Il governo delle Isole Vergini degli Stati Uniti ha intentato una causa civile contro i giganti delle bevande PepsiCo e Coca-Cola: al centro dell’accusa c’è la responsabilità diretta delle due multinazionali nell’aggravare la crisi ambientale da rifiuti di plastica che affligge l’arcipelago caraibico e la messa in atto di pratiche ingannevoli verso i consumatori.
Secondo quanto riportato nella denuncia depositata in tribunale, le aziende avrebbero consapevolmente promosso campagne di marketing volte a rappresentare i loro prodotti – in particolare le bevande imbottigliate in plastica monouso – come sostenibili e facilmente riciclabili, pur sapendo che ciò non corrispondeva alla realtà.
Le plastiche monouso, infatti, smaltite in discariche e nei mari, col tempo e a contatto con l’acqua si scompongono in frammenti più piccoli – le ormai note microplastiche, alle quali abbiamo dedicato alcuni approfondimenti – e se ingerite sono molto nocive per la salute umana e animale.
Si legge nel testo legale: “PepsiCo e Coca-Cola sono consapevoli del fatto che i consumatori sono sempre più attenti alla sostenibilità. Hanno sfruttato questa consapevolezza per rafforzare la propria immagine pubblica, ma senza adottare pratiche coerenti”.
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Se il consumo di plastica si associa alle fragilità strutturali
Le Isole Vergini, che devono già fare i conti con le fragilità strutturali tipiche dei territori insulari, si trovano ora a fronteggiare una vera emergenza ambientale. Secondo il governo locale, la presenza massiccia di plastica monouso, prodotta e distribuita dalle aziende imputate, ha contribuito in modo determinante a sovraccaricare un sistema di gestione dei rifiuti già precario. “L’eccessiva quantità di bevande vendute in contenitori di plastica, senza investimenti in sistemi di raccolta e riciclo, ha avuto conseguenze gravi sul nostro territorio”, affermano le autorità.

Infatti le tre principali discariche dell’arcipelago – Anguilla Landfill a St. Croix, Bovoni Landfill a St. Thomas e Susannaberg Landfill a St. John – sono vicine al limite massimo di capienza e rischiano la chiusura definitiva entro pochi anni. A rendere il problema ancora più critico è la logistica complessa del riciclo: data la scarsità di spazio e infrastrutture, i rifiuti riciclabili devono essere trasportati via nave fino al continente, con costi elevati e un impatto ambientale aggiuntivo.
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Anche la distribuzione della plastica è sotto accusa
Oltre a PepsiCo e Coca-Cola la causa legale coinvolge anche CC One Virgin Islands, LLC, principale distributore locale di Coca-Cola, e PepsiCo Caribbean, divisione regionale con sede a Portorico. Entrambe sono accusate di aver contribuito alla diffusione della plastica monouso senza adottare misure concrete per il recupero e la gestione dei materiali post-consumo.

Il 14 maggio scorso, il quotidiano USA TODAY ha tentato di contattare le aziende interessate per ottenere una dichiarazione ufficiale. Nessuna ha risposto alle richieste di commento.
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