Veicoli fuori uso, l’Unione Europea vara le nuove regole per chiudere il cerchio

Il Parlamento europeo approva il nuovo regolamento che punta a rendere più circolare l’intera filiera automobilistica. Le nuove indicazioni vanno dal contenuto minimo di plastica riciclata alla responsabilità estesa dei produttori, fino allo stop all’export dei veicoli non idonei alla circolazione

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Redazione EconomiaCircolare.com

L’automobile del futuro dovrà essere pensata fin dalla fase di progettazione per avere una seconda vita: è questo il principio che ispira il nuovo regolamento europeo sulla circolarità dei veicoli e sulla gestione dei veicoli fuori uso (End-of-Life Vehicles, ELV), approvato in via definitiva dal Parlamento europeo con 437 voti favorevoli, 112 contrari e 20 astensioni.

Il testo è stato approvato nella giornata di giovedì 18 giugno ed è frutto dell’accordo raggiunto tra Parlamento e Consiglio alla fine del 2025. Soprattutto rappresenta uno dei tasselli più rilevanti della strategia europea per la transizione verso un’economia sempre più efficiente nell’uso delle risorse. L’obiettivo è intervenire sull’intero ciclo di vita dei veicoli, dalla progettazione alla dismissione, riducendo il consumo di materie prime vergini e aumentando il recupero di materiali strategici.

Il provvedimento dovrà ora essere formalmente adottato dal Consiglio dell’Unione europea. L’applicazione scatterà 24 mesi dopo l’entrata in vigore.

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Il tesoro delle auto a fine vita

La riforma arriva in un momento in cui il settore automotive è chiamato a confrontarsi con sfide sempre più complesse: decarbonizzazione, prezzi alti dell’energia, carenza di manodopera, crescente dipendenza da forniture esterne per materiali critici.

Non a caso, la Commissione europea aveva presentato la proposta già il 13 luglio 2023, inserendola tra le iniziative del Green Deal europeo e del Piano d’azione per l’economia circolare. Nel frattempo, però, come abbiamo raccontato più volte, la direzione intrapresa dalle istituzioni europee è cambiata, passando dalle attenzioni ambientali alla competitività. In questo senso è essenziale che le norme sui veicoli fuori uso siano tra i pochi provvedimenti che hanno resistito al vortice della deregolamentazione. 

Anche se comunque ha prevalso, per così dire, la linea “minimalista”. Nel 2023 la Commissione von der Leyen I aveva proposto che ogni tipo di veicolo contenesse almeno il 25% di plastica riciclata da rifiuti plastici post-consumo e che il 25% di tale materiale provenisse da veicoli riciclati a fine vita. Nella fase del trilogo sia Parlamento che Consiglio avevano proposto delle quote del ribasso. E, come vedremo tra poco, ha prevalso la linea al ribasso del Consiglio.

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Il contesto da conoscere

I numeri generali aiutano comunque a comprendere la portata del fenomeno. In questo senso è particolarmente utile il briefing preparato per le deputate e i deputati del Parlamento europeo. “Ci sono 286 milioni di veicoli a motore in circolazione nell’UE – si legge nel report – Nell’UE ogni anno circa 6,5 milioni di veicoli diventano rifiuti. Se gestiti in modo improprio, questi veicoli possono causare
danni ambientali e l’economia può perdere milioni di tonnellate di materia”. Si tratta di una massa enorme di materiali – metalli, plastiche, componenti elettronici e materie prime critiche – che, se correttamente recuperati, può diventare una risorsa strategica per l’industria europea.

veicoli fuori uso schema

“Il settore automobilistico dell’UE rappresenta 2,4 milioni di posti di lavoro diretti (circa 13 milioni di posti di lavoro in
totale) – si legge ancora – Le auto e i furgoni hanno, in media, 12 anni, i camion 14,2 anni e gli autobus 12,7 anni. La vita media di un veicolo va dai 14 ai 20 anni.  Attualmente i veicoli giunti a fine vita non vengono gestiti in modo ottimale, con conseguente perdita di valore e inquinamento. Molti dei materiali menzionati, compresi quelli con rischi di approvvigionamento molto elevati, non vengono recuperati affatto o in misura insufficiente. Attualmente solo una piccola parte delle frazioni plastiche recuperate dopo la triturazione dei veicoli a fine vita viene inviata al riciclo. I materiali di valore aggiunto (CRM), come gli elementi delle terre rare utilizzati nei motori elettrici, non vengono recuperati dopo la triturazione (nonostante l’attuale tendenza all’elettrificazione delle automobili comporti un maggiore utilizzo di CRM nei veicoli). Inoltre i materiali plastici sono sempre più utilizzati nei nuovi veicoli grazie alla loro leggerezza. Quantità considerevoli di rifiuti plastici provenienti da veicoli a fine vita vengono ancora inviate all’incenerimento o alla discarica. ogni anno. Il settore automobilisticoguarnizioni).

Bastano questi dati a far comprendere la necessità di una svolta circolare per il settore automobilistico.

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Più plastica riciclata nelle auto nuove

Uno degli aspetti più innovativi del regolamento riguarda l’introduzione di obiettivi vincolanti per l’impiego di materiali riciclati. Le nuove norme stabiliscono che tutti i nuovi veicoli dovranno essere progettati in modo da consentire la rimozione agevole del maggior numero possibile di parti e componenti. Una condizione fondamentale per facilitare riparazione, riutilizzo, rigenerazione e riciclo.

Sul fronte dei materiali, viene fissato un target minimo per la plastica riciclata utilizzata nei nuovi modelli. Entro sei anni dall’entrata in vigore delle disposizioni, la quota dovrà raggiungere almeno il 15% del totale delle plastiche impiegate. La percentuale salirà al 25% entro dieci anni. Non solo. Almeno il 20% di questa plastica riciclata dovrà provenire da un sistema cosiddetto “a circuito chiuso”, ossia da materiali recuperati direttamente da veicoli fuori uso oppure da componenti usati.

Per garantire che ogni veicolo non più idoneo a circolare venga trattato in maniera adeguata e sostenibile, si chiede ai produttori di farsi carico, attraverso la responsabilità estesa, di tutto il ciclo di vita del mezzo. Il regolamento prevede infatti che a tre anni dall’entrata in vigore delle nuove norme, i produttori dovranno farsi carico dei costi di raccolta e trattamento dei veicoli a fine vita.

veicoli fuori uso
Foto: Canva

Le deputate e i deputati chiedono di distinguere chiaramente tra veicoli usati e veicoli a fine vita, prevedendo il divieto di esportazione per quelli che rientrano nella categoria “fine vita”. Nel regolamento vengono stabiliti requisiti relativi al disinquinamento dei veicoli fuori uso, indicando che i fluidi e i liquidi rimossi devono essere stoccati separatamente, così come le parti, i componenti e i materiali contenenti piombo, cadmio, mercurio e cromo esavalente.

Più in generale la misura punta a creare un vero mercato europeo delle materie prime seconde provenienti dal settore automobilistico, incentivando la raccolta e il trattamento dei veicoli a fine vita. Con la speranza che questo passaggio riesca non solo a favorire una maggiore diffusione dell’economia circolare in un settore storico e cruciale, ma anche a dare un possibile innesco per invertire la rotta di una crisi, quella della filiera automobilistica europea, che appare al momento inarrestabile.

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