venerdì, Febbraio 26, 2021

Sant’Anna di Pisa e Area Science Park di Trieste insieme per la transizione ecologica

Due eccellenze del mondo della ricerca e dell’innovazione si uniscono per elaborare progetti congiunti e attività di supporto alle imprese, per diffondere i principi chiave dell’economia circolare

Loredana Menghi
Loredana Menghi
Dal 2008 scrive per il mensile di Legambiente La Nuova Ecologia, realizzando servizi giornalistici dedicati all'ambiente, alle tecnologie sostenibili, al sociale e ai diritti umani. Sempre per La Nuova Ecologia, dal 2012 cura la rubrica Equotech- Tecnologie Eco Solidali, trasformata nella web serie Innovazioni dal Basso, pubblicata sul portale RepubblicaTv, per il quale ha lavorato anche alla realizzazione di diverse web serie a sfondo sociale. Ha collaborato, inoltre, con l’agenzia di stampa Redattore Sociale, con i settimanali Left e Il Punto, il mensile Terra e il quotidiano Il Giorno.

Due eccellenze del mondo della ricerca e dell’innovazione si uniscono per elaborare progetti congiunti e attività di supporto alle imprese, per diffondere i principi chiave dell’economia circolare. Si tratta dell’Istituto di Management della Scuola Sant’Anna di Pisa (università nella Top ten mondiale per la ricerca, secondo la classifica stilata lo scorso anno dal QS World University) e dell’Area Science Park di Trieste, ente pubblico nazionale che trova la sua mission nel trasferimento dell’innovazione al settore produttivo. Lo scorso luglio hanno siglato un accordo quadro triennale con lo scopo di costruire un network tra comunità scientifica internazionale, pubbliche amministrazioni e imprese, che favorisca la transizione a un modello economico più sostenibile dal punto di vista sociale e ambientale. Un’intesa raggiunta con lo scopo di rendere il più possibile “circolare” l’organizzazione delle aziende, connesse a filiere, aree industriali e distretti attraverso la progettazione e la valorizzazione di approcci, metodi e strumenti all’avanguardia.

Dalla Scuola Sant’anna il Management è circolare

A coordinare l’iniziativa, è stato l’Istituto di Management della Scuola Superiore Sant’Anna, in particolare il gruppo SUM (Sustainability Management), sotto la direzione scientifica del Prof. Marco Frey. “Un gruppo di ricerca da tempo attivo nell’economia circolare, che coniuga la conoscenza dei processi decisionali con i principi di sostenibilità, tramite lo studio della gestione efficiente delle risorse, del management ambientale e della responsabilità sociale d’impresa (CSR), paradigma del business etico che crea valore condiviso – spiega Natalia Marzia Gusmerotti, coordinatrice operativa delle attività di ricerca dell’accordo quadro, nell’ambito del team che si occupa proprio di gestione dell’Economia Circolare per il capitale naturale (CENC). “Fra i nostri interlocutori ci sono organizzazioni pubbliche e private, che sosteniamo nella definizione di soluzioni sostenibili, circolari e innovative. Tali soluzioni – aggiunge la ricercatrice – sono tese alla rigenerazione del capitale naturale (lo stock mondiale di risorse come suolo, aria, acqua e organismi viventi ndr,) e dei servizi che esso produce, determinanti nella lotta ai cambiamenti climatici, con particolare riferimento all’adattamento e alla salute planetaria. Tema questo quanto mai attuale considerando che sempre più ricercatori sono convinti che la distruzione della bio-diversità contribuisca a creare le condizioni per nuovi virus e malattie e che molto spesso sono vere e proprie zoonosi.

“Lo sviluppo di strumenti di valutazione dell’impatto in termini di resilienza delle imprese permetterà di rafforzare la gestione dei nuovi rischi, tra cui rientrano quelli di natura sanitaria, di cui ne è un esempio l’attuale pandemia da Covid-19, così come quelli legati al cambiamento climatico e al depauperamento del capitale naturale. Un contributo importante e necessario per la realizzazione di un modello economico sostenibile e circolare”.

 Area Science Park: innovazione al servizio della sostenibilità

L’accordo è il frutto di una sinergia avviata nel 2019 nell’ambito del progetto europeo “INCIRCLE”, incentrato sul turismo sostenibile. “Abbiamo messo in campo la nostra esperienza nella sfera della misurazione degli indici di circolarità, con le competenze maturate da Area Science Park nel campo dell’analisi, dell’innovazione e dell’internazionalizzazione”, ricorda Gusmerotti.

Al momento, sono ancora in fase di definizione i progetti da seguire. “Un primo esempio concreto di collaborazione, è l’analisi degli elementi critici per la resilienza delle imprese, per capire quali sono i driver che le possano rendere più competitive e che possano orientare le scelta degli enti pubblici nell’assegnazione dei fondi per la transizione –anticipa Fabio Morea, responsabile dell’Ufficio Studi di Innovazioni dell’Area Science Park, ente nazionale che da circa 40 anni favorisce lo sviluppo e iniziative di ricerca industriale. Un parco tecnologico di 80.000 metri quadrati, dislocato in due campus sul Carso triestino, nei quali operano società, startup, otto centri di ricerca nazionali e internazionali e un incubatore certificato.

“Per prendere buone decisioni, è necessario avere un’ottima base di informazioni – spiega Morea –  per questo motivo stiamo realizzando strumenti che raccolgono dati, li analizzano e li mettono a disposizione di chi deve assumere decisioni che riguardano le imprese, l’innovazione e la sostenibilità”.

L’indagine partirà dal Friuli Venezia Giulia e dalle filiere, sia nazionali che internazionali, parte del raggio di azione degli istituti di ricerca. “Stiamo siglando dei protocolli d’intesa con realtà del settore del turismo, quello primario, edile e manifatturiero”, commenta. A questi si andranno ad aggiungere i comparti tipici del territorio toscano (tessile, conciario, cartario e del mobile) e altri di più ampio respiro, come quello energetico e dei servizi pubblici, connessi al tema della vivibilità urbana.

“Molte imprese stanno investendo in innovazione sostenibile per cogliere nuove opportunità e per ridurre i rischi futuri” – conclude Fabio Morea di Area Science Park – “L’etica dell’imprenditore può avere un ruolo in questo processo, ma si tratta soprattutto di una scelta razionale dal punto di vista aziendale”.

 

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