Una lettera di Julio Cordano, nuovo presidente del Comitato intergovernativo di negoziazione (INC) traccia la strada che potrebbe finalmente portare all’approvazione di quel trattato globale contro l’inquinamento da plastica chiesto nel 2022 durante la UN Environment Assembly (Assemblea delle Nazioni Unite per l’Ambiente) di Nairobi, Kenya.
Abbiamo raccontato Il fallimento, a Ginevra, della seconda parte della quinta sessione negoziale (INC5.2), le dimissioni del precedente chair dell’INC, l’ambasciatore ecuadoriano Luis Vayas Valdivieso, l’elezione del cileno Julio Cordano come nuovo presidente. La nuova lettera inviata a tutti i membri del comitato sottolinea l’urgenza del problema e traccia un percorso per le fasi future del negoziato.

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Una road map
Un aspetto centrale della missiva è la consapevolezza della necessità di un percorso prevedibile per il processo dell’INC. “Vorrei sottolineare in particolare l’importanza di disporre di un percorso prevedibile che offra l’opportunità di scambiare opinioni e rafforzare la nostra comprensione reciproca in modo inclusivo e trasparente – scrive Cordano -. La disponibilità di un programma di lavoro ben strutturato è essenziale affinché tutti i membri della commissione possano prepararsi adeguatamente e pianificare la propria partecipazione in modo efficace, soprattutto in un anno intenso caratterizzato da numerosi impegni multilaterali”.
La lettera, appunto, “delinea una tabella di marcia per i lavori del Comitato in vista della quarta parte della sua quinta sessione (INC-5.4)”.
La roadmap include una serie di incontri chiave, alcuni virtuali e altri in presenza, che giocheranno un ruolo fondamentale nel plasmare il lavoro del comitato. In particolare, Cordano ha previsto riunioni virtuali informali regolari per i Capi delle Delegazioni (HOD), che si terranno ogni 4-6 settimane. Questi incontri faciliteranno consultazioni e discussioni su aree prioritarie e modalità di lavoro. Il primo incontro di questo tipo si è svolto a marzo di quest’anno, ed è servito ad introdurre la roadmap e ai suoi obiettivi.
L’assenza di un testo condiviso
La roadmap prevede anche un incontro in presenza a Nairobi, fissato per il 30 giugno – 3 luglio 2026. Questo incontro riunirà i capi delle delegazioni per discussioni più approfondite. Questi scambi contribuiranno a sviluppare un documento di riferimento, che delineerà i progressi compiuti e rifletterà le diverse posizioni dei vari paesi.
Nonostante l’agenda ambiziosa, infatti, uno degli ostacoli principali che il comitato deve superare è l’assenza di un testo di riferimento unificato. “Occorre prestare particolare attenzione al fatto che, al momento, l’INC non dispone di un unico progetto di testo su cui lavorare, che funga da riferimento comune per discutere i diversi elementi dei nostri negoziati”. Un problema che Cordano spera di risolvere nei prossimi mesi attraverso il dialogo continuo e la collaborazione.
Per questo suggerisce anche la possibilità di un altro incontro informale a ottobre. Questo incontro rappresenterebbe un’ulteriore opportunità per i partecipanti di continuare a esplorare soluzioni e affinare gli accordi.

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Cordano, che sottolinea la necessità di “trasparenza, inclusività e prevedibilità come pilastri fondamentali del lavoro che ci attende”, propone che l’INC-5.4 si tenga “alla fine del 2026 o all’inizio del 2027”.
E racconta la collaborazione con il segretariato “per stabilire al più presto una data concreta per l’INC-5.4”, con l’obiettivo di “una riunione di dieci giorni, compreso un giorno di riposo durante lo svolgimento della riunione” che avrebbe, a suo avviso, “maggiori possibilità di compiere progressi decisivi”.
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