giovedì, Maggio 6, 2021

Imagine Circularity, il sondaggio per comprendere la percezione dell’economia circolare nel mondo

L'indagine è stata lanciata dall'organizzazione no profit austriaca Revolve ed è stata presentata lo scorso 19 aprile nella sua prima versione in inglese. Anche l’Italia sarà partner dell'iniziativa, grazie all'interesse espresso da ICESP, dall'università di Torino e dalla nostra rivista

Madi Ferrucci
Madi Ferrucci
Nata in provincia di Pisa il 26 giugno 1991. Laureata in Filosofia e diplomata alla scuola di Giornalismo della Fondazione Basso di Roma. Assieme a due colleghi ha vinto il Premio Morrione 2018 e il Premio Colombe d'Oro per la Pace 2019 con un’inchiesta internazionale sulla fabbrica di armi RWM in Sardegna. Ha lavorato a The Post Internazionale nella sezione news e inchieste. Collabora con Economiacircolare.com, il Manifesto e altre testate nazionali. Fa parte del collettivo di giornalisti freelance “Centro di giornalismo permanente".

Come ben sanno i lettori e le lettrici della nostra testata, l’economia circolare è il modello a cui governi, cittadini e imprese dovrebbero tendere per garantire alle prossime generazioni un futuro sostenibile. Ora l’indagine intitolata Imagine Circularity, lanciata dall’organizzazione no profit austriaca Revolve, punta a tracciare un quadro della percezione globale sul tema ed è stata presentata lo scorso 19 aprile nella sua prima versione in inglese per indagare il modo in cui il mondo immagina questo percorso di transizione.

Il progetto ha già ottenuto il coinvolgimento di molti Paesi, tra cui Italia, Polonia, India, Cile, Colombia e Malta e ogni giorno aumentano le adesioni da parte di imprese, organizzazioni e stakeholders disposti a prendere parte all’indagine.

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Un milione di report e report per ciascun Paese

L’obiettivo finale della ricerca è il raggiungimento di oltre un milione di risposte da tutto il mondo, così da offrire un ampio campione di studio capace di generare comparazioni virtuose tra i diversi Paesi. All’elaborazione dei risultati contribuirà anche il Copernicus Institute of Sustainable Development dell’Università di Utrecht che avrà il compito di garantire autorevolezza e rigore scientifico all’iniziativa. “Oltre al report globale speriamo di poter produrre anche report singoli dedicati ai vari Paesi, con dati chiari ed evidenze scientifiche sulla percezione dell’economia circolare nelle diverse città, nel settore industriale e nella società civile”, ha affermato il docente dell’Università di Utrecht Walter Vermeulen durante la conferenza stampa di presentazione del progetto dello scorso 13 aprile.

Le domande del questionario mireranno a sondare la conoscenza di alcuni concetti base dell’economia circolare adattabili ai più diversi contesti culturali. “Il passaggio da un’economia lineare ossessionata dalla continua crescita economica a un’economia circolare ed inclusiva – sostiene il presidente di Revolve Circular Sören Bauer – non può avvenire grazie a dei semplici incontri su zoom o a dei report ben fatti, deve partire da una comprensione profonda del modo in cui viviamo e consumiamo i prodotti: questo cambiamento deve anzitutto avvenire nella mente dei dirigenti delle aziende, nei loro team, e nelle sedi istituzionali e governative”.

Anche l’Italia sarà partner dell’iniziativa, grazie all’interesse espresso da ICESP (Piattaforma Europea per l’Economia Circolare, promossa da ENEA), dall’Università di Torino e dalla nostra rivista Economiacircolare.com. Una versione in lingua italiana del questionario, infatti, potrebbe fornire importanti informazioni sui settori produttivi e gli interlocutori più interessati a realizzare la transizione a nuovo modello economico circolare e sostenibile.

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