domenica, Dicembre 7, 2025

Innovare il made in Italy guardando alla sostenibilità. Inaugurata la mostra MICS a Firenze

A Palazzo Vecchio, fino al 15 ottobre, la mostra “Made in Italy Towards Sustainability. From tradition to futures”. Merlo (MICS – Made in Italy Circolare e Sostenibile): “Siamo un paese manifatturiero con la sostenibilità nel DNA”

Daniele Di Stefano
Daniele Di Stefano
Giornalista ambientale, redattore di EconomiaCircolare.com e socio della cooperativa Editrice Circolare

Una mostra a Firenze per raccontare come il made in Italy possa mettere a valore le proprie radici, quel “produrre all’ombra dei campanili cose belle che piacciono al mondo” (cit. lo storico Carlo Maria Cipolla), investendo sulla storica capacità di innovare per compensare la scarsità di materie prime nazionali e sul design che guarda alla sostenibilità e alla circolarità. Made in Italy Towards Sustainability. From tradition to futuresè la mostra che da ieri fino al 15 ottobre prossimo “fa dialogare il patrimonio storico del nostro paese con progetti di ricerca e prototipi che guardano al futuro della produzione italiana”. Voluta da MICS – Made in Italy Circolare e Sostenibile (partenariato esteso finanziato dal Ministero dell’Università e della Ricerca con fondi PNRR e coordinato dal Politecnico di Milano), curata dall’Università di Firenze, è stata inaugurata ieri a Palazzo Vecchio: contesto autorevole che grazie all’accostamento tra affreschi, bassorilievi e lo splendido videomapping immersivo ha permesso di sottolineare metaforicamente la convivenza, nel migliore made in Italy, di tradizione e innovazione evocati nel titolo dell’esposizione. E di allontanare dalla mente i brutti casi di sfruttamento riscontrati nelle filiere di grandi brand del made in Italy tessile.

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Foto: Lorenzo Baldi, EconomiaCircolare.com

Il design per “tracciare nuovi futuri di sostenibilità”

Il senso dell’esposizione ce lo ha raccontato Roberto Merlo, program research manager e direttore generale di Fondazione MICS: “La mostra illustra la capacità del nostro paese di essere manifatturiero e di avere nel proprio DNA una sostenibilità intrinseca. In mostra ci sono 16 oggetti iconici che hanno fatto la storia del Made in Italy, del migliore design, che hanno accompagnato lo sviluppo industriale. Ai quali si accostano 16 progetti di ricerca sviluppati nell’ambito di MICS. Così alla storia del design, alla capacità di sviluppare tecnologia e oggetti che sono diventati parte integranti della vita di tutti i giorni si affianca il connubio tra ricerca e sviluppo, la capacità di far dialogare l’impresa, l’università e il saper fare italiano. In un percorso dove la sostenibilità traccia nuovi futuri”.

Un “tracciare”, quello cui fa riferimento il dg di MICS, che rimanda al gesto proprio del design, quel disegnare che prelude al produrre e poi all’usare e – oggi che non è più accettabile prescindere dai valori della sostenibilità ambientale e sociale – al riparare, al riusare, allo smontare e riciclare. “La sostenibilità – spiega a EconomiaCircolare.com Giuseppe Lotti, presidente della Scuola di Architettura dell’Università di Firenze e Coordinatore Scientifico Spoke di MICS – è una questione estremamente complessa, che ha bisogno di competenze diverse. MICS ci racconta proprio questo. Abbiamo ingegneri, abbiamo chimici, abbiamo economisti, abbiamo designer che lavorano tutti insieme. E solo con un lavoro di gruppo si può riuscire ad affrontare la sfida della sostenibilità”. In questo scenario di competenze diverse, aggiunge, “il design gioca un ruolo importante. Credo sia un ruolo di sintesi, di catalisi dei diversi contributi. E poi anche il ruolo di dare forma alle cose e di renderle maggiormente sostenibili. La mostra di Firenze si muove proprio in questa direzione”.

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Leggerezza e informazione

Ma facciamo due passi dentro la Sala d’Armi di Palazzo Vecchio, in cui la mostra è stata allestita, accompagnati da due ciceroni d’eccezione che ci raccontano due dei 16 casi esposti.

Il primo riguarda la leggerezza. “Dal punto di vista della sostenibilità, in particolare ambientale, il tema della leggerezza è molto importante”, riflette Lotti. “Un esempio in mostra di tema di leggerezza è rappresentato dal lavoro di Gio Ponti per la sedia Leggera, una delle serie più conosciute del design italiano”. E dato che la mostra procede per abbinamenti – design iconico più progetto innovativo – accanto al prodotto immaginato dal designer milanese troviamo “un lavoro molto importante di Sacmi, prodotto nell’ambito del progetto MICS: una serie di piastrelle la cui caratteristica fondamentale è una estrema dematerializzazione del prodotto. Meno materiale vuol dire più sostenibilità”.

“Comunicare i valori tangibili ed intangibili del made in Italy diventa una sfida sempre più importante, in particolar modo quando questa viene legata ai valori della sostenibilità”, ci spiega Eleonora D’Ascenzi, un dottorato di ricerca in Architettura all’Università di Firenze, project manager di uno dei progetti MICS (Spoke 2 PNRR, PE11 MICS). “Oggi saper raccontare il made in Italy diventa sempre di più un elemento fondante. Perché, oltre a raccontare la qualità e la bellezza, è importante raccontare il processo che c’è dietro. E la sua sostenibilità”.

Con il progetto Emotional in mostra a Palazzo Vecchio, spiega, “abbiamo lavorato ad un racconto immersivo che permette di seguire la lavorazione, in particolar modo all’interno della filiera della ceramica. Emotional vuole raccontare il processo del made in Italy, anche attraverso il suo saper fare lento, talvolta anche attraverso l’errore. In questo modo, infatti ,è possibile mostrare la vera essenza del made in Italy, la fusione fra tradizione ed innovazione”.

 
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Foto: Lorenzo Baldi, EconomiaCircolare.com

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Gli altri appuntamenti

Inaugurata ieri, la mostra sarà aperta al pubblico con ingresso gratuito fino al 15 di ottobre (tutti i giorni dalle 10 alle 19, domenica fino 16). Le si affiancano diversi incontri. Il 10 ottobre, all’Università di Firenze, un convegno su modelli di business e circolarità nel settore arredo riunisce esperti, designer e imprese per discutere strumenti innovativi e casi di eccellenza. Il 13 ottobre si parla di futuro e cultura della sostenibilità con l’incontro Living the Futures, in collaborazione con UNESCO Futures Literacy. Il 15 ottobre doppio appuntamento: in mattinata il Rettorato ospita il convegno Il contributo dell’Università di Firenze al progetto MICS; a seguire, al Consiglio Regionale, il focus Automazione e Territorio affronta le sfide dell’industria 4.0 e delle PMI.

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Foto: Lorenzo Baldi, EconomiaCircolare.com

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