La Commissione ha appena lanciato un invito a presentare prove e una consultazione pubblica aperta in merito al quadro giuridico sulle reti europee. Il feedback ricevuto contribuirà ai lavori della Commissione sul pacchetto europeo di reti, previsto per la pubblicazione entro la fine del 2025. Le parti interessate hanno tempo fino al 5 agosto 2025 per fornire input.
Come ha insegnato il blackout iberico di fine aprile 2025, il ruolo delle reti è fondamentale per integrare nel migliore dei modi le energie rinnovabili, in modo da avere prezzi accessibili di fronte a un’elettrificazione dei consumi crescente e a minor impatto ambientale. Il pacchetto europeo di reti, d’altra parte, è stato annunciato all’interno della bussola per la competitività per l’UE e rientra anche nel Clean Industrial Deal.
“L’obiettivo principale di questa iniziativa – scrive la Commissione – sarà quello di contribuire all’aggiornamento e all’espansione delle reti per sostenere la rapida elettrificazione e accelerare le autorizzazioni, come evidenziato nella lettera al Commissario Jàrgensen. Garantire una rete energetica europea ben integrata e ottimizzata è fondamentale per accelerare una transizione competitiva, efficiente in termini di costi e di energia pulita per sostenere gli sforzi dell’UE di decarbonizzazione per il 2030 e il 2050”.
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Perché l’UE sceglie di investire sulle reti elettriche
Nel maggio 2022 la Commissione ha stimato che sono necessari 584 miliardi di euro di investimenti sulle reti elettriche entro la fine di questo decennio per raggiungere gli obiettivi di REPowerEU. Le priorità sono state fissate nell’espansione della rete, nella modernizzazione, nella digitalizzazione e nella flessibilità, in modo da limitare i ritardi di connessione e, come già detto, integrare al meglio le potenzialità delle energie rinnovabili: l’Unione Europea, infatti, punta ad avere almeno il 42,5% del consumo energetico totale proveniente da fonti rinnovabili entro il 2030, con l’obiettivo di arrivare al 45%.
Nel novembre 2023, inoltre, la Commissione ha già pubblicato un piano d’azione per la rete. Il nuovo pacchetto europeo, previsto entro la fine dell’anno, si baserà dunque su su questo piano d’azione, fornendo dettagli più concreti per sostenere la modernizzazione delle infrastrutture esistenti, per rendere più efficiente comunicazione e connessione e consentire un’espansione delle reti basate sulla pianificazione della rete ottimizzata e sull’integrazione tra settori.
In più il piano d’azione per l’energia a prezzi accessibili, fissato a partire da febbraio 2025, afferma inoltre che il pacchetto di rete europea includerà proposte legislative per accelerare il permesso di consentire ulteriori stoccaggi: uno snodo cruciale per consentire una reale transizione energetica, dove cioè le rinnovabili si sostituiscono alle fossili nel mix energetico e non si limitano ad affiancarle, come purtroppo sta avvenendo in buona parte dei 27 Stati membri dell’Unione Europea, tra cui l’Italia.
Infine vale la pena ricordare che il regolamento sulle reti transeuropee per l’energia (TEN-E) è l’atto principale che fornisce il quadro giuridico per le infrastrutture energetiche transfrontaliere. A seguito di una valutazione completa nel 2020, il regolamento TEN-E è stato rivisto per essere allineato agli obiettivi del Green Deal europeo ed è entrato in vigore nel 2022. I principali cambiamenti hanno riguardato l’inclusione delle infrastrutture dell’idrogeno nel suo campo di applicazione, nonché un’attenzione rafforzata alle reti offshore per facilitare il raggiungimento delle ambizioni offshore stabilite nella strategia offshore dell’UE per le energie rinnovabili. Il quadro TEN-E comprende ora anche i progetti di interesse reciproco (PMI) – progetti transfrontalieri con Paesi terzi limitrofi.
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