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domenica, Giugno 13, 2021

Centocelle, Roma: l’economia circolare di quartiere fa risparmiare 160 tonnellate di CO2 all’anno

Il progetto “Centocè”, realizzato da ENEA in collaborazione con l’Università Luiss Guido Carli e il movimento Transition Italia, ha permesso di sperimentare buone pratiche di scambio, riuso e condivisione all’interno del quartiere romano di Centocelle, con il coinvolgimento degli abitanti della zona in numerose attività sostenibili e di lotta allo spreco

Madi Ferrucci
Nata in provincia di Pisa il 26 giugno 1991. Laureata in Filosofia e diplomata alla scuola di Giornalismo della Fondazione Basso di Roma. Assieme a due colleghi ha vinto il Premio Morrione 2018 e il Premio Colombe d'Oro per la Pace 2019 con un’inchiesta internazionale sulla fabbrica di armi RWM in Sardegna. Ha lavorato a The Post Internazionale nella sezione news e inchieste. Collabora con Economiacircolare.com, il Manifesto e altre testate nazionali. Fa parte del collettivo di giornalisti freelance “Centro di giornalismo permanente".

L’economia circolare rappresenta un nuovo modo di produrre e consumare che richiede il contribuito di tutti i soggetti del mondo istituzionale, politico e sociale e una forte partecipazione dei cittadini: ma qual è il suo impatto sulla vita delle città e dei quartieri?

Orti urbani, riuso, scambio, condivisione di quartiere

Il progetto “Centocè”, realizzato da ENEA, in collaborazione con l’Università Luiss Guido Carli e il movimento Transition Italia, ha permesso di sperimentare le buone pratiche di scambio, riuso e condivisione all’interno del quartiere romano di Centocelle, grazie al coinvolgimento degli abitanti della zona in numerose attività di lotta allo spreco.

Sono state individuate 14 azioni di economia circolare già presenti sul territorio che secondo le stime di ENEA fanno già risparmiare al quartiere oltre 160 tonnellate di CO2 all’anno.

Gli orti urbani e le attività a “chilometro zero” come i gruppi di acquisto, le case dell’acqua e i ristoranti che utilizzano i prodotti locali riducono, infatti, di circa l’80% il livello di emissioni di CO2, attraverso una diminuzione delle fasi di lavorazione, trasporto e distribuzione del cibo.

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Economia circolare ‘spontanea’

Anche le nuove modalità di condivisione degli spazi di lavoro come i coworking, che si sono diffusi negli ultimi anni nella zona di Centocelle, garantiscono risparmi economici pari a circa 1.500 euro a persona all’anno e vantaggi energetico-ambientali per oltre 1,8 tonnellate di CO2 rispetto al tradizionale lavoro in ufficio.

Il progetto ha condotto ad una mappatura delle attività di economia circolare sorte spontaneamente all’interno del quartiere, su cui sono stati strutturati percorsi di formazione, condivisione e azione. Da questa esperienza è nata anche l’impresa sociale Cooperactiva, formata da un gruppo di cittadini di Centocelle, Alessandrino e Torre Spaccata, che da oltre tre anni porta avanti progetti di turismo sostenibile e valorizzazione del patrimonio culturale. Lo scorso 23 aprile, con il contributo dell’urban artist Etnik, Cooperactiva ha promosso il restauro della facciata di un Liceo, che è stata coibentata grazie ad un graffito realizzato con vernici a microsfere riflettenti in grado di mantenere stabile la temperatura interna dell’edificio.

Oggi ha un accordo con il municipio per la gestione di oltre 40 bici in disuso con cui realizzare dei tour ciclopedonali a impatto zero e ha promosso la riqualificazione di un’area agricola urbana all’incrocio tra i tre quartieri con l’obiettivo di realizzare attività di educazione sostenibile e didattica non formale.

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Centocelle, uno spazio urbano al servizio della comunità

“Abbiamo creato Cooperactiva perché crediamo in un quartiere solidale, aperto e sostenibile, continueremo nei prossimi anni a portare avanti iniziative di cittadinanza attiva per la creazione di uno spazio urbano al servizio della comunità”, commenta Dario Minghetti presidente di Cooperactiva.

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