lunedì, Ottobre 26, 2020

Atlante dell’economia circolare, 100 storie italiane a cui ispirarsi

Economia Circolare
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Redazione EconomiaCircolare.com

[di Simone Santi su Lifegate.it del 07.12.2017]

Nasce l’Atlante dell’economia circolare, un sito in costante aggiornamento che si propone di raccogliere tutte le esperienze italiane più virtuose.

C’è Bimora, la startup che ha creato la macchina dei vuoti a rendere; c’è Junker Life, l’app che riconosce il tipo di rifiuto e indica in quali bidoni va gettato; oppure Tyrebirth, l’azienda che ha scoperto come riciclare in soli 30 minuti gli pneumatici fuori uso attraverso l’utilizzo delle microonde. E ci sono altre 97 storie di imprese virtuose, per un totale di cento esperienze che rappresentano il nucleo di partenza del primo Atlante italiano dell’economia circolare: un vero e proprio archivio, da arricchire nel tempo, che si propone di censire e raccontare attraverso una piattaforma web geo-referenziata e interattiva, realtà economiche e associative capaci di applicare i principi dell’economia circolare.

Il riutilizzo vola in tutti i settori…

Riutilizzo, riduzione degli sprechi, diminuzione dei rifiuti, reimmissione nel ciclo produttivo di materie prime recuperate: sono queste le parole d’ordine del progetto, promosso da Ecodom, il consorzio italiano per il recupero dei rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (i Raee) e dal primo Centro di documentazione sui conflitti ambientali in Italia (Cdca).

Da un primo sguardo all’atlante, quello che si evince è che le esperienze di economia circolare appartengono ai settori più diversi, indice della capacità italiana di attingere risorse da ciò che viene dismesso e di riuscire a cambiare le abitudini di consumo: il 19 per cento sono aziende che si occupano del riciclo dei rifiuti e di recupero di materiali, come quelle citate all’inizio. Ma vanno molto bene anche le imprese che realizzano prodotti di moda e di arredamento (borse, agende, cinture, tappeti), come Alisea che ha creato Perpetua, la matita composta all’80 per cento di grafite che non sporca le mani, non si rompe e scrive anche senza punta e Carmina Campus che ha trasformato i fondi di lattine per una linea di design usando le linguette per farne preziosi bracciali, anelli, orecchini e collane.

…anche nell’edilizia e nell’agroalimentare

Ma non mancano neanche esempi di riciclo nell’edilizia come TS Asfalti, che appunto ricicla l’asfalto, Mook che utilizza legni consumati dal mare, pezzi di vecchie porte, mobili e stoffe, e ancora aziende che producono tinture ecosostenibili o architettura sostenibile. Del settore alimentare fanno parte una decina delle imprese incluse nell’atlante come il Centro di lombicultura che gestisce la produzione e la vendita di humus di lombrico per rendere migliore la struttura del terreno o Funghi espresso che utilizza i fondi di caffè per coltivare i funghi, o Crush, la nuova gamma ecologica di Favini, realizzata con residui di agrumi, uva, ciliege, lavanda, mais salvate dalla discarica che sostituiscono fino al 15 per cento della cellulosa proveniente da albero.

Secondo Giorgio Arienti, direttore generale di Ecodom, “l’economia circolare rappresenta un obiettivo importante e un cambio di approccio necessario visto che le risorse del pianeta sono sempre più scarse. In Italia i rifiuti valgono 10 miliardi l’anno, ma solo 1 entra nel circuito dell’economia circolare, secondo il Waste strategy annual report 2017. L’atlante e le esperienze che contiene stanno dimostrando che è possibile ipotizzare sistemi economici sostenibili, a basso impatto ambientale e ad alto valore sociale”. Senza contare che, secondo la Commissione europea, grazie all’economia circolare si potranno creare 2 milioni nuovi posti di lavoro e registrare un risparmio annuo di circa 72 miliardi di euro per le imprese europee.

 

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