ottica di predittività dei rischi. Oggi, MICS si configura come una piattaforma che connette competenze, traduce le più avanzate attività accademiche in soluzioni e affianca le imprese nei processi di innovazione. Il nostro obiettivo è rendere le grandi transizioni richieste dal nostro tempo praticabili, diffuse e misurabili. In una parola, rendere l’innovazione davvero agibile per il sistema industriale italiano”.

I risultati

È Marco Taisch, presidente di Fondazione MICS, a sintetizzare i risultati dei tre anni di attività: 147 progetti avviati, oltre 1.200 pubblicazioni scientifiche, più di 200 prototipi sviluppati, 20 brevetti e circa 800 iniziative di divulgazione sull’intero territorio nazionale. Un patrimonio costruito grazie al contributo di oltre 1.000 ricercatrici e ricercatori, finanziato con 126 milioni di euro nell’ambito del programma NextGenerationEU.

Al Centro Congressi Auditorium della Tecnica all’EUR, davanti a imprenditori e imprenditrici, ricercatori, istituzioni e associazioni di categoria, si sono susseguiti i messaggi di tre ministri – Anna Maria Bernini, Ministro dell’Università e della Ricerca, Adolfo Urso, Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Gilberto Pichetto Fratin, Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica. “La scarsità delle risorse, in un contesto di crescente impatto dei cambiamenti climatici sul territorio e sulle attività economiche, impone un ripensamento dei modelli produttivi” ha scritto Pichetto Fratin nel suo messaggio agli organizzatori: “Il ruolo della ricerca è davvero imprescindibile per progettare prodotti durevoli, affidabili, riutilizzabili, riparabili e riciclabili, nonché efficienti sotto il profilo energetico. Tutti noi condividiamo, nelle rispettive responsabilità, una speranza e un impegno: che il manifatturiero italiano, espressione di genio e creatività, sia sempre più in futuro autentico cardine di uno sviluppo sostenibile e circolare”.

Progetto BIOPIC

I progetti

A margine dei lavori, EconomiaCircolare.com ha raccolto dai protagonisti un assaggio di alcuni dei progetti promossi da MICS.

Ad esempio “Cycloplastic Economyche hacercato di realizzare alcuni sistemi avanzati per convertire tutti gli scarti della plastica in materiali utili, cioè riutilizzabili per produrre nuova plastica vergine ad esempio, oppure intermedi farmaceutici, solventi e in genere prodotti chimici di interesse per la ricerca industriale”, ha spiegato a EconomiaCircolare.com Pierluigi Barbaro, dirigente di ricerca del CNR ICCOM (Istituto di Chimica dei composti organici) di Firenze e referente dello Spoke (Prodotti e materiali green e sostenibili da fonti non critiche e secondarie).

BIOPIC (Bio-Inspired Design solutions for the living sector) ha invece proposto strategie di progettazione bio-ispirate per ottimizzare il ciclo di vita sia dei prodotti che dei sistemi di produzione coinvolti. “Abbiamo lavorato per realizzare dei pannelli utilizzabili nel settore dell’arredo, per camper e la nautica, bioispirati e biofabbricati. Con ripercussioni positive importanti dal punto di vista ambientale. La dimostrazione che la natura è matrice di innovazione sostenibile”, ha raccontato Giuseppe Lotti, professore di design all’Università di Firenze e referente per lo Spoke 2 dedicato alle strategie di ecodesign.

Oppure il progetto FuturE-Pack, cheha lavorato sulla filiera del packaging, cercando di capire come, trasformando tutto il processo produttivo dell’imballaggio, si possa innestare una piattaforma di broadcasting per raccontare i progetti dal punto di vista della sostenibilità nel loro ciclo vita”. Tra i risultati, “un osservatorio sul packaging, che sarà uno dei patrimoni che rimarrà di questo progetto: è consultabile online ed stato realizzato insieme a tutta una serie di aziende che hanno partecipato al progetto”, ha raccontato Michele Zannoni, professore associato di Industrial design presso il Dipartimento di Architettura dell’Università di Bologna.

MICS

MICS2.0

Il Made in Italy, ha sottolineato Taisch, “non può limitarsi a difendere una tradizione, per quanto gloriosa. Deve costruire il proprio futuro. E deve farlo adesso. Rinunciare ad essere protagonisti dell’innovazione significa rinunciare a essere protagonisti tout court”. E in questo rinnovato protagonismo MICS si candida a proseguire il proprio lavoro: “MICS è più di un Partenariato, è più di una Fondazione: è una fabbrica di futuro. Con MICS 2.0 vogliamo fare un salto di qualità. Non più solo un programma di ricerca, ma una piattaforma permanente dove ricerca, imprese, istituzioni e associazioni di categoria si incontrano stabilmente per fare innovazione insieme”. È necessario “abbattere i silos, essere trasversali ai settori — dalla moda alla meccanica, dall’agroalimentare al farmaceutico, dall’aerospazio alla cosmesi. Perché il Made in Italy non è una somma di filiere separate: è un corpo unico, unito dalla capacità di creare valore aggiunto, di competere non sui costi ma su qualità, personalizzazione e innovazione”. Una “piattaforma permanente per l’innovazione del Made in Italy” che abbraccerà l’intera catena del valore manifatturiero, “dai materiali ai componenti, dai processi produttivi ai prodotti fisici e digitali, fino ai servizi avanzati”, attraversando e contaminando in modo trasversale tutti i settori del Made in Italy: moda, meccanica, arredo, cosmetica, mobilità, agroalimentare, farmaceutico, difesa e aerospazio.

 

 

Come si muoverà MICS nella sua nuova veste? Tre i pilastri operativi. Il primo sarà il posizionamento come Think Tank: “La rete universitaria e imprenditoriale di MICS sarà messa a disposizione di processi di insight analysis e policy making, in collaborazione con organismi nazionali e internazionali quali UNIDO, DINTEC, ASviS e le Case del Made in Italy”. Il secondo pilastro sarà l’Osservatorio MICS sull’innovazione del Made in Italy: “Uno strumento permanente per raccogliere dati sull’innovazione industriale, monitorare le trasformazioni tecnologiche e anticipare i principali trend di sviluppo — dall’intelligenza artificiale al quantum computing, fino ai nuovi materiali”. Terzo pilastro sarà il MICS Index: “Un indice per misurare lo stadio evolutivo dell’innovazione nelle imprese del Made in Italy, identificarne i punti di forza, evidenziare le aree di miglioramento e costruire roadmap di sviluppo. Uno strumento di orientamento per imprese, istituzioni e investitori, con l’obiettivo di trasformare i dati sull’innovazione in decisioni strategiche”.

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