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domenica, Agosto 1, 2021

La prima comunità energetica italiana è a Magliano Alpi. “Saremo un modello per i piccoli Comuni”

Il 12 marzo il piccolo Comune in provincia di Cuneo ha inaugurato la Cer. A farne parte al momento sono sette persone, riunite in un’associazione di diritto e che condividono l’energia prodotta da un impianto fotovoltaico installato sul tetto del Comune. “Col Superbonus 110% faremo entrare altri soci”

Andrea Turco
Giornalista freelance. Ha collaborato per anni con diverse testate giornalistiche siciliane - I Quaderni de L’Ora, radio100passi, Palermo Repubblica, MeridioNews - e nazionali. Nel 2014 ha pubblicato il libro inchiesta “Fate il loro gioco, la Sicilia dell’azzardo” e nel 2018 l'ibrido narrativo “La città a sei zampe”, che racconta la chiusura della raffineria di Gela da parte dell’Eni. Si occupa prevalentemente di ambiente e temi sociali.

“Il lockdown ci ha aiutato un po’, perché ci ha aiutato a pensare”. Quando lo scorso 12 marzo Marco Bailo, il sindaco di Magliano Alpi, ha inaugurato la prima comunità energetica rinnovabile (Cer) italiana, la sensazione un po’ straniante era quella di assistere a una sorta di messa in scena. Chissà se il primo cittadino del piccolo Comune in provincia di Cuneo immaginava di festeggiare un primato nazionale con mascherine e distanziamenti e collegamenti online. In ogni caso il borgo piemontese, poco più di duemila anime, ha tagliato per primo il traguardo di una corsa che in tanti stanno percorrendo.

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L’avvio della Cer di Magliano Alpi

La Energy City Hall è stata ufficialmente costituita il 18 dicembre 2020 grazie allo scorso decreto Milleproroghe, che all’art.42bis prevede la costituzione di comunità energetiche e di gruppi di autoconsumo collettivo. A dare poi un quadro più preciso alla norma sono stati i provvedimenti attuativi, quali la delibera 318/2020/R/eel dell’ARERA e il decreto ministeriale 16 settembre 2020 del Ministero dello Sviluppo Economico. Fondamentale si è rilevato il supporto dell’Energy Center del Politecnico di Torino. Già a luglio 2020 il noto ateneo piemontese aveva lanciato un Manifesto delle comunità energetiche, per creare consapevolezza sul tema e supportare la transizione ecologica verso una società carbon free.

“Costruire una comunità energetica – si legge nel documento di lancio dell’iniziativa – significa attivare un processo di aggregazione a livello locale che favorisca le persone e crei valore attraverso l’innovazione nel modo di generare, consumare e gestire l’energia. È necessario costruire una narrazione condivisa di questa opportunità in cui la tecnologia può facilitare le relazioni fra le persone e creare meccanismi di crescita, occupazione e sviluppo sostenibile: il Manifesto si propone come catalizzatore della capacità dei diversi soggetti pubblici e privati (comuni, università, aziende, cittadini) per costruire una capacità integrata di interlocuzione con le autorità di normazione e regolamentazione nazionali, per dare una voce univoca agli sforzi di recepimento delle direttive europee e declinarle in modo più attento ai bisogni degli utenti energetici pubblici e privati”.

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Le caratteristiche della Cer di Magliano Alpi

Per avviare la Cer di Magliano Alpi è stata costituita un’associazione di diritto privato, con uno statuto che contiene i principi della comunità energetica. A farne parte sono, al momento, sette persone, con il sindaco Bailo che è anche il presidente della Cer.

“Dopo il primo lockdown tra marzo e maggio del 2020 abbiamo messo sul tetto del municipio il nostro impianto fotovoltaico da 20 kilowatt e abbiamo aperto la manifestazione di interesse, rivolta ai cittadini per capire chi voleva aderire alla nostra associazione – ha spiegato il sindaco Bailo all’inaugurazione della Cer – A settembre, dopo aver vagliato le candidature, è partito il progetto vero e proprio, chiuso a dicembre con la successiva costituzione dell’associazione e il caricamento dei nominativi sul sito del GSE, il Gestore Servizi Elettrici. Va chiarito che la proprietà rimane sempre al distributore, ma se io produco 100 e consumo 60 l’altro 40 lo condivido con chi è collegato nella comunità energetica. In questo modo consumo tutta l’energia prodotta e ricevo un benefit, un premio da 110 megawatt/h, che mi permette di abbassare la bolletta elettrica. Ovviamente l’obiettivo è più ampio di quello economico, perché è anche sociale ed ambientale”.

Per poter costituire una cer, ovviamente, ci deve essere già una certa sensibilità ambientale. Magliano Alpi, in questo senso, ne è l’esempio visto che il piccolo Comune vanta già parecchi pannelli fotovoltaici e due colonnine per veicoli elettrici. “Al momento l’energia arriva esclusivamente dai pannelli sopra il tetto del Comune – spiega Bailo a EconomiaCircolare.com – Il nostro si può considerare come un progetto pilota che deve prendere ancora le giuste misure. Vogliamo infatti ora sfruttare i fondi che arrivano dal Superbonus 110 sull’efficientamento energetico per installare un altro impianto fotovoltaico sopra il tetto della palestra comunale. In questo modo riusciremo a fare entrare altri soci, perché comunque la comunità energetica, con le possibilità previste finora dalla legge legate al limite imposto dei 200 kw, deve essere comunque bilanciata e non può avere per questo motivo più di 30-40 persone”.

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“Vogliamo essere un esempio”

Il destino dei pionieri, dunque, è quello di tracciare strade che poi altri seguiranno in maniera più agevole. Il sindaco di Magliano Alpi è consapevole di ciò, e il ruolo di anticipatore – a lui che è un architetto con un dottorato di ricerca in Beni Culturali – non dispiace. “Sulla carta è sempre tutto facile – afferma – poi quando ti scontri con la realtà trovi difficoltà che non avevi immaginato. Dico comunque che per fortuna siamo partiti ora, così stiamo affrontando i problemi uno per volta. Siamo dunque ancora in una fase in cui stiamo modellando la Cer a seconda di ciò che riscontriamo con l’esperienza sul campo”.

E allora nell’Italia dei piccoli  borghi Magliano Alpi può essere un esempio? “Noi abbiamo dichiarato sin da subito che intendiamo aiutare a replicare il nostro modello. Siamo un Comune di 2200 abitanti, e faccio notare che tra i poco più di 8mila Comuni presenti in Italia circa 6mila hanno meno di 5mila abitanti. Facciamo parte della maggioranza, e davvero speriamo che altri, in Piemonte e nel resto d’Italia, possano sfruttare la nostra esperienza e la nostra conoscenza per avviare altre comunità energetiche”.

Giovedì 1 aprile 2021 (h.18) segui il Circular talk PROSUMER e COMUNITÀ ENERGETICHE: la TRANSIZIONE ECOLOGICA dal BASSO

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