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giovedì, Febbraio 22, 2024

10 startup europee per l’economia circolare

Dalla riparazione degli indumenti agli imballaggi riutilizzabili fino all’intelligenza artificiale al servizio del riciclo. Con l’aiuto del magazine EU-startups vi raccontiamo 10 startup europee al servizio dell’economia circolare

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Redazione EconomiaCircolare.com

Quando si dice startup si evocano innovazione, pensiero “out of the box”, tecnologia, futuro. Alle startup, complice la narrazione arrivata dalla Silicon Valley, si affidano i cambi di paradigma. Soggetti ideali, dunque, per la transizione dall’economia lineare a quella circolare. Qualche settimana fa  EU-startups, magazine specializzato appunto sulle startup europee, ha stilato un elenco di giovani imprese europee attive nella transizione verso un’economia pienamente circolare.

“Con le ambizioni che il governo europeo ha delineato, ha senso che l’Europa sia la patria di un gruppo di startup interessanti che ci stanno aiutando ad allontanarci da un’economia lineare”, leggiamo. “Stanno promuovendo la circolarità in vari verticali dal riciclaggio, all’imballaggio dei prodotti, alla moda, ai generi alimentari e alle soluzioni per le famiglie con bambini in crescita”.

Quello delle startup è un ecosistema, così accanto a queste imprese, spiega il magazine, “ci sono fondi che si concentrano sull’impiego dei loro capitali nell’economia circolare. Polestar Capital, con sede ad Amsterdam, ha annunciato il lancio del più grande fondo europeo per l’economia circolare all’inizio di quest’anno. Altri fondi che si concentrano su questo spazio in Europa includono Circularity Capital con sede a Edimburgo e Closed Loop Partners con sede a New York”.

Immergiamoci nell’esplorazione delle startup che stanno facendo passi da gigante per promuovere l’economia circolare in Europa.

Stop usa e getta

Fondata nel 2019, Reath è una startup con sede a Edimburgo che lavora per diffondere gli imballaggi riutilizzabili. In collaborazione con Innovate UK, Open Data Institute e Lancaster University ha creato il primo Open Data Standard al mondo per imballaggi riutilizzabili: “reuse.id”. La piattaforma crea “passaporti digitali” per gli articoli, e permette di tracciarli in ogni fase del loro ciclo di vita. “La loro tecnologia – scrive EU-startups – è destinata a rivoluzionare il modo in cui le aziende monitorano e archiviano i dati necessari per adottare sistemi di imballaggio riutilizzabili sicuri, conformi e scalabili”. L’anno scorso il team ha raccolto 365.000 euro di investimento.

Altra startup attiva nella diffusione di imballaggi riutilizzabili è Again (“di nuovo”), che sta costruendo una rete diffusa e capillare di strutture di pulizia, chiamate CleanCells. Ogni struttura gestisce e pulisce gli imballaggi per l’utilizzo da parte dei più grandi marchi FMCG (Fast-moving consumer goods) del mondo. Again ha sede a Londra con 7 dipendenti ed è stata fondata nel 2021.

Nato nel 2019, Good Club semplifica lo shopping a zero rifiuti: fornisce ai clienti una gamma di generi alimentari in imballaggi riutilizzabili e privi di plastica, con consegna a domicilio a emissioni zero in tutto il Regno Unito. Good Club sta lavorando per ampliare la propria gamma di prodotti in risposta alla crescente domanda dei clienti. Hanno recentemente annunciato una partnership con il servizio di consegna a domicilio di Milk & More del Gruppo Müller. Ad oggi hanno raccolto 5,05 milioni di euro.

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Riciclo smart

La missione di Cirplus, startup con sede ad Amburgo, è ridurre i costi per i materiali in plastica riciclata rispetto alla plastica vergine. Circplus, spiega EU-startups, ‘fluidifica’ il mercato globale B2B per la plastica riciclata. Il team sta digitalizzando e abbreviando il processo di transazione per i trasformatori di plastica e le aziende di riciclaggio. Fondata nel 2018, la piattaforma consolida, semplifica e snellisce tutti gli aspetti del processo di transazione, inclusi il reperimento, la negoziazione, la contrattazione, la spedizione, l’assicurazione e il pagamento. Ad oggi, Cirplus ha raccolto complessivamente 3,5 milioni di euro e conta attualmente 21 dipendenti.

Fondata nel 2019 Greyparrot sfrutta la tecnologia della visione artificiale e dell’intelligenza artificiale per monitorare, analizzare e selezionare tonnellate di rifiuti. La sua tecnologia è stata messa a punto analizzando oltre 10 miliardi di articoli di imballaggio negli impianti di smistamento dei rifiuti: quando i rifiuti passano lungo il nastro trasportatore, i sensori e gli algoritmi di Greyparrot si mettono al lavoro aumentando la possibilità di riconoscere di che tipo di imballaggio si tratta per inviarli poi a riciclo.

Product as a service

Aiutare i brand a passare da un modello lineare di vendita/acquisto ad uno circolare di prodotto-come-servizio. È questa la missione di Fairown che accompagna le imprese ad offrire i propri prodotti per abbonamenti mensili. Nata a Tallin nel 2018, si è già espansa in otto Paesi e ad oggi ha raccolto circa 4,2 milioni di euro.

Bike Club offre abbonamenti per biciclette da bambini che possono essere scambiate man mano che i bimbi crescono. I bambini crescono velocemente e avere una bici nuova ogni volta non conviene alle famiglie né all’ambiente. La società, fondata nel 2016 in Gran Bretagna, è l’unica piattaforma di scambio di noleggio regolamentata da FCA (l’autorità di regolamentazione dei servizi finanziari nel Regno Unito). L’azienda sta lavorano per espandersi anche in Europa.

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Lunga vita ai nostri beni

Obiettivo di Sojo è un’industria della moda più circolare, grazie a servizi di riparazione e sartoria convenienti e mainstream. La loro piattaforma mette in collegamento i clienti alle cucitrici locali: i clienti possono ottenere riparazioni e modifiche dei capi senza uscire di casa, facendo ritirare e riconsegnare i loro articoli da un corriere in bicicletta. Sojo offre anche servizi B2B. Fondata nel 2021, ha recentemente chiuso il suo round di finanziamento preliminare di 2,2 milioni di euro.

Vinterior è la piattaforma per mobili vintage e accessori di design per la casa. È stata fondata nel 2016 con 12 rivenditori londinesi e 200 mobili della metà del secolo. Dal suo lancio, sono cresciuti fino a raggiungere una comunità di 1.800 venditori vintage in tutta Europa. Hanno sede a Londra e 60 dipendenti. Vinterior ha recentemente raccolto 9,3 milioni di euro.

Fondata nel 2021, Twig si definisce la “banca delle cose” e offre alle cose che i consumatori non usano più una nuova vita. Basta caricare i propri prodotti inutilizzati (“ci vogliono solo 30 secondi”, garantisce la piattaforma), ricevere una valutazione e contestualmente i soldi corrispondenti al valore stimato. Twig ha sede a Londra e conta attualmente 81 dipendenti.

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