venerdì, Maggio 27, 2022

Al via Pechino 2022, le Olimpiadi invernali ai tempi della crisi climatica

Cominciano oggi i Giochi invernali, in un'edizione caratterizzata dall'innevamento artificiale. Se è evidente che le Olimpiadi dovranno fare i conti con i cambiamenti climatici, le pratiche di sostenibilità portate avanti dalla Cina, per ridurre gli impatti ambientali, assumono particolare interesse

Letizia Palmisanohttps://www.letiziapalmisano.it/
Giornalista ambientale 2.0, spazia dal giornalismo alla consulenza nella comunicazione social. Vincitrice nel 2018 ai Macchianera Internet Awards del Premio Speciale ENEL per l'impegno nella divulgazione dei temi legati all’economia circolare. Co-ideatrice, con Pressplay e Triboo-GreenStyle del premio Top Green Influencer. Co-fondatrice della FIMA, è nel comitato del Green Drop Award, premio collaterale della Mostra del cinema di Venezia. Moderatrice e speaker in molteplici eventi, svolge, inoltre, attività di formazione sulle materie legate al web 2.0 e sulla comunicazione ambientale.

Siamo nel cuore dell’inverno 2022, a metà strada tra l’autunno e la primavera, ed è il momento ideale, quindi, per le gare più famose di sempre: i Giochi Olimpici che, per gli sport invernali, esistono da quasi un secolo. Ideati nel 1921, vennero inaugurati nel 1924. L’edizione sulla neve di quest’anno si terrà a Pechino dal 4 al 20 febbraio.

Le sfide, tuttavia, non avranno come protagonisti solo gli atleti: gli organizzatori, infatti, avranno il duplice impegno di garantire lo svolgimento delle competizioni a prescindere dalle condizioni metereologiche e, al contempo, di raggiungere gli obiettivi di neutralità carbonica richiesti dal Comitato Olimpico Internazionale (Cio). Entrambe le sfide sono legate alla sostenibilità ambientale molto più di quel che (forse) si creda.

Leggi anche: La “strana” Olimpiade di Tokyo punta sull’economia circolare

Cosa c’entrano i cambiamenti climatici con le difficoltà di organizzare un’Olimpiade

Organizzare un’Olimpiade non è, di per sè, una cosa semplice. A complicare la situazione, poi, nelle ultime edizioni, sono intervenuti anche i cambiamenti climatici che rendono le stagioni invernali più brevi, con minori nevicate e con una maggior velocità nello scioglimento dei ghiacci come sottolineato anche dal report  “Slippery slopes, how climate change is threatening the winter olympics”, diffuso da Sport Ecology.

A causa di tali fenomeni, a partire dai Giochi del 1980 di Lake Placid, gli organizzatori hanno fatto ricorso a sistemi di innevamento artificiale. Da una soluzione di emergenza, però, in poco più di 40 anni si è arrivati alla situazione paradossale nella quale i giochi di Pechino verranno disputati quasi al 100% su neve artificiale. A tal fine sarà necessario impiegare circa 49 milioni di galloni (paria ad oltre 186 milioni di litri) d’acqua, 130 generatori a ventola di neve e 300 cannoni per innevamento che produrranno gli 1,2 milioni di metri cubi di neve necessari a consentire la possibilità di disputare le gare.

Oltre all’uso dei macchinari e di un’enorme riserva d’acqua, sarà necessario anche l’aiuto del meteo per mantenere la neve artificiale nelle condizioni idonee all’attività di gara.

Quanto descritto non rappresenta solamente un dispendio enorme di risorse economiche, ma comporta anche un mostruoso impatto ambientale in termini di spreco di acqua, dell’energia necessaria a trasformarla in neve oltre che, ovviamente, all’impatto relativo alla produzione degli impianti stessi.

Leggi anche: Siccità, inondazioni ed eventi estremi. Così la crisi climatica pesa di più sulle donne

I cambiamenti climatici decideranno dove si terranno le Olimpiadi invernali?

In futuro sarà necessaria una seria riflessione sia sulle sedi idonee ad ospitare i Giochi invernali – il cui numero si ridurrà drasticamente a causa dei cambiamenti climatici – sia sui costi ambientali generati da questa manifestazione sportiva, ma non solo: gli esperti sottolineano che la neve artificiale aumenta il tasso di infortuni tra gli atleti.

Leggi anche: Al via la prima causa contro lo Stato italiano per inazione climatica

La sfida della Cina per dei Giochi “inclusivi, aperti e puliti”

Per l’edizione cinese delle Olimpiadi invernali il Governo di Xi Jinping ha assunto l’impegno di realizzare giochi “inclusivi, aperti e puliti” con un’edizione “verde” che garantisca la neutralità delle emissioni.

Le sfide ambientali che attendono la Cina in relazione agli obiettivi di riduzione delle emissioni climalteranti sono sicuramente elevate anche perchè il requisito “emissioni zero” in termini di neutralità carbonica è richiesto dal CIO.

Leggi anche: Net zero vs. real zero: dalla Cop26 la critica al calcolo delle emissioni di Stati e imprese

Sedi a minor impatto ambientale

Quando si organizzano grandi eventi, è importante valutare l’impatto ambientale delle strutture. Fortunatamente, per Pechino 2022, verranno riutilizzate cinque sedi realizzate per i Giochi del 2008 mentre le nuove strutture sono state realizzate sulla base di linee guida ecosostenibili.

Un altro aspetto interessante riguarda il noleggio di numerose attrezzature (mobili, apparecchiature elettroniche e veicoli) che, al termine dei Giochi, potranno essere impiegate per nuovi utilizzi.

Leggi anche: Dalla Cop di Glasgow, sulle foreste ennesimo accordo non vincolante

Efficienza energetica e fonti rinnovabili

Sia le nuove che le preesistenti strutture saranno alimentate da energie rinnovabili e, quindi, attraverso l’energia prodotta dal sole e dal vento. Gli impianti utilizzati per produrre energia pulita, peraltro, hanno consentito di soddisfare il 10% circa dei consumi della città di Pechino incrementando, quindi, la quota parte alimentata da rinnovabili.

Per ridurre l’impatto ambientale legato all’innevamento artificiale, a Pechino 2022 sono stati introdotti sofisticati sistemi di refrigerazione a CO2 naturale – alimentati inoltre anch’essi da energia verde – il cui utilizzo consentirà di abbassare quasi a zero le emissioni di carbonio connesse ai processi di raffreddamento dell’acqua, limitando inoltre i consumi energetici.

L’acqua utilizzata per ottenere la neve tornerà sotto forma liquida e verrà convogliata nei serbatoi locali.

Leggi anche: L’acqua nel mondo: con i cambiamenti climatici a rischio anche cibo, salute e sicurezza

Pechino 2022 e la rigenerazione delle aree urbane

Un altro aspetto non secondario riguarda le opportunità di rigenerazione urbana conseguenti alle Olimpiadi che hanno consentito di far rinascere aree come lo Shougang Park di Pechino: quella che era una acciaieria dismessa oggi, pur conservando la storica architettura, ospita infrastrutture per lo sport, gli affari e il tempo libero.

A Zhangjiakou, invece, i lavori legati ai Giochi hanno comportato un aggiornamento delle infrastrutture, inclusi nuovi binari ferroviari, strade, snodi per il trasporto di passeggeri, nonché nuovi impianti per l’acqua potabile, l’energia elettrica e le comunicazioni.

Leggi anche: Musei, parchi, edifici rinascono come beni comuni. Storie di rigenerazione industriale

Gli investimenti per trasporti più sostenibili

In ogni grande evento una fetta dell’impatto da calcolare è quella relativa agli spostamenti e al trasporto: i prossimi Giochi Olimpici invernali potranno contare sull’apporto offerto dalla nuova ferrovia ad alta velocità Pechino-Zhangjiakou che collega le tre zone di competizione a circa 180 chilometri di distanza.

All’interno della zona di Pechino si farà poi ricorso principalmente a veicoli elettrici e alimentati a gas. Nelle aree di Yanqing e Zhangjiakou si schiereranno invece veicoli alimentati ad idrogeno che potranno essere ricaricati nelle sei stazioni che sono state installate tra le due zone. A ciò si affiancheranno anche la rete delle piste ciclabili e quella del trasporto pubblico locale con l’obiettivo di migliorare l’efficienza e riducendo le emissioni di carbonio.

Leggi anche: Sport e circolarità, come allungare la vita di un evento sportivo

Emissioni: ciò che non si può ridurre si compensa

Non tutto è riducibile a un impatto zero: ogni attività può produrre più o meno emissioni climalteranti, ma una quota di esse è sempre presente. Per raggiungere la neutralità climatica quindi gli organizzatori hanno previsto la compensazione attraverso crediti di carbonio e attraverso attività di silvicoltura iniziate già da alcuni anni anni.

Dal 2014, ad esempio, Pechino e Zhangjiakou hanno piantato rispettivamente 47.333 e 33.000 ettari di foresta, generando circa 530.000 e 570.000 tonnellate di sequestro di carbonio forestale.

Chissà che le Olimpiadi possano divenire un modello per altri grandi eventi e per la riconversione ecologica dell’intero Paese della Grande Muraglia.

Leggi anche: 10 esempi concreti di economia circolare applicata allo sport

© Riproduzione riservata

POTREBBE INTERESSARTI

Ultime notizie