Dal 2 al 33%, così aumenta il contributo ambientale per gli imballaggi in plastica

Lo fa sapere una nota di CONAI: i nuovi valori del contributo ambientale per gli imballaggi in plastica entreranno in vigore il 1° ottobre 2026

Daniele Di Stefano
Daniele Di Stefano
Giornalista ambientale, redattore di EconomiaCircolare.com e socio della cooperativa Editrice Circolare

Che sarebbero cresciuto si sapeva da un po’, ed era facile prevederlo vista anche la crisi (strutturale) che ha colpito il riciclo della plastica. Ieri il Consiglio di amministrazione CONAI, “dopo confronti approfonditi con tutti gli attori della filiera, ha definito i nuovi valori del Contributo ambientale CONAI (CAC) per gli imballaggi in plastica”. Prevedendo aumenti che, a seconda della tipologia di rifiuti, vanno dal 2% per e sacchi industriali, cappucci copri-pallet, film per pallettizzazione (fascia A2) al 33%, per bottiglie, barattoli, flaconi e vasetti in PET (fascia B1.2). Se l’aumento era quindi dato per certo, CONAI spiega che la decisione, presa insieme al consorzio COREPLA, arriva “in un contesto che continua a essere caratterizzato da volatilità dei mercati, incremento dei costi di gestione e persistenti criticità nel mercato europeo delle materie plastiche riciclate”.

I nuovi contributi entreranno in vigore il 1° ottobre 2026 (inizialmente la decorrenza era fissata dal 1° luglio).

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“Resta una significativa pressione sui costi della filiera”

Dopo l’inizio della guerra scatenata da USA e Israele in medio oriente, la volatilità dei mercati frutto dell’incertezza negli approvvigionamenti di petrolio e gas, pur tra “segnali di miglioramento dei ricavi da aste per specifiche frazioni di materiale (poco più del 25% dei materiali gestiti)” mostra il permanere di “una significativa pressione sui costi della filiera”.

Da dove arriva questa pressione? È dovuta, spiega CONAI “all’aumento complessivo dei quantitativi gestiti dal sistema consortile”, con conseguente crescita dei costi di raccolta, selezione e riciclo. Costi spinti verso l’alto “anche dalla debolezza della domanda di alcuni materiali riciclati (circa 34% del gestito), quelli che non hanno uno sbocco di mercato stabile, tipicamente rappresentati dagli imballaggi presenti nelle fasce B2 e C”.

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Foto: Canva

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Gli aumenti del contributo ambientale CONAI (CAC)

L’aumento del CAC, spiega la nota del CCONAI, “ha l’obiettivo di garantire le risorse per la continuità delle filiere e il mantenimento di almeno il 50% di tasso di riciclo”. Una misura necessaria “mentre prosegue il dibattito a livello europeo circa possibili misure strutturali di consolidamento del mercato unico delle materie prime seconde.

Questi gli aumenti deliberati dal Consiglio di amministrazione CONAI in base alla classificazione per fascia contributiva (legata all’effettiva selezionabilità, riciclabilità e maturità della filiera di riciclo):

 

fascia A1.1 (“Imballaggi rigidi e flessibili con una filiera industriale di selezione e riciclo efficace e consolidata”, ad esempio bag, sacchi tessuto industriali, cassette/cassoni industriali o agricoli, pallet, taniche oltre 5 litri): da 40 €/tonnellata a 51 €/tonnellata;

fascia A1.2 (fusti e cisternette IBC-Intermediate Bulk Container in HDPE con capacità uguale o superiore a 30 litri): da 87 €/tonnellata a 92 €/tonnellata;

fascia A2 (Imballaggi flessibili con una filiera industriale di selezione e riciclo efficace e consolidata, come sacchi industriali, cappucci copri-pallet, film per pallettizzazione, film termoretraibile, pluribolle): da 258 €/tonnellata a 264 €/tonnellata;

fascia B1.1 (Imballaggi con una filiera industriale di selezione e riciclo efficace e consolidata, in prevalenza da Circuito Domestico, come bottiglie, flaconi, taniche e altri contenitori rigidi fino a 5 litri in HDPE): da 219 €/tonnellata a 260 €/tonnellata;

fascia B1.2 (bottiglie, barattoli, flaconi e vasetti in PET): da 228 €/tonnellata a 304 €/tonnellata;

Fascia B2.1 (altri imballaggi selezionabili/riciclabili in particolare imballaggi rigidi in PP monopolimero, diversi da quelli già ricompresi in altre fasce): da 611 €/tonnellata a 639 €/tonnellata;

fascia B2.2 (fascia ampia di imballaggi selezionabili/riciclabili che comprende, tra gli altri, borse riutilizzabili, erogatori meccanici, tappi e chiusure rigide non ricompresi altrove): da 724 €/tonnellata a 856 €/tonnellata;

fascia B2.3 (altri imballaggi selezionabili/riciclabili, tra cui grucce/appendini senza componenti metalliche, imballaggi termoformati in PET, imballaggi rigidi in PS non espanso, tubetti in PE): da 785 €/tonnellata a 917 €/tonnellata;

fascia C (imballaggi per i quali non risultano attività di riciclo in corso oppure non selezionabili/riciclabili allo stato delle tecnologie attuali. Ricadono in fascia C tutte le tipologie non presenti nei gruppi precedenti): da 790 €/tonnellata a 922 €/tonnellata.

Possibili ulteriori interventi correttivi

CONAI fa sapere che “proseguirà il monitoraggio periodico dell’andamento dei mercati e dei deficit di catena, al fine di valutare eventuali ulteriori interventi correttivi secondo le consuete logiche di gradualità e preavviso”.

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