Dalla scatoletta al tiragraffi rotto: la guida per smaltire i rifiuti del tuo gatto senza errori

Il gatto è uno degli animali domestici più diffusi in Italia. Ma questa meravigliosa convivenza porta con sé una responsabilità che va oltre la ciotola piena e le coccole sul divano: la gestione dei loro rifiuti. Ecco alcuni suggerimenti utili per le oltre 10 milioni di persone che hanno (almeno) un gatto in casa

Ludovica Nati
Ludovica Nati
Social media manager, copywriter, blogger e fotografa paesaggista. Collabora con diverse realtà i cui ambiti spaziano dalla sostenibilità ambientale alla medicina, dalla promozione territoriale e turistica alle aziende di servizi o di trasporti. Digital strategy, gestione social, redazione di testi SEO, copywriting, consulenza 2.0 e creazione di contenuti fotografici e grafici sono i suoi principali ambiti di competenza. Fa parte del network di Eco Connection Media

Nelle nostre case sono sempre più presenti, membri a tutti gli effetti delle nostre famiglie, dispensatori silenziosi di affetto e protagonisti indiscussi dei social network. Parliamo dei gatti, i felini che hanno conquistato milioni di italiani, trasformando le nostre abitazioni nel loro regno. Secondo le stime più recenti, sono oltre 10 milioni i gatti domestici nel nostro Paese, un numero che testimonia un legame profondo e radicato. Ma questa meravigliosa convivenza porta con sé una responsabilità che va oltre la ciotola piena e le coccole sul divano: la gestione dei loro rifiuti

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Dalle confezioni del cibo ai giochi rotti, passando per il dilemma quotidiano della lettiera, ogni accessorio o contenitore ha un fine vita che, se gestito correttamente, può fare una grande differenza per l’ambiente. Essere proprietari consapevoli oggi significa anche essere cittadini attenti, capaci di trasformare un gesto di cura per il proprio animale in un atto di amore per il pianeta. Questa guida nasce per fare chiarezza, un manuale pratico per orientarsi nella giungla della raccolta differenziata felina e rendere la nostra convivenza a sei zampe davvero sostenibile. Per ogni dubbio, come ripeteremo più volte nel corso dell’articolo, è buona regola cercare informazioni sul sito del proprio Comune, sulle confezioni stesse dei prodotti e su Junker

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Dalla pappa alla raccolta differenziata: come smaltire scatolette e confezioni del cibo per gatti

L’alimentazione è il primo, quotidiano punto di contatto con il tema dei rifiuti. Le corsie dei supermercati offrono un’infinita varietà di opzioni, ognuna con il suo imballaggio specifico. Vediamo come gestirli senza errori.

  • Scatolette e lattine di umido: che siano in alluminio o in acciaio, le scatolette del cibo umido sono un classico. Per distinguerle, basta usare una calamita: se si attacca, è acciaio; in caso contrario, è alluminio. Entrambi i materiali sono riciclabili al 100% e all’infinito. Come si conferiscono? È fondamentale svuotarle completamente da ogni residuo di cibo e dare una sciacquata rapida (senza sprecare troppa acqua) per evitare cattivi odori e contaminazione del materiale. Vanno poi gettate nel contenitore per la raccolta dei metalli.
  • Bustine dell’umido: sono pratiche e amatissime dai gatti, ma rappresentano uno dei maggiori dubbi per la raccolta differenziata. Pur trattandosi spesso di imballaggi poliaccoppiati, composti da più strati di materiali diversi (solitamente plastica e alluminio), se realizzati in prevalenza plastica (indicato da specifiche sigle come C/LDPE 90), devono essere riciclati nella plastica. Salvo diverse e specifiche indicazioni del proprio Comune (che è sempre bene consultare), le bustine vanno quindi gettate nella plastica. Se non rientrano nelle categorie sopra elencate, sono invece destinate al secco residuo/indifferenziato.
  • Sacchi e buste dei croccantini: per il cibo secco il materiale più utilizzato è la plastica, qualsiasi sia la grandezza dei sacchi. Nella maggior parte dei casi possono quindi essere gettati nella plastica. Ove ciò non sia possibile, sono destinati alla raccolta del secco indifferenziato. Controllare sempre i simboli del riciclo stampati sulla confezione e le indicazioni del proprio Comune resta comunque sempre la regola d’oro per smaltire correttamente ogni confezione
  • Cibo avanzato: se il nostro amico felino lascia qualcosa nella ciotola, il cibo avanzato (sia umido che secco) va conferito nella raccolta dell’umido/organico. Mai e poi mai gettarlo nel water: finirebbe per inquinare le acque e sovraccaricare i sistemi di depurazione.
  • Scatola contenitore in cartone: aggiungiamo, per completezza, il materiale più diffuso come imballaggio esterno in caso di acquisto multiplo di buste e sacchi: il cartone. Ovviamente, tali confezioni, vanno conferite nella raccolta della carta.

Il dilemma della lettiera: dove si butta la sabbietta del gatto?

È forse la domanda più frequente e spinosa per ogni proprietario. La risposta dipende interamente dal tipo di lettiera utilizzata.

  • Lettiere non biodegradabili (in bentonite, silicio): le classiche sabbiette agglomeranti o quelle in cristalli di silicio non sono in alcun modo biodegradabili o compostabili. Le deiezioni solide possono essere gettate nel WC (solo se in piccole quantità e senza troppa sabbia attaccata, per non intasare le tubature), ma la lettiera sporca e le “palle” agglomerate devono essere raccolte in un sacchetto e gettate nel secco residuo/indifferenziato. È un errore grave e comune gettarle nell’umido, perché contaminerebbero l’intero processo di compostaggio.
  • Lettiere biodegradabili e compostabili (in legno, mais, carta, orzo): queste alternative vegetali stanno prendendo sempre più piede. Tuttavia, “biodegradabile” non significa automaticamente “compostabile” o “gettabile nell’umido”. È imperativo leggere le indicazioni del produttore. Solo le lettiere che riportano la certificazione “compostabile” (secondo la norma UNI EN 13432) e l’esplicita indicazione di conferimento nell’organico possono essere gettate nel bidone dell’umido. In assenza di tali diciture, anche queste lettiere vanno smaltite nel secco indifferenziato. Attenzione: anche se compostabili, è sconsigliato usarle nel compostaggio domestico destinato a orti, a causa della possibile presenza di agenti patogeni nelle feci.
  • La vaschetta della lettiera (toilette): quando la cassetta igienica in plastica si rompe o si usura, non va gettata nel sacco della plastica. Essendo un oggetto di plastica “dura” e voluminoso, va portata all’isola ecologica/centro di raccolta comunale e conferita come “rifiuto ingombrante” o nella sezione dedicata alle plastiche dure.

Giochi rotti e cucce usurate: guida allo smaltimento degli accessori per gatti

La vita di un gatto è costellata di oggetti che, prima o poi, si rompono o si consumano. Ecco come gestirli.

  • Ciotole per acqua e cibo: se sono in acciaio, vanno nella raccolta dei metalli. Se in ceramica, vanno gettate nel secco indifferenziato (non sono riciclabili come il vetro). Se in plastica rigida, la destinazione corretta è l’isola ecologica. Discorso a parte per le fontanelle e i distributori elettronici: questi sono a tutti gli effetti dei RAEE (Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche). Non vanno mai gettati nella spazzatura generica. Devono essere portati all’isola ecologica o restituiti al negoziante al momento dell’acquisto di un nuovo apparecchio equivalente (ritiro “uno contro uno”).
  • Giochi (topini, palline, canne da pesca): la stragrande maggioranza dei giochi per gatti è composta da materiali misti (plastica, tessuto, piume, piccole parti metalliche) non separabili e non riciclabili. Pertanto, una volta rotti, vanno gettati nel secco indifferenziato.
  • Tiragraffi e alberi per gatti: questi oggetti complessi, composti da legno, corda di sisal, tessuto e plastica, sono considerati rifiuti ingombranti. Non possono essere abbandonati vicino ai cassonetti, ma devono essere portati all’isola ecologica o smaltiti tramite il servizio di ritiro a domicilio degli ingombranti, se previsto dal proprio Comune.  Discorso diverso se parliamo di tiragraffi in cartone che, una volta a fine vita, possono essere gettati nella raccolta della carta.
  • Cucce, cuscini e trasportini: le cucce e i cuscini in tessuto, se troppo usurati per essere donati a un rifugio, vanno conferiti nella raccolta dei tessili sanitari (se attivata) o, più comunemente, nel secco indifferenziato. Il trasportino, solitamente in plastica rigida con uno sportello in metallo, segue la stessa regola della vaschetta per la lettiera: va portato all’isola ecologica.
  • Collarini e spazzole: essendo spesso composti da materiali misti (nylon, metallo, plastica), non sono riciclabili e vanno gettati nel secco indifferenziato.

Un gesto d’amore per il gatto e per l’ambiente

Prendersi cura di un gatto è un’esperienza che arricchisce la vita, un patto di affetto e responsabilità. Estendere questa responsabilità alla gestione dei suoi rifiuti è il passo successivo, un gesto di coerenza e civiltà. Ogni volta che differenziamo correttamente una scatoletta, che smaltiamo la lettiera nel modo giusto o che portiamo un gioco elettronico rotto all’isola ecologica stiamo contribuendo attivamente a un modello di consumo più circolare.

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Prima di gettare, pensiamo: posso ripararlo? Posso donarlo? E se la risposta è no, chiediamoci qual è il contenitore giusto. L’amore per i nostri amici a quattro zampe diventa così un motore di cambiamento, la dimostrazione che ogni piccola azione quotidiana, anche quella apparentemente più banale, ha il potere di proteggere il mondo che condividiamo con loro.

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