venerdì, Febbraio 26, 2021

Riconvertire le imprese in modo circolare? Si può, il Mise proroga i termini

Dal governo 210 milioni di euro a disposizione delle imprese per progetti di ricerca e sviluppo dedicati all'economia circolare. L’intervento si basa su un aspetto fondamentale: la riconversione delle attività produttive in suolo italiano, privilegiando soprattutto un efficiente uso delle risorse

Caterina Ambrosini
Caterina Ambrosini
Laureata in Gestione dell’ambiente e delle risorse naturali presso la Vrije Universiteit di Amsterdam con specializzazione in Biodiversità e valutazione dei servizi forniti dall'ecosistema. Da inizio 2020, collabora con l’Atlante Italiano dell’Economia Circolare nel lavoro di mappatura delle realtà nazionali e nella creazione di contenuti.

Dal 10 dicembre 2020 sarà possibile per le imprese presentare le domande per accedere al Fondo per la crescita sostenibile per i progetti di ricerca e sviluppo nell’ambito dell’economia circolare, attivato dal Ministero dello Sviluppo Economico con decreto 11 giugno 2020. Grazie alle agevolazioni del Decreto Crescita, gli investimenti sono rivolti al sostegno di innovazioni e soluzioni sostenibili per incentivare la riconversione delle attività produttive in chiave circolare. La misura vuole quindi promuovere lo sviluppo di progetti che siano finalizzati a aumentare il valore dei prodotti, dei materiali e delle risorse, e allo stesso tempo ridurre la produzione di scarti. Sono stati messi in campo oltre 210 milioni di euro destinati a imprese attive nel mondo industriale, agricolo, dell’artigianato, centri di ricerca e di servizi all’industria. Le domande possono essere presentate singolarmente o congiuntamente, e in quest’ultimo caso sono ammessi anche organismi di ricerca ad affiancare i proponenti. Per chi vuole avvantaggiarsi, dal 30 novembre sarà possibile precompilare le domande e gli allegati richiesti.

Il MiSE ha messo a disposizione delle imprese che vogliono cavalcare l’onda della transizione verso un’economia circolare oltre 210 milioni. Di questa importante cifra, 155 milioni di euro sono destinati a finanziamenti a valere sul Fondo rotativo per il sostegno alle imprese e gli investimenti in ricerca (FRI). Per la quota restante, 62 milioni di euro, la misura interviene per la concessione dei contributi alla spesa sul Fondo sviluppo e coesione (40 milioni), destinati per l’80% a progetti nel Mezzogiorno, sul Fondo per la crescita sostenibile (20 milioni) e sulle risorse messe a disposizione dalla Regione Basilicata (2 milioni) per progetti nel suo territorio. Con le modifiche apportate in data 6 novembre, sono stati aggiunti 2 milioni di euro per i finanziamenti agevolati e 800 mila euro per i contributi alla spesa. Per i finanziamenti concessi sul FRI, le imprese potranno contare su un supporto per il 50% delle spese e dei costi ammissibili di progetto. Per il contributo alla spesa, i finanziamenti copriranno il 20% di spese e costi per le micro, piccole imprese e organismi di ricerca, il 15% per le medie imprese e il 10% per le grandi. Per accedere alle agevolazioni, il progetto, oltre a essere attuato in unità produttive situate in Italia, deve prevedere spese e costi ammissibili tra i 500 mila e i 2 milioni di euro e avere una durata non inferiore a 12 mesi e non superiore a 36 mesi.

L’intervento si basa su un aspetto fondamentale: la riconversione delle attività produttive in suolo italiano. I progetti devono avere l’obiettivo di creare nuovi prodotti, processi o servizi che seguano i principi dell’economia circolare. In alternativa si può puntare su uno sviluppo delle tecnologie abilitanti per spingere verso un miglioramento dei prodotti, processi o servizi già esistenti. La misura del MiSE quindi interviene sulle attività di ricerca e sviluppo che possono avviare le imprese verso una riconversione e transizione circolare. Entrando più nello specifico, i progetti devono essere indirizzati verso un efficiente uso delle risorse, e trasformazione e trattamento dei rifiuti. La progettazione di processi di simbiosi industriale si aggiunge agli ambiti di finanziamento, così come anche lo sviluppo di strumenti per aumentare la vita del prodotto e migliorare l’intero ciclo produttivo. I progetti possono anche essere finalizzati alla sperimentazione di imballaggi alternativi, alla gestione sostenibile delle risorse idriche e all’incremento del recupero e riciclo dei materiali leggeri.

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