lunedì, Gennaio 19, 2026

Capannori lancia il “bonus riparazioni”: è il primo Comune in Italia

A breve sarà operativo il progetto pilota di Capannori, il Comune in provincia di Lucca, per incentivare la riparazione di beni di uso quotidiano. Un’iniziativa che si ispira a vari casi di successo già avviati in varie città europee. L’obiettivo più ampio è innescare una “mentalità circolare”

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Redazione EconomiaCircolare.com

In provincia di Lucca, più esattamente a Capannori, c’è una città di medie dimensioni – quasi 47mila abitanti – che da tempo promuove le più avanzate politiche di economia circolare. Ne è prova ad esempio il “bonus riparazioni”, annunciato il 18 ottobre scorso in occasione della Giornata internazionale delle riparazioni. Attualmente il Comune sta lavorando con ANCI (l’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani) e le istituzioni nazionali per definire gli aspetti tecnici e amministrativi. L’avvio operativo è previsto tra fine 2025 e inizio 2026

Il bonus consisterà in realtà in un sistema di incentivi a livello locale per la riparazione di beni di uso quotidiano. L’iniziativa, sviluppata in collaborazione con Zero Waste Italy e il Centro Ricerca Rifiuti Zero, anticipa il recepimento della direttiva europea 2024/1799 sul “diritto alla riparazione”, o “right to repair”, che gli Stati membri dell’UE dovranno implementare entro luglio 2026.

diritto alla riparazione normativa regolamento ecodesign

 

“Capannori conferma ancora una volta la sua vocazione pionieristica nelle politiche ambientali”, ha dichiarato Claudia Berti (assessora Ambiente). “Dopo essere diventati un punto di riferimento nazionale con la strategia Zero Waste, oggi facciamo un ulteriore passo avanti verso l’economia circolare, offrendo ai nostri cittadini uno strumento concreto per riparare invece che buttare”.

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Come funziona il bonus di Capannori e le esperienze estere

Anche se in fase di definizione, del bonus riparazioni di Capannori si sa già che prevederà un contributo comunale fino al 50% del costo di riparazione per piccoli e grandi elettrodomestici, smartphone, computer, biciclette e abbigliamento. Le cittadine e i cittadini potranno rivolgersi a una rete di riparatori accreditati che applicheranno direttamente lo sconto, ricevendo poi il rimborso dal Comune.

“L’iniziativa di Capannori – si legge nel comunicato stampa – si ispira alle esperienze di successo in varie città come Vienna, Graz, Berlino e Fürth, che hanno dimostrato come un euro investito in riparazioni generi benefici multipli: riduzione dei rifiuti, risparmio per le famiglie, nuovi posti di lavoro nel settore artigianale locale”. 

A livello più ampio, invece, il modello di riferimento è certamente la Francia. Come abbiamo raccontato qui, l’iniziativa del Bonus Réparation” risale al 2023 anche se, nel caso francese, riguardava esclusivamente il settore tessile. A due anni di distanza dall’avvio del bonus, i risultati più interessanti hanno riguardato non solo la normativa in sé ma anche la rapida evoluzione delle misure intraprese. 

riparazione

Ad esempio è stato particolarmente apprezzato il fatto che il processo di accesso per consumatrici e consumatori è stato volutamente semplificato: basta consultare la mappa dei riparatori riconosciuti sul sito ufficiale bonusreparation.fr e portare il proprio capo. Lo sconto è istantaneo senza necessità di alcun adempimento burocratico. Per gli artigiani, la labellizzazione è gratuita e permette di entrare in una rete nazionale, aumentando la propria visibilità e, quindi, il volume di affari. 

Col risultato che ad usufruire delle riparazioni è un’ampia rete di persone, da chi acquista a chi lavora, senza considerare la riduzione delle emissioni e l’innesco di una, diciamo così, mentalità circolare. Non a caso il progetto pilota di un bonus riparazioni di Capannori viene definito “non solo un’iniziativa locale, ma un modello che vogliamo mettere a disposizione di altri Comuni italiani, dimostrando che l’economia circolare può andare di pari passo con lo sviluppo economico del territorio”. 

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