sabato, Maggio 28, 2022

Diritto al riparazione, dopo il tweet di Biden arrivano tre proposte di legge

Dopo la presa di posizione del presidente Biden, alla Camera dei rappresentanti e al Senato arrivano tre disegni di legge per garantire il diritto a riparare prodotti elettronici, automobili e macchinari agricoli

Maurita Cardone
Giornalista freelance, pr e organizzatrice culturale, ha lavorato per diverse testate tra cui Il Tempo, Il Sole 24 Ore, La Nuova Ecologia. Abruzzese trapiantata a New York dove è stata vicedirettore di una testata italiana online, attualmente è corrispondente dagli USA per Artribune oltre a collaborare con diversi media italiani e non. Si occupa di temi sociali e culturali con particolare attenzione alle intersezioni tra arte e attivismo.

Prosegue l’avanzata del diritto alla riparazione negli USA. Mercoledì 2 febbraio è arrivata in  Congresso una proposta di legge intitolata Freedom to Repair Act, intesa a riformare le regolamentazioni sul copyright per eliminare le barriere alla riparazione dei prodotti imposte da molte aziende. La proposta gode di supporto bipartisan: a portarla alla Camera sono stati i due rappresentanti Mondaire Jones e Victoria Spartz, democratico di New York il primo e repubblicana dell’Indiana la seconda. Il disegno di legge renderebbe legali di default quasi tutte le riparazioni elettroniche.

Questione di copyright

Al momento, a regolare la materia è il Digital Millennium Copyright Act (DMCA) del 1998 che ha reso illegale aggirare le misure di protezione tecnologica a qualsiasi scopo, riparazione inclusa. E sempre più prodotti hanno misure di protezione tecnologica. L’Ufficio del copyright americano può concedere delle eccezioni quando viene dimostrato che le protezioni impediscono l’utilizzo dei prodotti da parte degli utenti. Le regole di esenzione sono riviste ogni tre anni. E ogni tre anni le organizzazioni che si battono per il diritto alla riparazione, con iFixit in prima linea, chiedono esenzioni alle limitazioni per specifici prodotti, ma tali esenzioni non consentono la condivisione con il pubblico di strumenti e software necessari per effettuare le riparazioni.

“Per troppo tempo, la legge federale sul copyright ha consentito alle più potenti società del mondo di controllare chi ripara ciò che possediamo – ha affermato Mondaire Jones in un comunicato stampa – consolidando il potere di queste grandi società, le restrizioni alle riparazioni minacciano la nostra economia, compreso il benessere economico dei consumatori americani e delle piccole imprese. È tempo di un cambiamento”.

Il disegno di legge Jones-Spartz mira a stabilire che aggirare i blocchi digitali al fine di riparare un prodotto non costituisce una violazione del copyright. Inoltre, diventerebbe legale creare e diffondere strumenti e software per le riparazioni.

“Sono inclusi tutti i prodotti con elettronica incorporata, ad eccezione dei dispositivi medici. Non siamo entusiasti di questa eccezione”, si legge in un comunicato stampa diffuso da iFixit a commento della proposta.

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Un’accelerazione sulle auto

Si tratta, tuttavia, della proposta di legge di più ampia portata finora arrivata davanti ai legislatori americani. Ma non è l’unica. La questione sta infatti prendendo piede e negli ultimi giorni c’è stata un’improvvisa accelerazione sul tema. Come avevamo già raccontato sulle pagine di EconomiaCircolare.com, la settimana scorsa anche il presidente Joe Biden si era espresso a favore di leggi che consentissero agli utenti di riparare i propri prodotti.

E ieri, giovedì 3 febbraio, un altro rappresentante democratico, Bobby Rush, membro della commissione della Camera per l’energia e il commercio, ha introdotto una proposta di legge per il diritto alla riparazione nell’industria automobilistica. Il Right to Equitable and Professional Auto Industry Repair Act (R.E.P.A.I.R Act) garantirebbe che i proprietari di veicoli e le officine indipendenti abbiano lo stesso accesso agli strumenti e ai dati di riparazione e manutenzione delle case automobilistiche e delle concessionarie autorizzate.

“I consumatori preferiscono ampiamente le officine di riparazione indipendenti rispetto alle concessionarie: il 70% dei 288 milioni di veicoli registrati negli Stati Uniti è gestito da strutture di riparazione indipendenti”, spiega il comunicato stampa diffuso dall’ufficio di Rush.

La proposta di legge si propone di: preservare l’accesso dei consumatori alla riparazioni di veicoli; garantire l’accesso a strumenti e informazioni di riparazione; garantire la sicurezza informatica consentendo ai produttori di veicoli di proteggere i dati generati dai veicoli; offrire ai consumatori trasparenza e informazione sulle opzioni per la riparazione; creare un comitato consultivo che offra raccomandazioni sulla questione alla Federal Trade Commission; garantire che le regole siano rispettate creando un processo standardizzato per reclami e violazioni.

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Agricoltori padroni del proprio destino

Infine, sempre questa settimana, un’altra proposta sul diritto alla riparazione è arrivata in Senato, presentata dal democratico del Montana, Jon Tester: il disegno di legge si concentra in questo caso sul settore agricolo che da tempo lamenta che le barriere imposte dai produttori alla riparazione dei macchinari  risultano in alti costi e tempi lunghi.  La nuova legislazione richiederebbe ai produttori di attrezzature agricole di rendere disponibili al pubblico pezzi di ricambio, manuali di istruzioni e codici software, consentendo agli agricoltori di riparare i dispositivi da soli o affidarli a meccanici di propria scelta.

“Credo che più possiamo mettere gli agricoltori in condizione di controllare il proprio destino, che è ciò che fa questo disegno di legge, più sicure saranno le catene alimentari”, ha commentato il senatore a NBC News.

Sono tanti i settori in cui i consumatori possono beneficiare del diritto di riparare i propri prodotti e allungare loro la vita senza lunghe procedure e costi elevati. La rivoluzione delle riparazioni è solo all’inizio.

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