lunedì, Dicembre 8, 2025

La prima comunità energetica italiana è a Magliano Alpi. “Saremo un modello per i piccoli Comuni”

Il 12 marzo il piccolo Comune in provincia di Cuneo ha inaugurato la Cer. A farne parte al momento sono sette persone, riunite in un’associazione di diritto e che condividono l’energia prodotta da un impianto fotovoltaico installato sul tetto del Comune. “Col Superbonus 110% faremo entrare altri soci”

Andrea Turco
Andrea Turco
Giornalista glocal, ha collaborato per anni con diverse testate giornalistiche siciliane per poi specializzarsi su ambiente, energia ed economia circolare. Redattore di EconomiaCircolare.com. Per l'associazione A Sud cura l'Osservatorio Eni

“Il lockdown ci ha aiutato un po’, perché ci ha aiutato a pensare”. Quando lo scorso 12 marzo Marco Bailo, il sindaco di Magliano Alpi, ha inaugurato la prima comunità energetica rinnovabile (Cer) italiana, la sensazione un po’ straniante era quella di assistere a una sorta di messa in scena. Chissà se il primo cittadino del piccolo Comune in provincia di Cuneo immaginava di festeggiare un primato nazionale con mascherine e distanziamenti e collegamenti online. In ogni caso il borgo piemontese, poco più di duemila anime, ha tagliato per primo il traguardo di una corsa che in tanti stanno percorrendo.

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L’avvio della Cer di Magliano Alpi

La Energy City Hall è stata ufficialmente costituita il 18 dicembre 2020 grazie allo scorso decreto Milleproroghe, che all’art.42bis prevede la costituzione di comunità energetiche e di gruppi di autoconsumo collettivo. A dare poi un quadro più preciso alla norma sono stati i provvedimenti attuativi, quali la delibera 318/2020/R/eel dell’ARERA e il decreto ministeriale 16 settembre 2020 del Ministero dello Sviluppo Economico. Fondamentale si è rilevato il supporto dell’Energy Center del Politecnico di Torino. Già a luglio 2020 il noto ateneo piemontese aveva lanciato un Manifesto delle comunità energetiche, per creare consapevolezza sul tema e supportare la transizione ecologica verso una società carbon free.

“Costruire una comunità energetica – si legge nel documento di lancio dell’iniziativa – significa attivare un processo di aggregazione a livello locale che favorisca le persone e crei valore attraverso l’innovazione nel modo di generare, consumare e gestire l’energia. È necessario costruire una narrazione condivisa di questa opportunità in cui la tecnologia può facilitare le relazioni fra le persone e creare meccanismi di crescita, occupazione e sviluppo sostenibile: il Manifesto si propone come catalizzatore della capacità dei diversi soggetti pubblici e privati (comuni, università, aziende, cittadini) per costruire una capacità integrata di interlocuzione con le autorità di normazione e regolamentazione nazionali, per dare una voce univoca agli sforzi di recepimento delle direttive europee e declinarle in modo più attento ai bisogni degli utenti energetici pubblici e privati”.

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Le caratteristiche della Cer di Magliano Alpi

Per avviare la Cer di Magliano Alpi è stata costituita un’associazione di diritto privato, con uno statuto che contiene i principi della comunità energetica. A farne parte sono, al momento, sette persone, con il sindaco Bailo che è anche il presidente della Cer.

“Dopo il primo lockdown tra marzo e maggio del 2020 abbiamo messo sul tetto del municipio il nostro impianto fotovoltaico da 20 kilowatt e abbiamo aperto la manifestazione di interesse, rivolta ai cittadini per capire chi voleva aderire alla nostra associazione – ha spiegato il sindaco Bailo all’inaugurazione della Cer – A settembre, dopo aver vagliato le candidature, è partito il progetto vero e proprio, chiuso a dicembre con la successiva costituzione dell’associazione e il caricamento dei nominativi sul sito del GSE, il Gestore Servizi Elettrici. Va chiarito che la proprietà rimane sempre al distributore, ma se io produco 100 e consumo 60 l’altro 40 lo condivido con chi è collegato nella comunità energetica. In questo modo consumo tutta l’energia prodotta e ricevo un benefit, un premio da 110 megawatt/h, che mi permette di abbassare la bolletta elettrica. Ovviamente l’obiettivo è più ampio di quello economico, perché è anche sociale ed ambientale”.

Per poter costituire una cer, ovviamente, ci deve essere già una certa sensibilità ambientale. Magliano Alpi, in questo senso, ne è l’esempio visto che il piccolo Comune vanta già parecchi pannelli fotovoltaici e due colonnine per veicoli elettrici. “Al momento l’energia arriva esclusivamente dai pannelli sopra il tetto del Comune – spiega Bailo a EconomiaCircolare.com – Il nostro si può considerare come un progetto pilota che deve prendere ancora le giuste misure. Vogliamo infatti ora sfruttare i fondi che arrivano dal Superbonus 110 sull’efficientamento energetico per installare un altro impianto fotovoltaico sopra il tetto della palestra comunale. In questo modo riusciremo a fare entrare altri soci, perché comunque la comunità energetica, con le possibilità previste finora dalla legge legate al limite imposto dei 200 kw, deve essere comunque bilanciata e non può avere per questo motivo più di 30-40 persone”.

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“Vogliamo essere un esempio”

Il destino dei pionieri, dunque, è quello di tracciare strade che poi altri seguiranno in maniera più agevole. Il sindaco di Magliano Alpi è consapevole di ciò, e il ruolo di anticipatore – a lui che è un architetto con un dottorato di ricerca in Beni Culturali – non dispiace. “Sulla carta è sempre tutto facile – afferma – poi quando ti scontri con la realtà trovi difficoltà che non avevi immaginato. Dico comunque che per fortuna siamo partiti ora, così stiamo affrontando i problemi uno per volta. Siamo dunque ancora in una fase in cui stiamo modellando la Cer a seconda di ciò che riscontriamo con l’esperienza sul campo”.

E allora nell’Italia dei piccoli  borghi Magliano Alpi può essere un esempio? “Noi abbiamo dichiarato sin da subito che intendiamo aiutare a replicare il nostro modello. Siamo un Comune di 2200 abitanti, e faccio notare che tra i poco più di 8mila Comuni presenti in Italia circa 6mila hanno meno di 5mila abitanti. Facciamo parte della maggioranza, e davvero speriamo che altri, in Piemonte e nel resto d’Italia, possano sfruttare la nostra esperienza e la nostra conoscenza per avviare altre comunità energetiche”.

Giovedì 1 aprile 2021 (h.18) segui il Circular talk PROSUMER e COMUNITÀ ENERGETICHE: la TRANSIZIONE ECOLOGICA dal BASSO

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