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venerdì, Luglio 12, 2024

Terre Roveresche, il Comune che guadagna e riduce la CO2 con la gestione virtuosa dei rifiuti

Grazie al metodo “Carbon WastePrint” l’anidride carbonica prodotta dalla gestione dei rifiuti è stata ridotta di 5.000 tonnellate in 2 anni. E le casse del Comune ne hanno guadagnato. Ecco come

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Redazione EconomiaCircolare.com

Un ciclo virtuoso dei rifiuti fa bene all’ambiente, reduce le emissioni e produce anche entrate nelle casse degli enti locali. Lo conferma il caso di Terre Roveresche, il Comune in provincia di Pesaro Urbino dove, con una corretta gestione dei rifiuti, cittadini e aziende hanno ridotto di 5.000 tonnellate in 2 anni l’anidride carbonica prodotta, portando nelle casse del Comune 20.000 euro grazie alla vendita di certificati verdi, lo scambio cioè di crediti di carbonio nel mercato volontario.

Da rifiuti a crediti di carbonio

Un progetto iniziato nel 2019 quello del piccolo Comune marchigiano, con una capillare attività di misurazione prodotta da ciascuna utenza nella gestione dei rifiuti urbani. Questo ha consentito di mettere a punto una tariffa puntuale che non solo “misura” la quantità di rifiuti indifferenziati prodotti, ma contabilizza anche il contributo delle altre frazioni raccolte: plastica, vetro, carta, organico…

La metodologia è stata validate dal RINA e si chiama Carbon WastePrint: è la prima con certificazione UNI EN ISO 14064-2:2012, che consente di quantificare, monitorare e rendicontare le emission di gas serra e la loro riduzione. Per ogni tonnellata non emessa o compensata si ottiene un credito di carbonio. A Terre Roveresche le tonnellate di CO2 risparmiate nel biennio 2019/2020 sono state oltre 5.000, anche grazie al supporto della app Junker, che ha aiutato i cittadini a differenziare correttamente i rifiuti prodotti, sensibilizzandoli e accompagnandoli nella fase di passaggio alla tariffa puntuale.

Grazie a questo mix di interventi, l’amministrazione comunale ha potuto vendere a un’azienda privata, attraverso il mercato volontario, 2.000 crediti di CO2, i cosiddetti “certificati verdi” negoziabili e scambiabili sul mercato. Ad acquistarli è stata Valore CO2, azienda con sede a Inveruno (MI): l’operazione ha portato nelle casse del Comune di Terre Roveresche 15mila euro, cui si aggiungono gli oltre 5mila euro di crediti acquistati annualmente dalla ditta che gestisce la raccolta e il trasporto rifiuti nel Comune marchigiano.

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“Intuizione vincente”

L’intuizione vincente, spiega il sindaco di Terre Roveresche, Antonio Sebastianelli, sta “non solo nel contabilizzare in modo innovativo il comportamento dei cittadini ed associare a questo il calcolo della tariffa rifiuti, ma anche nel produrre un gettito costante per le casse comunali”.

Gianluca Fenaroli, co-founder e ceo di Valore CO2, racconta che “i crediti acquisiti dal progetto saranno ‘tokenizzati’ sulla piattaforma di Valore CO2, tramite blockchain pubblica e a basso consumo energetico, per generare NFT (Non Fungible Token) “VACO2” che potranno essere scambiati o compensati all’interno della piattaforma stessa, creando così le premesse per lo sviluppo del mercato volontario dei crediti di carbonio e contribuendo alla moltiplicazione di progetti innovativi come quello sviluppato a Terre Roveresche”.

Dei vantaggi legati alla replicabilità del progetto sono convinti anche Andrea Valentini e Luca Belfiore, responsabili della metodologia Carbon WastePrint, secondo i quali “il ritorno economico per i Comuni può essere stimato in 3-6 euro per abitante l’anno, un valore elevatissimo, confrontabile con quello dei ricavi CONAI”.

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